domenica 8 febbraio 2015


Buddismo e Società n.114 - gennaio febbraio 2006
L'apertura degli occhi /9
Le sei azioni difficili e le nove azioni facili
Scartare il supeficiale e cercare il profondo è la vita di una persona coraggiosa

Lezioni sul Gosho di Daisaku Ikeda

«Assaggiando una sola goccia si può sapere che sapore ha l'oceano, e osservando lo sboccio di un solo fiore si può predire l'arrivo della primavera. Per giudicare i meriti relativi degli insegnamenti predicati dal Budda nel corso della sua vita, non c'è bisogno di attraversare i mari fino alla lontana Cina, di viaggiare per tre anni fino al Picco dell'Aquila in India, di entrare nel palazzo del re drago come fece Nagarjuna, di recarsi dal bodhisattva Maitreya [nel cielo Tushita] come fece Asanga, o di essere stati presenti nei due luoghi e nelle tre assemblee quando Shakyamuni predicò il Sutra del Loto. Si dice che i serpenti possano predire le alluvioni con sette giorni di anticipo. Ciò perché sono affini ai draghi [che fanno cadere la pioggia]. I corvi possono predire gli eventi fausti e infausti che si verificheranno nel corso di un intero anno. Ciò perché in una passata esistenza erano indovini. Gli uccelli possono volare, e in questo sono superiori agli esseri umani. Io, Nichiren, so giudicare i meriti relativi dei sutra, e in questo sono superiore a Ch'eng-kuan della scuola della Ghirlanda di fiori, a Chia-hsiang della scuola dei Tre trattati, a Tz'u-en della scuola delle Caratteristiche del Dharma e a Kobo della scuola della Vera parola. Ciò perché seguo le orme dei maestri T'ien-t'ai e Dengyo. Ma dato che Ch'eng-kuan e gli altri non accettarono gli insegnamenti di T'ien-t'ai e Dengyo, come potevano pensare di evitare la colpa di offendere la Legge?1
Io, Nichiren, sono ora l'uomo più ricco di tutto il Giappone. Ho dedicato la mia vita al Sutra del Loto e il mio nome verrà tramandato nelle epoche future. Se uno è il signore dell'oceano, tutte le divinità dei vari fiumi gli obbediranno. Se uno è il re del monte Sumeru, le divinità di tutte le altre montagne non potranno fare a meno di servirlo. Se uno mette in pratica l'insegnamento delle "sei azioni difficili e nove azioni facili" del Sutra del Loto, allora, anche se non ha letto l'intero corpo dei sutra, tutti dovrebbero seguirlo».2

