mercoledì 31 dicembre 2014

Messaggio di Daisaku Ikeda per il nuovo anno
Diffondete la speranza sulla terra
Sul vasto palcoscenico del nostro pianeta azzurro si è aperto radiosamente l’“Anno dello sviluppo dinamico nella nuova era di kosen-rufu nel mondo”, durante il quale diffonderemo con rinnovato dinamismo la nostra filosofia di speranza e di rispetto per la dignità della vita. Sto pregando con tutto il cuore affinché ognuno e ognuna di voi, che svolge un ruolo significativo nella società come buon cittadino nel luogo della propria missione, possa coronare di vittorie un anno di “sviluppo dinamico”
sereno, colmo di benefici e di grandissimo valore, trascorrendolo gioiosamente e in buona salute. Settecentoquaranta anni fa Nichiren Daishonin dichiarò: «Può esserci qualche dubbio che, dopo il periodo in cui “la pura Legge sarà oscurata e perduta” predetto nel Sutra della Grande raccolta, la grande pura Legge del Sutra del Loto si diffonderà ampiamente nel Giappone e in tutti gli altri paesi di Jambudvipa?» (RSND, 1, 491).
Egli enunciò queste parole in un’epoca turbolenta, in cui la società era travolta da conflitti e calamità. Coloro che hanno concretizzato la convinzione e l’immensa visione del Daishonin, che aspirava alla pace e alla felicità di tutto il genere umano, siamo noi, i membri della SGI. Quest’anno segna il settantesimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, che provocò devastazioni e orrori mai visti nel corso della storia. Era il 3 luglio 1945, poco prima della fine del conflitto [la resa
del Giappone avvenne il 15 agosto 1945, n.d.t.], quando il secondo presidente Toda uscì dal carcere, dove insieme al suo maestro resistette all’oppressione del governo militare giapponese e portò avanti imperturbabilmente una lotta in difesa delle sue convinzioni. Josei Toda, discepolo del primo presidente Tsunesaburo Makiguchi – morto in carcere per essere rimasto fedele ai suoi ideali e a cui era legato da una relazione di non dualità – si alzò da solo in un paese devastato dalla guerra affermando: «Aiuterò a ogni costo le persone nell’angoscia e nella sofferenza a diventare felici. Il momento di realizzare kosen-rufu è proprio ora, ora è il momento di trasformare il karma dell’umanità!». Ricordando questa dichiarazione potente come il ruggito del re leone, fatta da Toda settant’anni fa, rafforziamo e approfondiamo ulteriormente la nostra rete di cittadini globali intessuta di amicizia e fiducia, che trascende le differenze di etnia e cultura, mirando a uno sviluppo dinamico di kosen-rufu, ovvero della pace e della coesistenza fra esseri umani.
L’anno scorso ho pubblicato una raccolta di dialoghi tenuti con il ricercatore per la pace e poeta australiano Stuart Rees, intitolata Conversazioni sulla filosofia della pace e sullo spirito poetico. In uno dei nostri incontri Rees mi mostrò una fotografia scattata durante la visita a Sidney dell’ex presidente sudafricano Nelson Mandela,
a cui ero legato da una profonda amicizia. Nella fotografia si vede un Mandela sorridente che elogia due studiose australiane per la loro lotta portata avanti con tenacia a favore della pace e della difesa dei diritti umani. In particolare, nei dialoghi Rees ha citato un’affermazione di Stella Cornelius, una delle due donne: «Parliamo
sostituendo i “ma” con degli “e”». Rees spiegava che mentre ai “ma” seguono spesso argomentazioni pessimistiche, gli “e” fanno scaturire parole positive che possono portare alla risoluzione dei problemi. In effetti, quando una situazione diventa critica, a volte le persone tendono a rassegnarsi dicendo “ma la realtà
è complessa”, oppure “ma non ci sono le condizioni necessarie”. Ragionando in questo modo non potrà mai nascere la speranza che ci fa progredire.
Il Daishonin spiega: «I tre ostacoli e i quattro demoni invariabilmente appariranno: il saggio si rallegrerà, mentre lo stolto indietreggerà» (RSND, 1, 568). Quando ci troviamo ad affrontare le difficili prove della vita, possiamo esprimere dei “ma” e lasciare che la nostra mente ci faccia esitare e indietreggiare, oppure degli “e”, sfidando le difficoltà con coraggio e spirito positivo. La Legge mistica si esprime in quella forza e saggezza supreme che mettono in grado ogni individuo di ardere
di coraggio e di utilizzarlo al meglio, di non cadere nella lamentela o nella rassegnazione e di avanzare guardando sempre avanti. Se preghiamo con una determinazione risoluta e compiamo un primo passo avanti colmi di forza vitale, potremo far alzare il sipario sul vittorioso spettacolo della nostra rivoluzione umana.
