sabato 21 febbraio 2015

NESSUNO TOCCHI CAINO..............
CONTRO LA PENA DI MORTE

1.  LA STORIA DELLA SETTIMANA : USA: MINISTRO DELLA GIUSTIZIA FAVOREVOLE A MORATORIA SULLE ESECUZIONI 2.  NEWS FLASH: TURCHIA: MINISTRO PER AFFARI UE, NO AL RITORNO DELLA PENA DI MORTE 3.  NEWS FLASH: CINA: RISARCITO PER INGIUSTA DETENZIONE NEL BRACCIO DELLA MORTE 4.  NEWS FLASH: ALGERIA: 26 CONDANNATI A MORTE PER TERRORISMO 5.  NEWS FLASH: PUNTLAND (SOMALIA): CONDANNATI A MORTE QUATTRO MILIZIANI AL-SHABAB 6.  I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA :


USA: MINISTRO DELLA GIUSTIZIA FAVOREVOLE A MORATORIA SULLE ESECUZIONI
17 febbraio 2015: Eric Holder, il ministro della Giustizia americano uscente, ha chiesto agli stati che applicano la pena di morte di varare una moratoria delle esecuzioni in attesa che la Corte Suprema si esprima sui farmaci sotto accusa usati in Oklahoma e in altri stati per i cocktail letali.

L'esponente democratico afroamericano, che ha detto di parlare a titolo personale e non come membro dell'amministrazione, ha ribadito di essere contrario alla pena di morte perché è "inevitabile" la possibilità dell'esecuzione di un innocente.
"Il nostro sistema di giustizia è il migliore del mondo, composto da uomini e donne che fanno il loro meglio per fare la cosa giusta - ha detto parlando al National Press Club di Washington - ma c'e' sempre la possibilità che vengano commessi errori, per questa ragione io mi oppongo alla pena capitale".
"Credo che vi siano alcune questioni fondamentali riguardo alla pena di morte che devono essere affrontate - ha poi aggiunto - e tra queste, la decisione della Corte Suprema riguardo alla costituzionalità dell'iniezione letale. Dal mio punto di vista, credo che una moratoria delle esecuzioni in attesa di questa decisione sarebbe appropriata".
La Corte Suprema ha accettato il ricorso presentato dai legali di alcuni condannati a morte dell'Oklahoma dopo lo shock provocato in America e in tutto il mondo dalla morte di Clayton Lockett, spirato dopo 43 minuti di terribile agonia provocata dal cocktail di farmaci sotto accusa.
(Sources: AdnKronos, 18/02/2015)

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NESSUNO TOCCHI CAINO - NEWS FLASH

TURCHIA: MINISTRO PER AFFARI UE, NO AL RITORNO DELLA PENA DI MORTE
16 febbraio 2015: i sentimenti personali e le reazioni di uno Stato devono restare separati, ha sostenuto il ministro turco per gli affari UE in relazione all'omicidio di una sudentessa universitaria 20enne nella provincia meridionale di Mersin.
Il dibattito sulla pena di morte è giunto alla ribalta dopo l'assassinio di Ozgecan Aslan, che è stata uccisa e bruciata dopo essersi opposta ad una violenza sessuale nel quartiere Tarso di Mersin, il 13 febbraio.
"Quando si considera la pena di morte, penso che sarebbe necessario valutare la questione in una condizione molto più serena rispetto all’animo che abbiamo in questo momento", ha detto il ministro Volkan Bozkir ad Ankara.
Tuttavia Bozkir ha aggiunto: "Se qualcosa di simile succedesse a mia figlia, prenderei un'arma e darei io stesso la punizione e poi accetterei le conseguenze, ma gli Stati non dovrebbero reagire in questo modo."
Per il Ministro non è giusto che gli Stati uccidano le persone. Il compito degli Stati è quello di arrestare i colpevoli e dare loro la punizione più severa che meritano. Gli Stati devono agire in un quadro di giustizia verso tutti.
"Penso che l'applicazione dell’ergastolo duro sarebbe più opportuno piuttosto che la pena di morte per questi crimini", ha aggiunto Bozkir.
Aslan scomparve mercoledì 11 febbraio ed il suo corpo carbonizzato fu trovato in un fiume il 13 febbraio. Tre sospetti sono stati arrestati il 15 febbraio in relazione all'omicidio che ha sconvolto la Turchia.
Il ministro dell'Economia turco Nihat Zeybekci ha invece chiesto il ripristino della pena di morte in seguito all’omicidio di Ozgecan Aslan, ha riportato il giornale turco BGN il 15 febbraio.
"Abbiamo bisogno di discutere approfonditamente il ripristino della pena di morte per omicidi che uccidono la dignità umana come quello di Ozgecan Aslan", ha detto Zeybekci nel corso di una conferenza stampa.
Il Ministro ha sottolineato che si tratta della sua opinione personale e ha esortato il parlamento turco a discutere la questione.
"Personalmente credo che la Turchia dovrebbe essere in grado di amministrare la necessaria punizione per reati di questo tipo che sono un crimine contro l'umanità e un affronto per la nazione e per la stessa umanità", ha aggiunto Zeybekci. (Fonti: aa.com.tr, 16/02/2015; Sputnik, 15/02/2015) Per saperne di piu' : http://www.albawaba.com/news/turkey-eu-minister-refuses-return-death-penalty-657720

