domenica 30 novembre 2014

UNICITA’ DI CORPO E MENTE

UNICITÀ DI CORPO E MENTE
Secondo una concezione materialistica il mondo fisico, proprio perché tangibile e misurabile,
rappresenta l’unica “realtà”. Altre tradizioni di pensiero ritengono invece illusoria quella
dimensione e considerano come verità ultima il mondo spirituale.
Nel Buddismo la vita è un’unità indissolubile di aspetti fisici e spirituali. Ogni fenomeno,
materiale o spirituale, visibile o invisibile, è manifestazione della stessa Legge fondamentale
universale – o causa prima della vita – definita Myoho-renge-kyo da Nichiren Daishonin.
Entrambi gli aspetti sono assolutamente inseparabili e di uguale importanza. Questo principio è
espresso in giapponese col termine shiki shin funi. Shiki si riferisce a tutti i fenomeni fisici,
compreso il corpo umano. Shin definisce quelli spirituali, invisibili, compresa la ragione, le
emozioni e la volontà. Funi letteralmente significa “due ma non due”.
Nichiren Daishonin scrive a uno dei suoi seguaci: «Una persona può conoscere i pensieri di un
altro ascoltandone la voce. Ciò avviene perché l’aspetto fisico rivela quello spirituale, ma questi
aspetti, che sono uno nella sostanza, si manifestano come due aspetti distinti».
Lo stato d’animo di una persona si rivela nel suo aspetto fisico: il vissuto interiore di qualcuno
che si trovi in uno stato gioioso e ottimistico si può leggere nel suo viso, o anche nella sua
andatura. Allo stesso modo un portamento sofferente e il viso teso di una persona oppressa dal
dolore comunicano il suo tormento interiore. Le manifestazioni più evidenti sono il riso e il
pianto, segnali visibili dei nostri sentimenti interiori.
Lo stato d’animo influisce anche sul funzionamento fisico del corpo. Lo stress mentale o
psicologico è stato collegato a una gamma di malattie che vanno da disturbi cutanei, allergie,
asma e ulcere fino al cancro. La depressione e la disperazione abbassano la resistenza
dell’organismo, rendendoci vulnerabili a tutta una serie di malanni. D’altra parte, una positiva
determinazione a superare la malattia può “guidare” i nostri organi e persino le singole cellule
verso la guarigione.
«Quando la nostra determinazione cambia – scrive Daisaku Ikeda – tutto comincerà a muoversi
nella direzione che desideriamo. Nel momento in cui decidiamo di essere vittoriosi, ogni nervo e
fibra nel nostro essere si dirigerà immediatamente verso il nostro successo. Se invece pensiamo
che “non ce la faremo mai” allora in quell’istante, ogni nostra cellula sarà come svuotata e
soccomberà».
La vera salute e felicità interessano sia l’aspetto fisico sia quello spirituale. Molte delle
esperienze dei membri della Soka Gakkai riguardano miglioramenti della salute o delle
condizioni materiali. Attraverso la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo essi comprendono
anche l’inseparabilità degli aspetti spirituali e fisici della loro vita e col tempo ciò si manifesta
con un senso di benessere fisico e con una crescente chiarezza e purezza dei processi mentali e
percettivi. Ciò che si intende con “benefici visibili” della pratica buddista è collegato
direttamente al piano fisico e materiale.
Ben più importanti nel lungo periodo sono i “benefici invisibili” di una pratica buddista assidua:
maggiore conoscenza di sé, saggezza e compassione per gli altri. Il più importante dei benefici
invisibili, ovviamente, è l’Illuminazione.
Il Buddismo considera gli esseri viventi come un’armoniosa aggregazione delle cosiddette
“cinque componenti” che sono: i sensi (che collegano l’individuo al mondo fisico); la percezione
(che integra le impressioni ricevute attraverso i sensi); la concezione (con la quale ci formiamo
un’idea su ciò che abbiamo percepito); la volizione (la volontà che agisce sulla concezione); e
infine la coscienza (quella funzione del giudizio che sostiene il funzionamento delle altre
componenti). La vita rappresenta quella forza o energia che fa funzionare insieme queste cinque
componenti come un tutto armonioso e integrato.








Fondamentalmente il Buddismo vede gli aspetti fisici e spirituali come manifestazioni della
stessa forza vitale inerente all’universo stesso. La moderna scienza medica sta iniziando a
esplorare i sottili rapporti tra corpo e mente, tra gli aspetti fisici e spirituali della vita.
Come ha scritto Nichiren: «Mutua inclusione tra un singolo istante di vita e tutti i fenomeni
significa che la vita in ogni singolo istante abbraccia il corpo e la mente, l’io e l’ambiente di tutti
gli esseri senzienti dei Dieci mondi e anche di tutti gli esseri insenzienti dei tremila regni: le
piante, il cielo e la terra, fino al più piccolo granello di polvere. La vita in ogni singolo istante

permea l’intero regno dei fenomeni e si manifesta in ognuno di essi».