sabato 17 gennaio 2015

NESSUNO TOCCHI CAINO................
CONTRO LA PENA DI MORTE NEL MONDO!


1.  LA STORIA DELLA SETTIMANA : USA: PRIME TRE ESECUZIONI DELL’ANNO 2.  NEWS FLASH: IRAN: CONTINUA L’ONDATA DI IMPICCAGIONI 3.  NEWS FLASH: PAKISTAN: ALTRE 10 ESECUZIONI 4.  NEWS FLASH: SIRIA: MILITANTI ISLAMICI FUCILANO DONNA PER ‘ADULTERIO’
5.  NEWS FLASH: CINA: EX VICE-PRESIDE GIUSTIZIATO PER IL SEQUESTRO E OMICIDIO DI UNA BAMBINA 6.  I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA :


USA: PRIME TRE ESECUZIONI DELL’ANNO
16 gennaio 2015: tre prigionieri sono stati giustiziati negli Usa nei giorni scorsi, in tre diversi Stati.

Il 13 gennaio Andrew Brannan, 66 anni, bianco, è stato giustiziato in Georgia.
Era accusato di aver ucciso, nel gennaio 1998, un poliziotto, Kyle Dinkheller, 22 anni, bianco, che lo aveva fermato per eccesso di velocità. La scena venne ripresa dalla telecamera montata sull’auto di pattuglia.
I difensori hanno sempre sostenuto, fino a ieri davanti alla commissione che poteva decidere un provvedimento di clemenza, che l’uomo, che aveva combattuto in Vietnam e non aveva precedenti penali, soffriva di una grave forma di stress post traumatico, e che furono i modi bruschi del poliziotto a innescare la reazione. Questa chiave di lettura nel 2003 aveva indotto un giudice della Butts County ad annullare la condanna a morte, ma quella decisione il 3 novembre 2008 venne annullata dalla Corte Suprema di Stato.
Brannan diventa il 1° giustiziato dell’anno in Georgia, il 56° da quando la Georgia ha ripreso le esecuzioni nel 1983, il 1° dell’anno negli Usa, e il giustiziato n° 1395 da quando, il 17 gennaio 1977, gli Stati Uniti hanno ripreso le esecuzioni.
Il 15 gennaio è stato giustiziato in Florida Johnny Shane Kormondy, 42 anni, bianco.
L’esecuzione è avvenuta con 2 ore di ritardo, in attesa che la Corte Suprema degli Stati Uniti decidesse un ricorso sulla costituzionalità del protocollo in uso nello stato. La Corte si è divisa nettamente, con i 5 membri conservatori che hanno avallato il protocollo, e i 4 membri progressisti che avrebbero preferito un rinvio ed approfondire l’argomento. Il ricorso riguardava anche Charles Warner, la cui esecuzione è avvenuta in Oklahoma pochi minuti dopo quella di Kormondy. Kormondy era stato condannato a morte per aver rapinato nel luglio 1993 una coppia nella propria abitazione, uccidendo il marito, Gary McAdams, e violentando ripetutamente la moglie, Cecilia McAdams.
Di solito la stampa non pubblica i nomi delle persone che subiscono violenza sessuale, ma la signora McAdams ha più volte parlato lei in pubblico della vicenda.
Due complici di Kormondy, considerati ugualmente  responsabili dello stupro ma meno dell’omicidio, sono stati condannati all’ergastolo.
Kormondy diventa il 1° giustiziato di quest’anno in Florida, il 90° da quando la Florida ha ripreso le esecuzioni nel 1979, il 2° dell’anno negli USA, e il giustiziato n° 1396 da quando, il 17 gennaio 1977, gli Stati Uniti hanno ripreso le esecuzioni.
Sempre il 15 gennaio, Charles Warner, 47 anni, nero, è stato giustiziato in Oklahoma.
L’esecuzione è avvenuta con 90 minuti di ritardo, in attesa che la Corte Suprema degli Stati Uniti decidesse un ricorso sulla costituzionalità del protocollo in uso nello stato.
La Corte si è divisa nettamente, con i 5 membri conservatori che hanno avallato il protocollo, e i 4 membri progressisti che avrebbero preferito un rinvio ed approfondire l’argomento. Il ricorso riguardava anche Johnny Shane Kormondy, la cui esecuzione è avvenuta in Florida pochi minuti prima di quella di Warner.
Warner venne condannato a morte nel 1999 con l’accusa di aver stuprato e ucciso il 22 agosto 1997 una bambina di 11 mesi, Adriana Waller, figlia della sua convivente. Nel 2001 quella condanna venne annullata per irregolarità nella formazione della giuria popolare, ma confermata da una nuova giuria popolare il 23 luglio 2003.
Warner avrebbe dovuto essere giustiziato il 29 aprile 2014, due ore dopo l’esecuzione di Clayton Lockett, sempre in Oklahoma. L’esecuzione di Lockett però ha avuto degli evidenti malfunzionamenti, e la sera stessa prima il direttore dell’amministrazione penitenziaria, e subito dopo la governatrice Fallin avevano disposto la sospensione dell’esecuzione di Warner. Da allora l’esecuzione di Warner è stata rinviata 5 volte.
Nel frattempo l’Oklahoma ha modificato il protocollo di esecuzione, quintuplicando le dosi di Midazolam, il primo dei 3 farmaci iniettati (gli altri sono il Rocuronium Bromide e il Cloruro di Potassio), e soprattutto ha migliorato la formazione del personale, e la dotazione strumentale della camera della morte.
Contro l’esecuzione si era pronunciata la madre della vittima. Lo scorso gennaio Shonda Waller aveva rilasciato ai difensori di Warner una dichiarazione videoregistrata nella quale, in quanto cristiana, dichiarava di non odiare l’uomo, di averlo perdonato, di essere contraria alla sua esecuzione, e di considerare una condanna all’ergastolo la punizione più adatta perché anche Warner avesse modo e tempo per pentirsi di ciò che aveva fatto. La dichiarazione venne utilizzata dai difensori in occasione della richiesta di un provvedimento di clemenza, poi rigettata.
Warner diventa il 1° giustiziato di quest’anno in Oklahoma, il 112° da quando l’Oklahoma ha ripreso le esecuzioni nel 1990, il 3° dell’anno negli USA, e il giustiziato n° 1397 da quando, il 17 gennaio 1977, gli Stati Uniti hanno ripreso le esecuzioni.
(Fonti: Usa Today, Wxia-Tv, 13/01/2015; Associated Press & Rick Halperin, KTUL news, KOCO news, NBC news, USA Today, 15/01/2015) Per saperne di piu' : http://www.deathpenaltyinfo.org/

