lunedì 21 maggio 2018

Paolo Conte: "Via con me"



FINALMENTE AVREMO UN PRESIDENTE DEL
CONSIGLIO CHE CANTA BENE !!!!!!

       
NICOLAS FROMENT-RESURREZIONE DI LAZZARO-GALLERIA DEGLI UFFIZI FIRENZE 

Il trittico della Resurrezione di Lazzaro è opera del pittore francese, originario della Piccardia Nicolas Froment.
Resurrezione di Lazzaro
Autore Nicolas Froment
Data 1461
Tecnica olio su tavola
Dimensioni 175×200 cm
L'opera, costituita da un trittico - realizzato su un supporto di legno di quercia, con incastri in cui sono stati inseriti i tre pannelli - ha una parte centrale, affiancata da due sportelli laterali che sono mobili e dipinti su entrambe le facce. L'episodio evangelico della Resurrezione di Lazzaro si trova nella parte centrale del trittico; ma la narrazione inizia sull'anta sinistra e si conclude su quella destra, in questo ordine: sinistra - Marta informa Gesù della morte di Lazzaro; centro - Gesù resuscita Lazzaro davanti a Marta, Maria e agli apostoli; destra - A cena in casa del fariseo Maria unge i piedi di Cristo. Sull'altro verso delle ante si vedono, da un lato un ritratto del committente - il vescovo Francesco Coppini da Prato, legato papale di papa Pio II nelle Fiandre, in Francia e in Inghilterra - che insieme a due suoi familiari è in preghiera e, in alto, il suo stemma; dall'altro lato c'è una Madonna col Bambino.
Il trittico è firmato sulla parte esterna degli sportelli: Nicolaus Frumenti absolvit hoc opus XV HL. Junii MºCCCCºLXI. La cornice originale, di tradizione fiamminga, presenta sulla tavola centrale e sulle laterali un leggero traforo gotico in legno dorato, ispirato alle arcate delle cattedrali gotiche francesi.

Il vescovo di Prato Francesco Coppini donò quest'opera a Cosimo di Giovanni de' Medici detto il Vecchio, il quale, a sua volta, fra il 1461 e il 1464 la donò ai frati Minori Osservanti del Convento del Bosco ai Frati, oggi sito nel comune di Scarperia e San Piero, nel Mugello.
Agli Uffizi l'opera è arrivata nel 1841, dopo le soppressioni degli istituti religiosi che si verificò ad inizio Ottocento. Sull'esterno dell'anta destra, i ritratti di Coppini e dei suoi familiari hanno tratti veristici e naturali. Le vesti dei personaggi presentano le tipiche angolature del gotico internazionale.
STRESS DISSOCIATIVO


Oggi durante le esequie della povera creatura dimenticata a Pisa dal padre in macchina, il prete durante la sua omelia si è trasformato in psichiatra ed ha incolpato la politica per non aver approvato la legge sul dispositivo di allarme che indica che ci siamo dimenticati i bambini in macchina.
Io il dispositivo lo installerei nel cervello di questi genitori snaturati. Anch'io sono stato padre di un pargolo, e pur avendo avuto i problemi che tutte le perso
ne normali sono costrette ad affrontare, il figliolo era il primo che veniva fatto scendere con tutte le precauzioni del caso ( vero Daniela Ciatti?). Oggi vedi questi cosidetti genitori che fanno gli affari propri, mamme che guardano le ultime novità su facebook e magari si fanno i selfie con la boccuccia a......e lasciano i loro figli allo sbando senza minimamente occuparsi di loro.
Questa nostra società, svagata dove non esistono più responsabilità personali e nella quale le colpe si addossano sempre agli altri. Per la strada incontri persone, non più giovani, che camminano senza vedere dove vanno perchè sono impegnate a spippolare sul telefono.
Questi social ormai stanno danneggiando in modo irreparabile la nostra società già di suo malata ed in difficoltà , viviamo in un mondo virtuale che purtroppo ci sta allontanando dalla realtà quotidiana.
MALA TEMPORA CURRUNT

