sabato 25 aprile 2015

NESSUNO TOCCHI CAINO
no alla pena di morte......................




Contenuti del numero:

1.  LA STORIA DELLA SETTIMANA : DONA IL 5 X 1000 A NESSUNO TOCCHI CAINO 2.  NEWS FLASH: CASO LO PORTO: SERGIO D’ELIA, SEGRETARIO DI NESSUNO TOCCHI CAINO, SU USO DRONI ARMATI 3.  NEWS FLASH: NIGER: PRESIDENTE MAHAMADOU ISSOUFOU EMETTE PROVVEDIMENTO DI CLEMENZA 4.  NEWS FLASH: MASSACHUSETTS (USA): VITTIME MARATONA DI BOSTON DIVISE SULLA PENA DI MORTE 5.  NEWS FLASH: INDIA: PENA DI MORTE COMMUTATA IN ERGASTOLO 6.  I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA :


DONA IL 5 X 1000 A NESSUNO TOCCHI CAINO
Vuoi partecipare concretamente alla campagna per l’abolizione della pena di morte nel mondo?

Dona il tuo 5 x 1000 della dichiarazione dei redditi a Nessuno tocchi Caino e chiedi anche al tuo commercialista se ha clienti che hanno a cuore questo obiettivo. Un gesto che si trasforma subito in un grande aiuto!

L’Associazione Nessuno tocchi Caino quest’anno conta su di te… e sul tuo commercialista! Per porre fine all’aberrazione di uno Stato che per difendere la vita pratica la morte.

Per devolvere il 5 x 1000 della tua dichiarazione dei redditi e, quindi, contribuire senza alcun costo a Nessuno tocchi Caino, è semplice:
firma nel riquadro “Sostegno alle organizzazioni non lucrative, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10 c. 1, lett d, del D. Lgs. N. 460 del 1997 e delle fondazioni nazionali di carattere culturale” e riporta il codice fiscale di Nessuno tocchi Caino 96267720587.
Per saperne di piu' : http://www.nessunotocchicaino.it/

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NESSUNO TOCCHI CAINO - NEWS FLASH

CASO LO PORTO: SERGIO D’ELIA, SEGRETARIO DI NESSUNO TOCCHI CAINO, SU USO DRONI ARMATI
23 aprile 2015: Sulla notizia della morte del cooperante italiano Giovanni Lo Porto rimasto vittima lo scorso gennaio, insieme ad altri due cittadini americani - uno ostaggio, come Lo Porto e l’altro leader di Al Qaeda - di un drone CIA, Sergio d’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino ha dichiarato:
“Non si può considerare l’accaduto come mero effetto collaterale e inevitabile di una causa giusta. Né si può accettare che, nel nome della guerra mondiale al terrorismo, il Presidente di una democrazia tra le più antiche al mondo possa, per decreto, dichiarare qualcuno colpevole al termine di un processo segreto anche per il solo sospetto che abbia l’intenzione di commettere in futuro un crimine. In questo modo, i cittadini americani all’estero possono essere uccisi per il mero sospetto di attività anti-americane, quando invece in patria avrebbero diritto ad un processo con tutte le garanzie possibili, anche quelle previste dal sistema arcaico della pena capitale. Diffidiamo dunque dall’uso dei droni armati – ha concluso d’Elia - perché come ogni altra arma, oltre che alla legge interna, i droni dovrebbero sottostare al diritto internazionale, inclusa la legge umanitaria internazionale, che ne regolamenti l’uso”. (Fonti: NtC, 23/04/2015) Per saperne di piu' : http://www.washingtonpost.com/politics/hostage-deaths-a-reminder-of-risk-of-deadly-mistakes/2015/04/24/ed8b8fb6-ea51-11e4-8581-633c536add4b_story.html

NIGER: PRESIDENTE MAHAMADOU ISSOUFOU EMETTE PROVVEDIMENTO DI CLEMENZA
22 aprile 2015: il Presidente del Niger Mahamadou Issoufou ha emesso un nuovo provvedimento di clemenza, in occasione del quarto anniversario della sua investitura. Secondo il decreto presidenziale, tutti i detenuti condannati a morte hanno avuto la loro pena commutata in ergastolo, mentre i detenuti condannati a vita hanno avuto la loro condanna ridotta a 30 anni di reclusione.
Il 23 ottobre 2014, il Governo del Niger ha approvato un disegno di legge per l'adesione al Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, che mira ad abolire la pena di morte. Il disegno di legge è stato inviato all'Assemblea Nazionale per l'adozione definitiva.
Il 20 e 21 novembre 2014, Nessuno Tocchi Caino e il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito hanno compiuo una missione in Niger, con l’obiettivo di trovare sostegni alla Risoluzione ONU per la moratoria delle esecuzioni.
Il 18 dicembre 2014, il Niger ha per la prima volta votato a favore della Risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. In precedenza si era sempre astenuto sulla Risoluzione.
(Fonti: NtC, tamtaminfo.com, 22/04/2015) Per saperne di piu' :