Lottare per la Legge in accordo col volere e il decreto del Budda
Nell'Apertura degli occhi Nichiren Daishonin stabilisce di essere il devoto del Sutra del Loto nell'Ultimo giorno della Legge esaminando i vari brani del sutra. In particolare prende in esame i tre appelli dell'undicesimo capitolo, L'apparizione della Torre preziosa, i due ammonimenti del dodicesimo capitolo, Devadatta, e la descrizione dei tre potenti nemici contenuta nel verso di venti righe del tredicesimo capitolo, Esortazione alla devozione.
I tre appelli del capitolo L'apparizione della Torre preziosa sono tre dichiarazioni che Shakyamuni fece da differenti punti di vista sull'importanza di diffondere il Sutra del Loto dopo la sua morte. Ognuna di esse è accompagnata dall'appello ai bodhisattva presenti di assumersi la responsabilità di quella missione. Esaminerò tra breve in dettaglio questi appelli.
I due ammonimenti del capitolo Devadatta si riferiscono alla rivelazione di Shakyamuni che le persone malvagie e le donne possono di fatto conseguire la Buddità. Shakyamuni indica così che, dopo la sua morte, i bodhisattva presenti dovrebbero diffondere il Sutra del Loto, l'insegnamento dell'Illuminazione, e impegnarsi a trasmettere il mezzo per ottenere questo supremo stato di vita a ogni persona vivente nell'epoca malvagia dell'Ultimo giorno della Legge.
Nichiren si riferisce collettivamente ai tre appelli e ai due ammonimenti definendoli "le cinque solenni dichiarazioni".3 Il termine specifico da lui originariamente usato indicava un discorso o un decreto dell'imperatore. Nichiren qui lo utilizza per indicare "le parole che esprimono il volere del Budda" o "l'imperativo del Budda". La propagazione del Sutra del Loto nell'Ultimo giorno è il volere e il decreto del Budda.
Dopo avere udito il volere e il decreto del Budda, gli ottocentomila milioni di nayuta di bodhisattva che si erano riuniti nell'assemblea risposero - nel capitolo Esortazione alla devozione - facendo voto di propagare il Sutra del Loto dopo la morte di Shakyamuni. Il loro voto include la descrizione dei tre potenti nemici. Essi promisero infatti che avrebbero diffuso ampiamente il sutra anche se avessero dovuto affrontare le dure persecuzioni da parte di questi formidabili avversari.
Citando questi brani del sutra Nichiren dimostra che lui stesso è il devoto del Sutra del Loto nell'Ultimo giorno della Legge. Da questi brani risulta anche evidente che la caratteristica di un devoto del Sutra del Loto è quella di combattere l'errore di offendere la Legge nell'epoca impura dell'Ultimo giorno. In altre parole, un vero devoto è chi risponde al volere e al decreto del Budda intraprendendo attivamente l'impresa di propagare il sutra, con la piena consapevolezza che dovrà affrontare dure prove e incontrare grandi ostacoli.
Nichiren lo spiega concisamente nel suo scritto La pratica dell'insegnamento del Buddaquando dice: «Questo è un tempo davvero maledetto per vivere in questa terra! Comunque il Budda mi ha ordinato di nascere in quest'epoca, e per me è impossibile andare contro il decreto del Re del Dharma. Perciò, come ordina il sutra, ho scatenato la battaglia fra gli insegnamenti provvisori e quello vero4».5
Ovviamente quando dice: «Questo è un tempo davvero maledetto per vivere in questa terra!», Nichiren non intende lamentarsi della sfortuna di essere nato in un periodo travagliato, ma sta mostrando la sua determinazione e la sua prontezza nel combattere il male che predomina.
Nella società tuttavia, e persino tra gli stessi discepoli di Nichiren, molti nutrivano dubbi sul fatto che lui fosse davvero il devoto del Sutra del Loto, dal momento che era aspramente perseguitato e non era protetto dalle divinità celesti. In risposta Nichiren afferma chiaramente che il devoto descritto nel Sutra del Loto è una persona pronta a scatenare «la battaglia fra gli insegnamenti provvisori e quello vero».
Nichiren non fu perseguitato conseguentemente alla sua passività; le persecuzioni che lo assalirono furono il risultato della battaglia che lui stesso aveva intrapreso nell'intento di realizzare il volere del Budda. Questo approccio alla vita basato sullo spirito d'iniziativa è uno dei punti chiave che Nichiren insegna ai suoi seguaci nell'Apertura degli occhi.
La Soka Gakkai è un'organizzazione che ha intrapreso esattamente questo tipo di battaglia allo scopo di realizzare kosen-rufu, il volere e il decreto del Budda. Coloro che si uniscono a questa battaglia stanno vivendo in accordo col volere del Budda e stanno portando avanti l'opera del Tathagata.6 Perciò il beneficio illimitato della Legge mistica, l'essenza dell'Illuminazione del Budda, si manifesta nella vita dei membri della Soka Gakkai.

I tre appelli del capitolo L'apparizione della Torre preziosa
Come ho già menzionato, nell'Apertura degli occhi Nichiren cita i brani del sutra contenenti i "tre appelli" del capitolo L'apparizione della Torre preziosa.7
Nel primo appello Shakyamuni dichiara il suo desiderio di affidare il Sutra del Loto a coloro che lo diffonderanno dopo la sua morte nel mondo di saha pieno di conflitti, ed esorta i bodhisattva presenti a farsi avanti e fare voto di compiere questa missione. Con questo appello Shakyamuni affida ai suoi discepoli la propagazione del sutra quando lui non sarà più nel mondo, e li esorta a compiere il suo volere. In effetti, l'intera Cerimonia nell'aria, che inizia nel capitolo L'apparizione della Torre preziosa [e finisce nel capitolo Affidamento], è con tutta evidenza la cerimonia di affidamento della missione di propagare il Sutra del Loto ai Bodhisattva della Terra.
Nel secondo appello Shakyamuni spiega che la ragione per cui tutti i Budda delle dieci direzioni - vale a dire di tutto l'universo - si sono riuniti nell'assemblea del Sutra del Loto nel mondo di saha, è «assicurare che la Legge duri a lungo nel tempo»,8 ed esorta i presenti a pronunciare apertamente il voto di propagare il sutra dopo la sua morte. In altre parole, la perpetuazione della Legge in questo mondo travagliato è il volere di tutti i Budda nell'intero universo, e questo di per sé evidenzia quanto sia importante che la Legge duri. La lotta del Budda, che si è risvegliato a questa Legge di Illuminazione universale e si sforza di condividerla con gli altri, non avrebbe alcun valore se gli esseri viventi in questo mondo travagliato fossero incapaci di conseguire la Buddità.
Nel terzo appello Shakyamuni espone le "sei azioni difficili e nove azioni facili".9 Spiegando quanto sarà difficile propagare il Sutra del Loto nell'epoca dopo la sua morte, esorta i bodhisattva a risvegliare un grande desiderio e a pronunciare il voto di intraprendere questa ardua sfida.

