sabato 24 gennaio 2015

NESSUNO TOCCHI CAINO
contro la pena di morte.........



1.  LA STORIA DELLA SETTIMANA : PARMA: 28 GENNAIO CONVEGNO ‘PENA DI MORTE, MORTE PER PENA’
2.  NEWS FLASH: INDONESIA: FUCILATI SEI CONDANNATI PER DROGA 3.  NEWS FLASH: ARABIA SAUDITA: CINQUE PRIGIONIERI DECAPITATI 4.  NEWS FLASH: PAKISTAN: IMPICCATO UN ALTRO MILITANTE, 20° DALLA FINE DELLA MORATORIA 5.  NEWS FLASH: TEXAS (USA): ARNOLD PRIETO GIUSTIZIATO 6.  I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA :


PARMA: 28 GENNAIO CONVEGNO ‘PENA DI MORTE, MORTE PER PENA’
Mercoledì 28 gennaio alle ore 17:00, presso il Palazzo del Governatore a Parma, l’associazione radicale locale, LiberaMenteRadicale, ha organizzato un convegno che parlerà di Pena di Morte e di Morte per Pena, dell’ergastolo, come negazione dei dettati della Costituzione.

Interverranno: Marco Pannella (Presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito), Federico Pizzarotti (Sindaco di Parma), Matteo Angioli (Membro del Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito), Rita Bernardini (Segretaria di Radicali Italiani), Don Umberto Cocconi (Presidente dell'Associazione San Cristoforo e Responsabile pastorale universitaria della Diocesi di Parma), Sergio D’Elia (Segretario di Nessuno Tocchi Caino), Paolo Moretti (Presidente delle Camere Penali di Parma) Laura Rossi (Assessore al Welfare del Comune di Parma).
Modererà il convegno Salvo Taranto.
Per saperne di piu' : http://www.nessunotocchicaino.it/

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NESSUNO TOCCHI CAINO - NEWS FLASH

INDONESIA: FUCILATI SEI CONDANNATI PER DROGA
18 gennaio 2015: l’Indonesia ha giustiziato sei persone, tra cui una cittadina indonesiana e cinque stranieri, che erano stati tutti condannati a morte per reati di droga, nelle prime esecuzioni effettuate sotto il nuovo Presidente Joko Widodo, il quale ha rifiutato di ascoltare tutti gli appelli internazionali alla clemenza.
Una donna vietnamita, Tran Thi Bich Hanh, è stata giustiziata nel distretto di Boyolali, nel centro dell’isola di Java, mentre gli altri cinque – una donna indonesiana, Rani Andriani; un brasiliano di 53 anni, Marco Archer Cardoso Moreira; un olandese di 62 anni, Ang Kiem Soei; due nigeriani, Daniel Enemuo, e Solomon Chibuike Okafor, che è stato però registrato come cittadino del Malawi perché è stato arrestato con un passaporto malawiano recante il nome Namaona Denis – sono stati messi a morte nell’isola di Nusakambangan, sede di un carcere di massima sicurezza.
Sono stati condannati a morte tra il 2000 e il 2011 e tutti sono stati giustiziati da un plotone all’incirca alla stessa ora, poco dopo la mezzanotte.
Erano stati tutti catturati nel tentativo di contrabbandare la droga, a parte l'olandese che è stato condannato a morte per la gestione di un enorme fabbrica di ecstasy.
Il Presidente del Brasile e il Ministro degli Esteri olandese hanno condotto una protesta internazionale contro le esecuzioni.
Il Brasile ha richiamato il suo ambasciatore a Jakarta per consultazioni e ha detto che le esecuzioni avrebbero pregiudicato le relazioni bilaterali. "L'uso della pena di morte, che il mondo sempre più condanna, mina gravemente le relazioni tra i nostri Paesi", ha detto la Presidente Dilma Roussef in un comunicato pubblicato dall'agenzia di stampa ufficiale del Brasile.
Anche i Paesi Bassi, ex potenza coloniale in Indonesia, hanno richiamato il loro ambasciatore e condannato l'esecuzione del loro cittadino, Ang Kiem Soei. "E’ una punizione crudele e disumana che costituisce un'inaccettabile negazione della dignità e dell'integrità umana”, ha dichiarato il Ministro degli Esteri olandese Bert Koenders.
L’Indonesia, che ha leggi severe sulla droga, aveva cessato l'esecuzione di persone nel 2008, ma ha iniziato di nuovo nel 2013, anche se nel 2014 nessuno è stato messo a morte.
Il Presidente Widodo, che si è insediato nell’ottobre 2014, ha adottato una linea particolarmente dura nei confronti delle persone nel braccio della morte per reati di droga, ribadendo più volte che non avrebbero ricevuto la grazia presidenziale, poiché l'Indonesia sta affrontando una "emergenza" a causa di alti livelli di consumo di droga. (Fonti: AFP, AP, DPA, This Day, abc.net.au, 18/01/2014) Per saperne di piu' : http://www.theguardian.com/world/2015/jan/18/indonesia-six-drug-convicts-shot-dead-five-foreigners

