sabato 4 aprile 2015


FIRENZE LO SCOPPIO DEL CARRO......
tra storia e leggenda



Il 27 novembre 1095, il decimo giorno del Concilio di Clermont, con lo scopo di liberare la Terra Santa dagli infedeli, papa Urbano II indisse un “pellegrinaggio armato”. Il Papa chiedeva quindi al popolo cristiano d'Occidente di prendere le armi per aiutare i cristiani d'Oriente

Correva l'anno 1099 quando l'esercito crociato di Goffredo da Buglione conquistò Gerusalemme; con lui oltre 2500 fiorentini, guidati da Pazzino de' Pazzi, che, secondo la tradizione, fu il primo a innalzare sulle mura della città l'insegna cristiana.
Proprio in riconoscenza di ciò Goffredo donò a Pazzino tre schegge del Santo Sepolcro di Cristo. Le pietre furono portate a Firenze e conservate in varie chiese cittadine, fino all'attuale destinazione nella chiesa dei Santissimi Apostoli.
Verso gli ultimi anni del 1100, nel giorno del Sabato Santo, si cominciò l'usanza di accendere un fuoco con le scintille sprigionate dallo sfregamento di quelle pietre, per poi portarlo in Cattedrale, dove veniva distribuito alla cittadinanza.
Dal fuoco al carro
Col passare degli anni lo splendido portafuoco del 1450, sulla cui sommità è posta una colomba ad ali spiegate, e che tuttora viene portato in processione, fu trasportato in Duomo da un carro riccamente decorato, che gradualmente cominciò ad essere arricchito con fiaccole, razzi e fuochi d'artificio.
L'attuale carro risale al 1765 e fu fatto costruire dalla famiglia Pazzi.
Il primo "scoppio del carro" con la colombina risale al pontificato di Leone X (Giovanni de' Medici) intorno al 1515-20: il giorno di Pasqua una corda veniva tesa dal coro alla porta centrale di Santa Maria del Fiore, dove si trovava il carro, e la colombina, un razzo a forma di colomba che veniva acceso come adesso al canto del Gloria, sibilando andava velocemente ad appiccare il fuoco ai mortaretti e ai fuochi artificiali posti sul carro stesso.
Era appunto dal felice esito del viaggio della colombina, che doveva svolgersi senza intoppi, che i contadini traevano auspici per il raccolto successivo.

Oggi come allora, quando il razzo torna verso l'altare, si leva dalla chiesa un forte applauso. La cerimonia è preceduta dalla tradizionale processione, dalla sfilata in costume e dalla celebrazione religiosa in Battistero
Studi condotti da quel grande storico del Medioevo quale è il Prof. FRANCO CARDINI dimostrerebbero che la figura di PAZZINO DE' PAZZI è di pura fantasia. Durante la prima crociata partirono da Firenze svariati cavalieri ma il nome  del Pazzi non risulta in nessuno scritto........se ciò fosse vero dovrebbe essere riscritta anche la storia dello Scoppio del Carro