Cinquantacinque anni fa, quando partii per un viaggio finalizzato a realizzare kosen-rufu nel mondo, alle Hawaii come in America settentrionale e meridionale, intrapresi ogni lotta possibile per incoraggiare ogni singola persona che avevo davanti, facendo insieme il primo passo per la sua rivoluzione umana. Ho recitato Daimoku per impregnare tutti i luoghi che ho visitato nel mondo con la decisione di far emergere dei Bodhisattva della Terra, e con grande serietà e sincerità mi sono sforzato affinché tutte le persone che incontravo potessero creare dei legami con il Buddismo di Nichiren Daishonin. Quaranta anni fa, il 26 gennaio 1975 a Guam, dove fu fondata la SGI, nel corso della prima conferenza mondiale per la pace espressi la seguente opinione: «Quella di oggi potrebbe essere considerata una piccola riunione, un incontro fra gente sconosciuta che proviene da paesi diversi. Io credo però che brillerà luminosa nella storia dei secoli a venire e i vostri nomi resteranno certamente incisi non solo nella storia dell’espansione mondiale del Buddismo, ma in quella dell’umanità intera». Allora si riunirono i rappresentanti di cinquantuno paesi e regioni. Oggi il movimento di kosen-rufu, come un grande fiume, bagna centonovantadue paesi e territori e il Buddismo del sole avvolge con il suo caldo bagliore il mondo intero. I semi della Legge mistica stanno facendo sbocciare fiori profumati di felicità e, con il tempo, i nomi dei nostri encomiabili compagni brilleranno sicuramente di una luce ancora più intensa. Anche nella penisola balcanica, lacerata negli anni novanta da tragici conflitti etnici, oggi i compagni di fede della SGI si stanno impegnando nei dialoghi sul Buddismo del Daishonin ampliando la loro rete umanistica. Mi hanno riferito che in questa regione si stanno tenendo delle magnifiche e vivaci riunioni di discussione pervase dallo spirito di “diversi corpi, stessa mente” e che sono molti gli amici che decidono di aderire alla Soka Gakkai, a partire dai giovani. Che gioia e che fiducia infondono questi coraggiosi e ammirevoli compagni, che hanno determinato di trasformare
il proprio karma e di contribuire a cambiare quello della società. Credo fermamente che pregare, incoraggiarsi e impegnarsi insieme per dischiudere, nella propria vita e in quella degli altri, la Buddità – la suprema forma di benevolenza e umanità insita nell’esistenza degli individui –, siano azioni che portano alla costruzione della pace più sicura e stabile in un mondo dove la guerra e la violenza continuano ancora a imperversare. Il professore Kim Chong Suh dell’Università di Seoul, che ha presieduto l’Associazione coreana per gli studi religiosi, un giorno mi disse: «L’eccellenza di una religione non si può desumere dalla lunghezza della sua storia.
L’importante è valutare se aiuta effettivamente a diventare felici le persone che stanno soffrendo ora, davanti ai nostri occhi. I membri della SGI fino a oggi si sono avvicinati a molte persone sofferenti che insieme a loro hanno superato momenti difficili. Per questa ragione il movimento della SGI continua a svilupparsi».
I membri della SGI che con fede incrollabile e spirito compassionevole pregano per la felicità dei loro amici e si impegnano ad ampliare il nostro movimento basato sul dialogo per la creazione di valore, continuando ad agire come buoni cittadini per contribuire alla prosperità della società e alla pace mondiale, sono dei veri e propri
tesori nelle loro rispettive comunità e nella società globale. È trascorso più di un anno da quando è stato completato il Kosen-rufu Daiseido (Palazzo del grande voto di kosen-rufu) situato nel complesso della sede centrale della Soka Gakkai, nel quartiere di Shinanomachi, a Tokyo. Oggi, quasi giornalmente, tanti ammirevoli compagni, senza lesinare i loro sforzi, si riuniscono da tutto il Giappone e da ogni angolo del mondo in questo palazzo del voto di maestro e discepolo.
Nel novembre dell’anno scorso ho potuto incontrare dei rappresentanti di vari paesi riunitisi per il corso autunnale della SGI; è stato un incontro indimenticabile che si è impresso nella storia di kosen-rufu. Nei loro occhi brillava la profonda gioia di chi non è sconfitto da niente e da nessuno, di chi compie una ferma promessa, una
decisione inflessibile. Tutte queste persone sono dei leader che si stanno impegnando per kosen-rufu nei luoghi della loro missione insieme ai compagni di fede a cui sono indissolubilmente legati. Quando li ho visti, ho pensato di aver incontrato tutti gli amici Bodhisattva della Terra che si stanno sforzando oggi nel mondo. Quest’anno, in cui cade il quarantesimo anniversario della fondazione della SGI, è un anno significativo durante il quale il Buddismo di Nichiren realizzerà ulteriori importanti sviluppi come religione mondiale. Il Daishonin esortò un suo discepolo dicendo: «Perciò devi raccogliere più che mai il potere della tua fede»
(RSND, 1, 888).
In questo “Anno dello sviluppo dinamico nella nuova era di kosen-rufu nel mondo” decidiamo di progredire con animo sereno e spirito audace in armonia con i nostri compagni di fede, e di intraprendere nuove sfide sentendo con la gioia nel cuore che finalmente è arrivato il momento di avanzare!
Per il nuovo anno, auguro dal profondo del cuore salute, lunga vita, buona fortuna, felicità e vittoria nelle attività ai miei preziosi compagni di fede che tanto ammiro e stimo e alle loro famiglie.
1 gennaio 2015