sabato 9 maggio 2015

NESSUNO TOCCHI CAINO
no alla pena di morte nel mondo........






ARABIA SAUDITA: 11 PRIGIONIERI DECAPITATI
8 maggio 2015: l’Arabia Saudita ha decapitato 11 prigionieri negli ultimi dieci giorni, portando a 79 le esecuzioni finora praticate nel 2015.
Il 28 aprile, il saudita Faris al-Qahtani è stato decapitato nella Provincia di Abha per aver ucciso un connazionale, Hadi al-Yami, dopo averlo derubato dei suoi soldi e dell’auto.
Il 30 aprile, le autorità hanno giustiziato Fayez al-Atwi a Riad, cittadino saudita, per aver ucciso a colpi d’arma da fuoco un uomo della sicurezza mentre era in servizio.
Lo stesso giorno, Abdullah al-Balawi, saudita, è stato decapitato per aver accoltellato a morte il padre, mentre Abdullah al-Ruwaili, sempre saudita, è stato giustiziato per "contrabbando di una grande quantità di pillole di anfetamina”. Entrambi sono stati giustiziati nella città di Tabuk.
Il 1° maggio è stato decapitato un cittadino pakistano per traffico di droga. Shirin Khan, che è stato giustiziato nella provincia di Riad, avrebbe trafficato ovuli di eroina che aveva ingoiato, ha detto il ministero degli interni saudita.
Cinque prigionieri sono stati giustiziati il 4 maggio a Gedda, dopo essere stati riconosciuti colpevoli di omicidio e rapina. Si tratta di due yemeniti, un cittadino del Chad, un eritreo e un sudanese, ha precisato l’agenzia Saudi Press.
Sono stati identificati come Khaled Fetini e Ibrahim Nasser (dello Yemen), Hassan Omar (Chad), Salem Idriss (Eritrea) e Abdel Wahhab Abdel Maeen (Sudan).
Erano stati accusati di aver ucciso una guardia indiana e portato via denaro da una cassaforte.
Il 6 maggio l'Arabia Saudita ha effettuato una decapitazione nella regione nord-occidentale di Tabuk, ha riferito l’agenzia AFP.
Hussein al-Omairi, cittadino saudita, è stato giustiziato per aver trafficato anfetamine, secondo un comunicato del Ministero degli Interni.
Il presidente francese François Hollande il 5 maggio ha chiesto l’eliminazione della pena di morte.
Hollande si trovava nella capitale saudita Riyadh per il vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo, dove ha incontrato diversi leader dell’organismo, tra cui il re saudita Salman.
"La Francia sta conducendo una campagna in tutto il mondo per abolire la pena di morte. La pena di morte dovrebbe essere vietata", ha detto Hollande ai giornalisti dopo aver incontrato gli altri leader, incluso il Re saudita.
(Fonti: Agence France-Presse, 28/04/2015; 01/05/2015; Daily Pakistan, 01/05/2015; nigerianheadlines.com, 04/05/2015; ibtimes.co.uk, 06/05/2015) Per saperne di piu' :

AFGHANISTAN: QUATTRO CONDANNE A MORTE PER IL LINCIAGGIO DI FARKHUNDA
6 maggio 2015: il tribunale di Kabul ha emesso quattro condanne a morte in relazione al linciaggio in piazza di Farkhunda, la donna di 27 anni picchiata a morte il 19 marzo nella capitale afghana da una folla inferocita che la accusava di aver profanato copie del Corano e che ha dato alle fiamme il suo corpo, fuori da una moschea sotto lo sguardo inerte dei poliziotti. Lo riferisce l’agenzia di stampa Pajhwok.
La pena capitale è stata inflitta a Zain-ul-Abedin figlio di Gulabuddin, Mohammad Yaqoob figlio di Mohammad Yasin, Mohammad Sharif figlio di Sharafuddin e Abdul Bashir figlio di Abdul Shakoor. I quattro possono presentare appello.
L’accusa nei confronti della vittima era quella di aver bruciato copie del Corano, ma la commissione d’inchiesta incaricata dal presidente afghano Ashraf Ghani di far luce sulla vicenda non ha trovato prove che dimostrassero la profanazione del libro sacro all’Islam e il 2 aprile ha dichiarato la donna «innocente».
Il processo a carico di 49 imputati, tra cui poliziotti accusati di negligenza, era iniziato sabato (2 maggio) a Kabul. La prima udienza è stata trasmessa in diretta televisiva.
L’omicidio di Farkhunda ha innescato una serie di proteste di piazza a Kabul, Herat e Mazar-i-Sharif contro le forze della sicurezza afghana accusate di non aver fatto nulla per impedire l’uccisione della ragazza. Tredici funzionari sono stati sospesi per «negligenza» dal ministero dell’Interno, compreso il portavoce della polizia di Kabul, Hashmatullah Stanikzai. Anche i Talebani afghani avevano condannato l’uccisione di Farkhunda minacciando «punizioni severe» per i responsabili dell’omicidio.
Oltre ai quattro condannati a morte per impiccagione, ad altri otto imputati sono stati inflitti 16 anni di carcere, mentre 18 sono stati rilasciati per assenza di prove, come riferisce l’emittente al-Jazeera. Il giudice Safiullah Mujaddedi del tribunale di Kabul ha aggiornato il processo a sabato (9 maggio), quando verrà emessa la sentenza per altri 19 imputati.

I genitori di Farkhunda erano presenti alla lettura del verdetto. Il padre di Farkhunda ha detto: “Voglio che questi criminali siano puniti. Deve essere una lezione per la gente affinché in futuro non si ripetano questi atti”

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