ARABIA SAUDITA: CINQUE PRIGIONIERI DECAPITATI
23 gennaio 2015: cinque prigionieri sono stati messi a morte negli ultimi giorni in Arabia Saudita.
Il 14 gennaio Riad ha decapitato un trafficante di droga pakistano e uno dei suoi cittadini che aveva ucciso un soldato, ha detto in un comunicato il Ministero degli Interni.
Il saudita Rakan bin Eid bin Bikheet al-Baqmi era stato trovato colpevole di aver sparato a una pattuglia della sicurezza, uccidendo il soldato Sultan bin Ibrahim bin Ghrahid al-Jaid. Baqmi è stato giustiziato regione della Mecca.
Dall'altra parte del Paese, a Qatif, il cittadino pakistano Mahmoud Massih Iqbal Massih è stato giustiziato per traffico di eroina.
Il 16 gennaio l'Arabia Saudita ha decapitato uno dei suoi cittadini per omicidio. Murdi al-Shakra era stato condannato per aver ucciso con una mitragliatrice Faraj al-Shakra, un membro della sua tribù, ha annunciato il Ministero degli Interni.
Il 19 gennaio un altro trafficante di eroina pakistano, Yasser Arafat Munir Ahmed, è stato giustiziato nella città santa della Mecca, ha detto il Ministero degli Interni.
Infine, il 20 gennaio un uomo è stato giustiziato per omicidio, portando a 12 le decapitazioni effettuate nel Regno da inizio anno.
Si tratta del cittadino saudita Mansour Bin Awad bin Ziniegih Al Jabri, che avrebbe ucciso con un’arma da fuoco un connazionale a seguito di una lite, ha reso noto il Ministero degli Interni.
La decapitazione ha avuto luogo nella regione centrale di Qassim.
Il governo di Riad è impegnato a “mantenere la sicurezza, realizzare la giustizia e applicare la legge di Dio nei confronti di coloro che spargono sangue”, ha scritto il Ministero nel comunicato.
“Chi è intenzionato a compiere simili atti subirà la stessa legittima punizione”, avvertono le autorità. (Fonti: Agence France-Presse, 14-16-21/01/2015) Per saperne di piu' :

PAKISTAN: IMPICCATO UN ALTRO MILITANTE, 20° DALLA FINE DELLA MORATORIA
17 gennaio 2015: il Pakistan ha impiccato un altro militante di un gruppo anti-sciita fuorilegge, portando a venti il numero delle esecuzioni nel Paese dopo la revoca della moratoria sulla pena di morte.
Ikramul Haq, alias Lahori, è stato impiccato nella prigione di Kot Lakhpat a Lahore dopo che il tribunale ha respinto il compromesso raggiunto dalla sua famiglia con i parenti della persona uccisa.
Haq era legato al gruppo militante Sipah-i-Sahaba Pakistan (SSP) ed era coinvolto nell'omicidio di un uomo sciita, Nayyar Abbas, nel 2001 nella zona di Shorkot a Jhang, Provincia del Punjab.
Un tribunale anti-terrorismo di Faisalabad lo aveva condannato a morte nel 2004 e l’ordine di esecuzione era stato emesso il 6 gennaio 2015 dopo che il Presidente Mamnoon Hussain aveva respinto il suo appello alla clemenza.
Doveva essere impiccato l'8 gennaio, ma l'esecuzione era stata sospesa dopo un accordo raggiunto con la famiglia di Abbas. In seguito, è emerso che, su otto familiari della vittima, solo due dei suoi fratelli e una sorella l’avevano perdonato. La corte ha respinto il compromesso e ha confermato la sua condanna a morte. (Fonti: PTI, 17/01/2014) Per saperne di piu' : http://www.pakistantoday.com.pk/2015/01/17/national/ssp-activist-ikramul-haq-executed/

TEXAS (USA): ARNOLD PRIETO GIUSTIZIATO
21 gennaio 2015: Arnold Prieto, 41 anni, ispanico, è stato giustiziato. Era accusato, ed in parte aveva confessato, di aver ucciso 3 persone l’11 settembre 1993 durante una rapina nella loro abitazione. Venne condannato a morte nella nel giugno 1995 per le morti di Rudolfo Rodriguez, 72 anni, la moglie, Virginia Rodriguez, 62 anni, e Paula Moran, 90 anni.
Prieto è stato dichiarato morto alle 18.31, 20 minuti dopo che gli è stata iniettata una dose letale di Pentobarbital. Quando il farmaco ha iniziato a fluire nella vena, Prieto ha detto “Ne sento l’odore”, poi ha esclamato “Whoa”, e immediatamente ha iniziato a russare, ogni respiro più leggero del precedente. Dopo 5 respiri ha cessato di muoversi.
Prieto diventa il 1° giustiziato di quest’anno in Texas, il 519° da quando il Texas ha ripreso le esecuzioni nel 1982, il 4° dell’anno negli Usa, e il n° 1398 da quando gli Usa hanno ripreso le esecuzioni nel 1977. L’esecuzione di Prieto è la prima che avviene dopo l’insediamento del nuovo governatore, Greg Abbot, in carica dal 20 gennaio. Il governatore precedente, Rick Perry, in carica per 14 anni, ha presieduto 279 esecuzioni.
(Fonti: Associated Press & Rick Halperin, 21/01/2015) Per saperne di piu' : http://www.deathpenaltyinfo.org/