---------------------------------------
NESSUNO TOCCHI CAINO - NEWS FLASH

IRAN: CONTINUA L’ONDATA DI IMPICCAGIONI
16 gennaio 2015: numerose impiccagioni sono state effettuate in Iran nei giorni scorsi.
Il 12 gennaio, un prigioniero che è stato identificato solo con le iniziali A. D. è stato impiccato nella prigione centrale di Yazd, ha reso noto l’agenzia di stampa Mehr. Sulla base di informazioni rilasciate dal Dipartimento di Giustizia locale, il condannato aveva lanciato un veicolo carico di esplosivo contro la sede dell’ISI nel 2009, uccidendo 11 persone.
Sempre il 12 gennaio, tre uomini sono stati impiccati nel carcere di Shahab a Kerman per reati connessi alla droga. Sono stati identificati come Karim Alizehi, Hossan Rahimyar e Ghader Alizehi. Le esecuzioni non sono state annunciate da nessun sito web ufficiale della magistratura.
Il 13 gennaio, cinque prigionieri sono stati impiccati nel carcere di Arak per reati di droga, ha riferito il sito ufficiale della magistratura della Provincia di Markazi. Sono stati identificati come Mohammadreza S., accusato di detenzione e spaccio di 10 chili di eroina, Mohammad A. per detenzione e spaccio di circa 3 chili di eroina, Davoud A. per possesso di 3,33 chili di eroina e 3 grammi di eroina concentrata, Javad M. e F. Mostafa per concorso in acquisto e possesso di 4,3 chili di eroina.
Il 14 gennaio, un prigioniero è stato impiccato nel carcere di Sari, ha riferito il sito ufficiale della magistratura della Provincia di Mazandaran. Il prigioniero, identificato come M. R., è stato accusato di rapimento e stupro di una donna.
(Fonti: mojahedin.org, 13/01/2015; NCRI, Iran Human Rights, 15/01/2015) Per saperne di piu' : http://iranhr.net/