CINA: RISARCITO PER INGIUSTA DETENZIONE NEL BRACCIO DELLA MORTE
17 febbraio 2015: un uomo che in Cina è stato liberato dopo aver trascorso sei anni nel braccio della morte a seguito di una erronea condanna per omicidio è stato risarcito con 189 mila dollari, hanno riportato i media statali.
Nian Bin, ex proprietario di uno stand alimentare che era stato riconosciuto colpevole dell’avvelenamento di due bambini e condannato a morte nel 2008, è stato liberato dopo che un tribunale ha annullato la sua condanna lo scorso agosto.
Un tribunale gli ha riconosciuto un risarcimento di 1,14 milioni di yuan (189 mila dollari) per la perdita della libertà personale e la sofferenza psichica subita, ha riportato la Xinhua News Agency.
Il suo caso è passato per molteplici appelli, con gli avvocati difensori che hanno sostenuto l’insufficienza delle prove e denunciato le torture della polizia per ottenere una confessione.
Nel mese di dicembre Nian aveva depositato una richiesta al governo di 15 milioni di yuan (2,4 milioni dollari) di risarcimento presso un tribunale della provincia orientale di Fujian, che aveva confermato la sua condanna a morte per tre volte, ha riportato all’epoca il China Daily.
Nian ha anche chiesto al tribunale di formulare pubbliche scuse attraverso i media, ha aggiunto il giornale.
Le assoluzioni nel sistema giudiziario cinese sono estremamente rare – lo scorso anno il 99,93% degli imputati nei procedimenti penali sono stati giudicati colpevoli, secondo statistiche ufficiali.
L'uso della forza per estorcere confessioni rimane diffuso nel Paese e gli imputati spesso non dispongono di una difesa efficace nei processi penali, il che porta a frequenti errori giudiziari.
Alcune volte la Cina ha scagionato detenuti ingiustamente giustiziati dopo che altri si sono fatti avanti per confessare i crimini, o perché la presunta vittima di omicidio è stata in seguito trovata viva.
Il Partito Comunista cinese sta cercando di placare la rabbia dell’opinione pubblica per le ingiustizie, diminuendo l'influenza dei funzionari locali su alcuni casi giudiziari e ribaltando verdetti in alcuni casi di alto profilo.
Sempre la Xinhua ha riferito il 15 febbraio che le autorità cinesi chiederanno alla polizia di riprendere e registrare tutti gli interrogatori nei casi penali al fine di garantire che le forze dell'ordine si comportino in modo corretto e che i diritti dei sospetti siano rispettati.
La richiesta, approvata dal Ministero della Pubblica Sicurezza, include un piano per migliorare la raccolta delle prove e aumentare la responsabilità degli agenti di polizia che gestiscono i casi.
In Cina cresce il malcontento dell’opinione pubblica per gli errori giudiziari.
Nel mese di dicembre, i genitori di un adolescente giustiziato 18 anni fa per uno stupro e omicidio che non aveva commesso sono stati risarciti dopo che l’Alta Corte della Mongolia Interna ha annullato la sua condanna.
In un altro caso, l’ex proprietario di una bancarella di cibo che era nel braccio della morte è stato assolto dall'accusa di aver avvelenato due bambini. Nian Bin ha detto di essere stato torturato e costretto a confessare durante gli interrogatori della polizia.
Il Ministero ha detto che la credibilità della polizia è stata danneggiata da agenti che hanno accettato bustarelle e piegato la legge a loro vantaggio, ha riportato la Xinhua. (Fonti: AGENCE FRANCE PRESSE, 17/02/2015; Reuters, 15/02/2015) Per saperne di piu' : http://news.xinhuanet.com/english/china/2015-02/17/c_134003624.htm

ALGERIA: 26 CONDANNATI A MORTE PER TERRORISMO
17 febbraio 2015: un tribunale algerino ha emesso condanne a morte nei confronti di 26 persone riconosciute colpevoli di reati di terrorismo, tra cui Abou Musab Abdel Wudud, ritenuto il leader di al-Qaeda nel Maghreb Islamico. Wudud e altri 24 sono stati condannati in contumacia, mentre un imputato, al-Adawi Walid, è comparso in tribunale per rispondere ad accuse di appartenenza ad una organizzazione terroristica.
Walid è stato arrestato nel 2011 dalla polizia algerina, secondo cui aveva intenzione di portare a termine un attacco suicida. Durante il processo, Walid ha fornito i nomi dei suoi co-imputati, prima di essere giudicato colpevole e condannato a morte, ha riferito la stampa algerina.
Wudud, 44 anni, ha studiato matematica prima di prendere le armi nel 1996 nell’ambito della guerra civile algerina e presumibilmente ha effettuato attacchi contro l’esercito e la polizia algerini nel corso degli anni ‘90. Il suo gruppo si è unito ad al-Qaeda nel 2007 compiendo attacchi e sequestri. (Fonti: middleeasteye.net, 18/02/2015) Per saperne di piu' : http://www.middleeasteye.net/news/al-qaeda-leader-25-others-sentenced-death-algeria-1113141111

PUNTLAND (SOMALIA): CONDANNATI A MORTE QUATTRO MILIZIANI AL-SHABAB
16 febbraio 2015: un tribunale del Puntland, regione semiautonoma nel nord della Somalia, ha condannato a morte quattro miliziani di Al-Shabab che avrebbero combattuto i militari nella regione, hanno reso noto funzionari. Nello stesso caso, altri quattro imputati sono stati condannati a diverse pene detentive, compreso l’ergastolo.

Il gruppo di Al-Shabab, legato alla rete di Al-Qaeda, ha annunciato di aver spostato alcuni dei suoi combattenti nel Puntland, nel tentativo di creare una nuova base nella regione, che è vicina allo Yemen, in cui Al-Qaeda nella Penisola Arabica sta combattendo contro i militari e le milizie sciite Houthi.