guido michi

domenica 20 maggio 2018

GETTA LA FIGLIA NEL VUOTO UCCIDENDOLA E POI LA SEGUE SUICIDANDOSI 

A Francavilla al Mare (Chieti) un 49enne, Fausto Filippone, ha lanciato la figlioletta dal ponte del viadotto dell'autostrada A14 in contrada Vallemerlo. La piccola è morta sul colpo. L'uomo si è poi gettato nel vuoto dopo ore passate sospeso su una soletta di cemento, impedendo ai soccorritori di intervenire. Prima di buttarsi ha urlato: "Non gonfiate il telone". Sul posto erano presenti anche alcuni parenti dell'uomo.
"Fermi, fermi, andatevene con quell'affare, non lo gonfiate", aveva gridato ancora Filippone ai vigili del fuoco che stavano tentando di posizionare il telone di salvataggio.
La bimba, che dovrebbe avere circa 12 anni, ha fatto un volo di una trentina di metri. Alla base del gesto dell'uomo ci sarebbe la morte della convivente, avvenuta dopo una caduta dal quarto piano della sua abitazione a Chieti. La donna è deceduta in ospedale per le gravi lesioni riportate. Si tratterebbe della madre della bimba lanciata dal cavalcavia.

La zona sottostante il viadotto è molto impervia. L'uomo ha scavalcato la rete di protezione e si è aggrappato alla recinzione. Di fronte a lui, sull'autostrada riaperta al transito, diversi "mediatori" hanno tentato di parlargli. Il traffico era stato deviato sulla carreggiata Nord per un tratto di tre chilometri tra i caselli di Pescara Ovest e Pescara Sud Francavilla. Il tentativo di suicidio ha preso luogo al chilometro 390, sul viadotto Alento.
L'uomo ha continuato a urlare per ore a investigatori e soccorritori di non avvicinarsi alla bimba, minacciando in caso contrario di gettarsi nel vuoto. Da qui il divieto degli investigatori di avvicinarsi all'area e, nel contempo, le difficoltà di raggiungere la piccola per stabilire le sue condizioni. Dopo numerosi tentativi, le autorità hanno però accertato il decesso della piccola.

sabato 19 maggio 2018

MAESTRO DELLA SANT'AGATA-LA MADONNA PISA-GALLERIA DEGLI UFFIZI FIRENZE

La Madonna Pisa (numero di inventario del 1890 9213) è un dipinto a tempera su tavola (98x60 cm) attribuito al Maestro della Sant'Agata, databile al 1250-1280 circa.
L'opera deve il suo nome a Luigi Pisa, che la cedette alla Galleria nel 1933, prima come deposito e poi come donazione.
La Madonna Pisa è in genere assegnata al Maestro della Sant'Agata, pittore della scuola fiorentina del Duecento, a cui spetterebbe forse anche la Madonna del Popolo[1] nella Cappella Brancacci (Coor Achenbach). Secondo Angelo Tartuferi, che propose una datazione al 1270-1280, si tratterebbe invece di due personalità diverse. Boskovits la datò al sesto decennio del XIII secolo.
Descrizione e stile
La Madonna col Bambino è dipinta su un fondo scuro, originariamente coperto d'argento. Si tratta di una Madonna Hodeghétria, cioè, in greco, indicante la via, poiché con la mano accenna verso il figlio: Maria simboleggiava la Chiesa, che indirizzava la strada del fedele verso Gesù e la Salvezza. Il Bambino è tenuto in braccio ed è abbigliato come un filosofo antico: non a caso tiene anche in mano un rotolo e con la destra è in atto di benedire la madre (e quindi la Chiesa stessa).
La fissità è tipica delle icone bizantine, a cui l'anonimo pittore si rifece, con ombreggiature scure molto marcate. Particolarmente stilizzata è la pianta di un piede del bambino, quasi una sagoma senza spessore. Le dita di Maria sono estremamente lunghe e affusolate, tanto da sembrare esili rametti, soprattutto nella mano che regge la veste del Bambino. Sul manto blu compaiono ricamate due delle tipiche tre stelle, simboli antichissimi della grazia divina discesa su Maria e ricordo della stella di Betlemme. Come tipico dell'epoca, gli sguardi delle divinità divergono leggermente, sfuggendo lo sguardo dello spettatore.
Un semplice motivo a rosette stilizzate decora il bordo inferiore.

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Dopo la rappresentazione che il PD ha dato durante l'assemblea nazionale sono stracontento di essermi dimesso da questa accozzaglia indecorosa. Il PD è morto e purtroppo questo era già scritto nel suo DNA.
Ed ora finalmelmente libero dichiaro che non parteciperò più, come elettore, a nessuna competizione. W la libertà W L'ANARCHIA.

guido michi