MASSACHUSETTS (USA): VITTIME MARATONA DI BOSTON DIVISE SULLA PENA DI MORTE
21 aprile 2015: Le vittime della strage della Maratona di Boston prendono posizioni diverse sulla pena di morte. Un editoriale del New York Times riporta i pareri di alcune vittime o familiari della vittime nel giorno in cui si apre la seconda fase del processo, quella in cui verrà determinata la pena. Contrari alla condanna a morte si sono dichiarati, con un editoriale pubblicato in prima pagina sul Boston Globe, Bill e Denise Richard, il cui figlio di 8 anni, Martin, è rimasto ucciso nella strage, e la cui figlia Jane ha perso una gamba.
I signori Richard non hanno insistito tanto su una questione di principio, ma sulla necessità di chiudere il processo in tempi brevi, senza dover poi affrontare continue riaperture del caso, e il riaffiorare di ricordi dolorosi, come invece accadrebbe con i molti ricorsi disponibili per i condannati a morte.
Dopo la dichiarazione dei signori Richard, anche Jessica Kensky e Patrick Downes hanno preso una posizione pubblica contro la pena di morte per Tsarnaev. I due, sposati da poco, in passato avevano corso la maratona di Boston. Nell’esplosione del 2013 entrambi hanno perso una gamba. In una intervista al Boston Globe hanno detto: “All’inizio ci auguravamo che anche l’imputato provasse il dolore che abbiamo provato noi e le altre vittime. Ma ora ci basta sapere che non potrà mai più nuocere a nessuno, e ci auguriamo che il processo si concluda rapidamente e definitivamente, e l’imputato sparisca al più presto possibile dalla coscienza collettiva. Dobbiamo superare l’impulso di vendetta”.
Il 13 aprile Jennifer Lemmerman, sorella di Sean Collier, l’agente della security del Massachusetts Institute of Technology rimasto ucciso in un conflitto a fuoco con i 2 fratelli Tsarnaev il 19 aprile 2013, in una lettera al Boston Globe si è detta anche lei contraria alla condanna a morte per Dzhokhar Tsarnaev. “Quando qualcuno si dichiara contrario alla pena di morte, gli si dice sempre di immaginare come si sentirebbe se fosse il parente di una delle vittime. A me è stato dato questo orribile punto di vista, e posso dire che la mia posizione contro la pena di morte si è solo rafforzata”. Ha poi proseguito: “Non riesco a immaginare che uccidere in risposta ad un’uccisione possa darmi pace o giustizia… ho scelto di ricordare Sean per la luce che mi ha portato. Non voglio più buio”.
A favore della “condanna massima” si è invece dichiarata Liz Norden, i cui 2 figli hanno entrambi perso una gamba nell’esplosione. Queste prese di posizione in teoria non dovrebbero influenzare i giurati popolari, che hanno avuto disposizione di tenersi lontani dai notiziari e, come ulteriore precauzione, sono stati invitati a non partecipare alla nuova edizione della Maratona di Boston che si è corsa ieri.
Lo scorso 8 aprile a Boston una giuria popolare federale ha riconosciuto Dzhokhar Tsarnaev, 21 anni, bianco, colpevole di tutti i 30 capi di imputazione relativi alla strage della Maratona di Boston del 2013. 16 di questi capi di imputazione sono passibili di pena capitale. La pubblica accusa, rappresentata da Carmen Ortiz, è intenzionata a farlo. I difensori sosterranno invece che l’imputato, seppure certamente colpevole, ha però agito sotto la fortissima influenza psicologica ed affettiva del fratello maggiore, Tamerlan Tsarnaev.
Il 15 aprile 2013, nei pressi dell’arrivo della tradizionale Maratona di Boston, i due fratelli di origine cecena Tamerlan e Dzhokhar Tsarnaev furono ripresi dalle telecamere di sorveglianza mentre collocavano due bombe artigianali che, esplodendo poco dopo, causarono la morte di 3 persone e oltre 260 feriti. I morti furono Martin Richard, 8 anni, Krystle Campbell, 29 anni, e Lu Lingzi, 23 anni. Una quarta vittima, Sean Collier, un agente della security del Massachusetts Institute of Technology, rimase ucciso in un conflitto a fuoco con i 2 fratelli il 19 aprile.
Lo stesso giorno Tamerlan, 26 anni, rimase ucciso in un conflitto a fuoco con la polizia. Dzhokhar, che allora aveva 19 anni, venne arrestato il 24 aprile. Il giudice George A. O'Toole Jr. ha stimato che la fase di sentenza, iniziata oggi, dovrebbe durare circa 4 settimane. Statisticamente i dati sono favorevoli a Tsarnaev: da quando la pena di morte federale è stata reintrodotta nel 1988, i procuratori federali la hanno chiesta in 230 casi, ma è stata respinta dalla giurie popolari in 2/3 dei casi, e le esecuzioni, nello stesso periodo, sono state solo 3. Nel sistema penale federale, una condanna a morte può essere emessa solo all’unanimità.
(Fonti: New York Times, 21/04/2015)
Per saperne di piu' :

INDIA: PENA DI MORTE COMMUTATA IN ERGASTOLO
21 aprile 2015: l’alta corte del Punjab e Haryana ha commutato in ergastolo la condanna a morte di un uomo identificato come Dharampal per il lungo tempo impiegato dal governo nel decidere sulla sua domanda di grazia.
Dharampal, originario del distretto di Sonipat e riconosciuto colpevole di stupro, nel 1993 uccise cinque familiari della vittima del suo stupro, mentre era in libertà condizionata. Per gli omicidi Dharampal avrebbe dovuto essere impiccato il 15 aprile 2014 nel carcere di Ambala, tuttavia l’esecuzione fu sospesa dall’alta corte a seguito della petizione presentata dal condannato.
L’alta corte ha commutato la condanna a morte in ergastolo dal momento che il governo ha impiegato circa 13 anni per decidere sulla richiesta di grazia. Trattando il caso, l’avvocato di Dharampal ha citato l’importante verdetto del 21 gennaio 2014 della Corte Suprema, secondo cui la condanna a morte di un detenuto può essere commutata in ergastolo se c’è ritardo da parte del governo nel decidere sulla richiesta di grazia.