venerdì 27 febbraio 2015

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Amnesty International
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Che anno è stato il 2014 per i diritti umani?
miliziano anti-balaka repubblica centrafricana
"Mi fa piacere non essere più sulla lista dei prigionieri del nuovo rapporto di Amnesty. Il mio nome era nel precedente, oggi sono qui a presentarvelo!”
Ales Bialatski, ex prigioniero di coscienza bielorusso, ha chiuso così la conferenza di lancio del Rapporto 2014-2015.
A persone come Ales, al loro coraggio e determinazione nel difendere i diritti umani, dedichiamo il nostro ultimo rapporto: un’analisi dettagliata su 160 paesi nel 2014.
L’anno appena passato è stato catastrofico per milioni di persone: violenza degli stati, atrocità dei gruppi armati, mentre la comunità internazionale si voltava dall’altra parte.
Ma vi sono stati anche significativi progressi, come l’entrata in vigore del Trattato sul commercio di armi.
Passi avanti, la prova che anche in momenti bui, si può dar vita a un cambiamento che porti a un mondo in cui libertà e diritti siano protetti.

Naviga il rapporto >>


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raza rumi
Il 28 marzo, Raza Rumi, giornalista e difensore dei diritti umani, è scampato alla morte. Per l’attentato sono in carcere sei persone di un gruppo armato settario ma il processo non è ancora iniziato.
Sollecita il primo ministro ad agire
yolanda oquelì
Yolanda Oquelí è stata aggredita con arma da fuoco per il suo lavoro contro lo sfruttamento minerario nel suo territorio. Nonostante la protezione, è ancora a rischio.
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.
Non riesco a dire come mi sento, so solo che sono felice...
Sono libero.
Ringrazio Amnesty per avermi sostenuto…

Sainey M. K. Marenah, giornalista del Gambia, rilasciato a novembre
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