La valutazione di Shakyamuni dei meriti relativi dei sutra
Nichiren discute in particolare il terzo appello, quello in cui è delineato l'insegnamento delle "sei azioni difficili e nove azioni facili", e si concentra su questo insegnamento come criterio per giudicare i meriti relativi dei diversi sutra. Esamina se i vari sutra possono rientrare nella categoria delle "sei azioni difficili" (l'insegnamento che deve essere propagato dopo la morte del Budda) o nella categoria delle "nove azioni facili" (gli insegnamenti inferiori).10
In breve, la ragione per cui Shakyamuni espone le sei azioni difficili e le nove azioni facili, ed esorta i bodhisattva a propagare il Sutra del Loto dopo la sua scomparsa, è che questo sutra costituisce l'insegnamento principale che garantisce l'Illuminazione a tutte le persone dell'epoca malvagia che seguirà.
Come Nichiren afferma nella prima parte dell'Apertura degli occhi, la dottrina del mutuo possesso dei dieci mondi e dei tremila regni in un singolo istante di vita - l'insegnamento essenziale per il conseguimento della Buddità delle persone comuni - è nascosto nelle profondità del capitolo Durata della vita del Tathagata del Sutra del Loto. Per questo il Sutra del Loto è l'insegnamento che supera tutti gli altri.
Nel suo :IIIGli eminenti princìpi del Sutra del Loto11 il gran maestro Dengyo, fondatore della scuola buddista giapponese Tendai, riguardo al significato delle sei azioni difficili e delle nove azioni facili scrive: «Shakyamuni insegnò che il superficiale è facile da abbracciare, mentre il profondo è difficile. Scartare il superficiale e cercare il profondo è la via di una persona coraggiosa».12 In altre parole Shakyamuni espone le sei azioni difficili e le nove azioni facili per spiegare che diffondere un insegnamento superficiale è facile, mentre propagare un insegnamento profondo è difficile. Qui lo stesso Shakyamuni offre una valutazione dei meriti relativi dei vari sutra - una classificazione comparativa - in base alla quale il Sutra del Loto è considerato profondo mentre tutti gli altri sutra sono superficiali. Perciò Dengyo scrisse: «Shakyamuni insegnò che il superficiale è facile da abbracciare, mentre il profondo è difficile».
È facile comprendere i sutra diversi dal Sutra del Loto e credere in essi perché il Budda li espose in accordo con le capacità degli esseri dei nove mondi (predicando in accordo con la mente degli altri). È invece difficile comprendere il Sutra del Loto e credere in esso perché qui il Budda rivelò direttamente la sua Illuminazione (predicando in accordo con la propria mente). Perciò Dengyo continua dicendo: «Scartare il superficiale e cercare il profondo è la via di una persona coraggiosa». Queste parole sono importanti. Esponendo le sei azioni difficili e le nove azioni facili ed esortando i presenti a dedicarsi alla missione della propagazione del sutra dopo la sua morte, Shakyamuni manifesta il desiderio che i suoi seguaci scartino gli insegnamenti superficiali e diffondano l'insegnamento profondo del Sutra del Loto.
Qui il termine "persona coraggiosa" significa "istruttore della gente"13 - cioè il Budda - mentre "la via di una persona coraggiosa" significa il volere del Budda. Per quanto riguarda la propagazione dopo la sua morte, il volere del Budda è che vengano scartati gli insegnamenti superficiali e si aderisca invece all'insegnamento profondo del Sutra del Loto.
Fu lo stesso Shakyamuni a stabilire che il Sutra del Loto fosse il suo insegnamento supremo. Perciò i bodhisattva che vogliono far proprio l'intento del Budda dopo la sua morte devono attenersi a questa valutazione, scartando tutti gli altri sutra e abbracciando e diffondendo quest'unico insegnamento supremo.