PAKISTAN: ALTRE 10 ESECUZIONI
16 gennaio 2015: altri 10 prigionieri sono stati impiccati in Pakistan nei giorni scorsi, portando a 19 il numero totale di condanne a morte eseguite dopo che il Paese ha interrotto la moratoria sulla pena di morte in casi di terrorismo a seguito del massacro perpetrato il 16 dicembre dai talebani in una scuola a conduzione militare a Peshawar, in cui sono state uccise 150 persone, tra cui 134 bambini. Il 9 gennaio, un condannato per aver tentato di assassinare l'ex Presidente Pervez Musharraf nel dicembre 2003, è stato impiccato nella Prigione Centrale di Adiala a Rawalpindi.
Khalid Mehmood, un ex capo tecnico dell’aviazione pakistana, è stato il settimo a essere giustiziato dei nove condannati per l’attentato a Musharraf.
Khalid, che è stato condannato a morte il 3 ottobre 2005, ha incontrato i suoi familiari prima dell'esecuzione.
Il 13 gennaio, il Pakistan ha impiccato sette militanti islamisti, hanno reso noto funzionari governativi.
I funzionari di quattro diverse prigioni hanno confermato che le impiccagioni sono avvenute la mattina presto fra elevate misure di sicurezza.
Uno dei militanti, Zulfiqar Ali, era stato condannato a morte per aver ucciso due poliziotti durante un attacco al consolato americano di Karachi nel 2003.
Un funzionario del carcere Adiala di Rawalpindi, parlando a condizione di anonimato, ha confermato la sua impiccagione.
Shuja Khanzada, ministro dell'Interno della provincia del Punjab, ha aggiunto che due uomini, Mushtaq Ahmed e Nawazish Ali, sono stati giustiziati nella città di Faisalabad per un tentativo di assassinio dell'ex leader militare Pervez Musharraf, avvenuto nel 2003.
I tre militanti Shahid Hanif, Talha Hussain e Khalil Ahmed sono stati impiccati nella Prigione Centrale di Sukkur, nella provincia di Sindh.
Erano stati condannati per l'assassinio, commesso nel 2003, di Syed Ali Shah Zaffar, che all’epoca era un alto funzionario del Ministero della Difesa pakistano.
Infine, un altro funzionario delle carceri ha comunicato che il militante Behram Khan è stato impiccato a Karachi per l'uccisione di un avvocato.
Il 15 gennaio, altri due condannati per terrorismo sono stati impiccati a Karachi e Lahore.
Muhammad Saeed Awan, membro di Lashkar-e-Jhangvi, un gruppo fuorilegge legato ad Al-Qaeda, è stato impiccato nella Prigione Centrale di Karachi. Era stato condannato a morte nell'aprile del 2001 per aver ucciso il vice sovrintendente di polizia Syed Sabir Hussain Shah e suo figlio, Abid Hussain, in un agguato nella città di Malir nel 2000.
Arif Zahid Hussain è stato invece impiccato nel carcere di Kot Lakhpat a Lahore. Era stato condannato a morte da un tribunale anti-terrorismo nel 2004 per aver attaccato nell'agosto 2000 a Multan una pattuglia della polizia uccidendo due agenti e ferendone molti altri.
Appelli alla clemenza di entrambi i detenuti erano stati respinti dal Presidente Mamnoon Hussain. Hanno avuto invece il permesso di vedere i loro parenti prima di essere impiccati.
(Fonti: geo.tv, 10/01/2015; AFP, 13/01/2015; AFP/tribune.com.pk/breakingnewspak.com, 15/01/2015) Per saperne di piu' :

SIRIA: MILITANTI ISLAMICI FUCILANO DONNA PER ‘ADULTERIO’
14 gennaio 2015: l'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha detto che i militanti legati ad Al-Qaeda avevano pubblicamente giustiziato una donna accusata di adulterio.
L'Osservatorio ha detto che da luglio almeno 14 persone, la metà delle quali donne, erano state giustiziate per presunto adulterio o omosessualità.
L'Osservatorio ha pubblicato un video che mostra i combattenti di Al-Nusra, affiliato siriano di Al-Qaeda, legare una donna e fucilarla in una piazza nella città di Maaret Masirin nella Provincia di Idlib.
Una folla di civili e combattenti hanno assistito all’esecuzione, mentre un jihadista accusava la donna di "corruzione in terra e adulterio". (Fonti: AFP, 14/01/2015) Per saperne di piu' :

CINA: EX VICE-PRESIDE GIUSTIZIATO PER IL SEQUESTRO E OMICIDIO DI UNA BAMBINA
10 gennaio 2015: Yang Haijun, ex vice preside di una scuola elementare della provincia cinese di Hebei, è stato giustiziato per aver rapito e ucciso una bambina di sei anni, abusandone il corpo.
Yang, 47 anni, ex vice preside della Scuola Primaria di Wang'an, nella contea di Laiyuan, era stato riconosciuto colpevole di aver rapito la bambina il 27 luglio 2013 per chiedere un riscatto ai suoi genitori.
Avrebbe soffocato la vittima dal momento che piangeva e gridava.
Il pedofilo avrebbe poi abusato il corpo, seppellendolo vicino al confine tra le contee di Laiyuan e Yuxian, lo stesso giorno.
La polizia lo arrestò il 2 agosto 2013 sospettandolo di omicidio volontario.
Fu condannato a morte nel dicembre 2013, ma presentò appello. L’Alta Corte della provincia di Hebei lo scorso anno confermò la condanna capitale.
(Fonti: Xinhua News Agency, 10/01/2015)