Ignorare il corretto criterio di comparazione
Dopo avere citato i brani del sutra che includono i tre appelli, Nichiren Daishonin dice: «Il significato di questi brani balza agli occhi».14 Come lui suggerisce, l'intento del Budda nel fare questi tre appelli è del tutto evidente, chiaro e inconfondibile come il sole che splende nel cielo. Ma chi ha forti attaccamenti o pregiudizi è come se fosse cieco, non riesce a vedere nemmeno qualcosa di così evidente come il sole.
Nichiren poi mette in luce le interpretazioni distorte del Sutra del Loto sostenute dalla scuola della Ghirlanda di fiori, dalla scuola delle Caratteristiche del Dharma, dalla scuola dei Tre trattati e dalla scuola della Vera parola,15 che avevano formulato alcune delle principali classificazioni comparative dei sutra esistenti ai suoi tempi.
Perché i fondatori di queste scuole classificarono i sutra in modo erroneo? Nichiren dice che la ragione è che essi non sapevano quale fosse il vero oggetto o fulcro della comparazione.16 In altre parole, benché ognuno dei sutra su cui si fondano queste varie scuole affermi di essere il principale tra tutti gli insegnamenti, ciò non lo rende automaticamente tale. Questo perché ognuno di questi sutra sta semplicemente affermando di essere l'insegnamento principale all'interno di un insieme particolare e limitato.17
Al contrario nel decimo capitolo del Sutra del Loto Il maestro della Legge Shakyamuni, riferendosi ai sutra «che ho predicato, che ora predico e che predicherò»,18 indica che il Sutra del Loto è il più alto tra tutti i sutra che ha esposto. Il capitolo Il maestro della Leggespiega chiaramente che tra tutti gli insegnamenti esposti da Shakyamuni nel corso della sua vita il Sutra del Loto è il più profondo, il più difficile da credere e da comprendere. Proprio per questo Shakyamuni espone le sei azioni difficili e le nove azioni facili.
I fondatori delle altre scuole buddiste persero di vista questo punto e si basarono invece su brani di altri sutra che affermavano la propria preminenza. Di conseguenza finirono per elaborare sistemi di classificazione che andavano contro l'intento del Budda. E nelle epoche posteriori i preti di queste scuole confusero i meriti relativi dei vari sutra e ne fraintesero i princìpi. Nichiren confuta severamente i loro errori dicendo: «A meno che non si riconosca la profondità relativa dei diversi scritti, non si può giudicare il valore dei principi che essi rivelano».19
Senza la guida dell'insegnamento esposto dallo stesso Shakyamuni delle sei azioni difficili e nove azioni facili, e della sua affermazione sui sutra «che ho predicato, che ora predico e che predicherò», questi preti non riuscirono ad afferrare i reali meriti relativi dei vari sutra. Come ovvia conseguenza, si confusero anche sulla profondità degli insegnamenti contenuti in quei sutra.

«L'uomo più ricco di tutto il Giappone»
Si può dire che comprendendo le sei azioni difficili e le nove azioni facili si è in grado di giudicare i meriti relativi dei vari sutra e di stabilire quali insegnamenti siano più profondi. Questo è il punto di vista di Nichiren Daishonin, in base al quale egli dice che la sua capacità di giudicare i sutra supera di gran lunga quella di Ch'eng-kuan della scuola della Ghirlanda di fiori, di Chia-hsiang della scuola dei Tre trattati, di Tz'u-en della scuola delle Caratteristiche del Dharma e di Kobo della scuola della Vera parola.20
Seguire l'insegnamento delle sei azioni difficili e nove azioni facili, e comprendere quali insegnamenti siano superficiali e quali profondi, vuol dire dedicare la propria vita a sostenere e propagare il Sutra del Loto come descritto nelle sei azioni difficili. 
Quando i confronti dottrinali degli insegnamenti non sono accompagnati dalla pratica, restano soltanto dei passatempi intellettuali. Nichiren dichiara che il suo nome verrà sicuramente tramandato nelle epoche future perché ha lottato senza risparmiare la propria vita in esatto accordo con lo spirito del Sutra del Loto. Sulla base di questo immenso stato vitale scrive: «Io, Nichiren, sono ora l'uomo più ricco di tutto il Giappone».21
Non c'è maggior ricchezza spirituale che leggere con la propria vita - cioè tradurre in azione - il Sutra del Loto, l'insegnamento più alto. Praticando il Buddismo di Nichiren Daishonin anche noi della Soka Gakkai arriviamo ad assaporare questo vasto stato di vita.
Vorrei richiamare l'attenzione sulla straordinarietà del fatto che Nichiren, sebbene fosse in esilio sull'isola di Sado, dichiari di essere la persona più ricca di tutto il Giappone. In altre lettere scritte a Sado dichiara anche: «Pur essendo in esilio, abbiamo motivo di gioire nel corpo e nella mente!»,22 e «provo una gioia senza limiti anche se adesso sono in esilio».23
Di certo nessuna autorità e nessuna persecuzione potevano opprimere o limitare l'immensa condizione vitale di Nichiren Daishonin. Considerate dallo stato di Buddità, nemmeno le circostanze più infernali costituiscono una limitazione. Questo era lo spirito di Nichiren.
Una pratica altruista portata avanti con lo spirito di non risparmiare la propria vita è la chiave per raggiungere uno stato di vita così nobile e libero, come indica Nichiren quando dice: «Ho dedicato la mia vita al Sutra del Loto e il mio nome verrà tramandato nelle epoche future».24 Dedicandosi al Sutra del Loto si può far emergere Myoho-renge-kyo dalla propria interiorità e farlo fiorire nella vita. Nichiren paragona la vita di chi legge col suo intero essere l'insegnamento delle sei azioni difficili e nove azioni facili a quella del signore dell'oceano e del re del monte Sumeru.25 Dice che proprio come il signore dell'oceano è obbedito dalle divinità dei vari fiumi, e come il re del monte Sumeru è servito dalle divinità delle altre montagne, nel Buddismo un individuo che interiorizza l'insegnamento delle sei azioni difficili e delle nove azioni facili regna supremo. Chi fa così è in grado di discernere correttamente l'insegnamento supremo, la verità fondamentale del Buddismo, perché incarna la Legge mistica - l'insegnamento implicito nelle profondità del capitolo Durata della vita del Tathagata e il fondamento di tutti i sutra esposti dal BuddaShakyamuni - e si sforza di diffondere ampiamente questa Legge, espressa nella concreta forma di Nam-myoho-renge-kyo.

Una persona coraggiosa ricerca il profondo
Torniamo nuovamente al brano di Dengyo: «Scartare il superficiale e cercare il profondo è la via di una persona coraggiosa».
"Cercare il profondo" si riferisce alla sfida di alzarsi in piedi coraggiosamente come protagonisti di kosen-rufu. Noi della Soka Gakkai abbiamo intrapreso costantemente questa difficilissima sfida nell'epoca attuale. Fin dai primissimi giorni del nostro movimento, pur essendo stati bersagliati da calunnie, critiche e insulti, i membri della Soka Gakkai hanno raccolto il proprio coraggio e hanno parlato agli altri della grandezza della fede e della nostra nobile causa, spinti dal desiderio di insegnare agli altri il Buddismo di Nichiren per aiutarli a diventare felici.
In questi tempi in cui prevalgono l'egoismo e la mancanza di compassione, in cui le persone si preoccupano soltanto di se stesse e pensano poco agli altri, noi della Soka Gakkai abbiamo pregato per la felicità dei nostri amici e per la prosperità delle nostre comunità e della società nel suo complesso, sforzandoci con tutto il cuore per kosen-rufu.
In questo modo, giorno dopo giorno, con coraggio, convinzione e spirito di ricerca, abbiamo agito nobilmente per propagare il Sutra del Loto in un'era malvagia, insegnandolo anche solo a una persona e ponendo domande sul suo significato - tutte cose che sono descritte tra le sei azioni difficili. Questo spirito intrepido di lottare per kosen-rufu è di per sé "la via di una persona coraggiosa" e diventa il cuore del Budda. Grazie alle valorose lotte dei membri della Soka Gakkai in accordo con lo spirito del Budda, siamo riusciti a dare il via a un movimento senza precedenti per la realizzazione di kosen-rufu in tutto il mondo.
Nei termini della vita umana, "superficiale" si riferisce all'inerzia, alla pigrizia e alla paura. Sconfiggere coraggiosamente queste debolezze interiori e ricercare in profondità una salda convinzione e la nostra vera grandezza umana significa intraprendere "la via di una persona coraggiosa". La lotta interiore tra la tendenza ad abbracciare il superficiale e lo sforzo di cercare il profondo ha luogo nel nostro cuore molte volte al giorno.
La vita stessa è una lotta. Dobbiamo sconfiggere le nostre debolezze e alzarci in piedi coraggiosamente basandoci sulla fede, con la determinazione di continuare a crescere individualmente e ad avanzare, e di uscire vittoriosi dalle sfide che ci si parano davanti. Quando viviamo con questa profondità e con questo intento, possiamo diventare veri vincitori nella vita. Questo è lo scopo della nostra pratica buddista quotidiana e delle attività della Soka Gakkai.