sabato 20 giugno 2015

NESSUNO TOCCHI CAINO.......
no alla pena di morte nel mondo....
compreso il Giappone......anche se......





EGITTO: CONDANNA A MORTE CONFERMATA PER EX PRESIDENTE MORSI
16 giugno 2015: una corte egiziana ha confermato la condanna a morte per l'ex presidente Mohammed Morsi, democraticamente eletto in Egitto e poi rovesciato dai militari nel 2013.
Il deposto leader e cinque membri di alto livello dell’organizzazione fuorilegge dei Fratelli Musulmani, compresa la sua Guida Suprema Mohamed Badie, sono stati condannati all’impiccagione in relazione all’evasione da un carcere durante la rivolta nel 2011 contro l'ex presidente Hosni Mubarak, che portò poi Morsi al potere. A quel tempo, lui e altri leader della Fratellanza Musulmana erano stati imprigionati dalle forze di sicurezza di Mubarak.
Nello stesso processo, il giudice ha condannato a morte in contumacia altri 100 imputati.
In un altro caso, Morsi è stato condannato all’ergastolo dalla stessa corte per spionaggio in favore di gruppi militanti stranieri, incluso Hamas.
Il giudice ha detto che i Fratelli Musulmani “hanno collaborato con i palestinesi di Hamas al fine di infiltrare i confini orientali dell’Egitto e attaccare prigioni”, ha riportato la tv di stato.
Altri 16 membri dei Fratelli Musulmani sono stati condannati a morte con l’accusa di aver passato documenti segreti all’estero tra il 2005 e il 2013.
Da quando Morsi è stato estromesso dall'allora ministro della Difesa Abdelfattah Al-Sisi - da allora diventato presidente del Paese - i suoi sostenitori e membri dei Fratelli Musulmani sono stati oggetto di un pesante giro di vite da parte delle forze di sicurezza.
Una delle istituzioni governative più attive nel partecipare a quel giro di vite è stato il potere giudiziario, noto per le sue posizioni anti-islamiste e contrarie ai Fratelli Musulmani.
Nel corso degli ultimi due anni, i giudici egiziani hanno condannato a morte centinaia di imputati in processi di massa che sono stati duramente criticati da gruppi per i diritti umani e dalla comunità internazionale.
All'interno dell’aula, Morsi è apparso provocatorio, agitando le mani in alto all'interno della gabbia degli imputati, una volta che il verdetto è stato letto.
I suoi co-imputati gridavano “Abbasso il regime militare" e gli slogan erano appena udibili attraverso il vetro insonorizzato che chiudeva la loro gabbia.
Le sentenze andranno automaticamente in appello. (Fonti: cbs news, bbc, 16/06/2015) Per saperne di piu' :

KENIA: PROPOSTA ABOLIZIONISTA PRESENTATA IN PARLAMENTO
16 giugno 2015: un parlamentare ha presentato due disegni di legge la cui promulgazione comporterebbe l'abrogazione della pena di morte in Kenia e una soluzione all’insostenibile sovrappopolazione nel braccio della morte.
I disegni di legge, redatti dal deputato John Waiganjo, cancellerebbero la pena capitale dal codice penale e dal codice di procedura penale.
Waiganjo ha sostenuto che avere la pena di morte nell’ordinamento è in contrasto con il Bill of Rights insito nella Costituzione. "L'articolo 26 della Costituzione garantisce il diritto alla vita di tutti i cittadini e prevede che tale diritto possa essere limitato solo dalla Costituzione o da una legge del Parlamento", ha detto il deputato. "La pena di morte è immorale, inefficace come deterrente e non è riuscita a rendere una giustizia davvero riparatoria alle vittime di reati per i quali è prescritta."
I due disegni di legge sono nella fase di esame da parte della Commissione Giustizia prima della loro pubblicazione e presentazione formale alla Camera. La proposta ha suscitato un intenso dibattito nel corso della riunione del comitato, che era chiuso al pubblico, essendo un certo numero di deputati favorevoli alla condanna a morte.
L’ultima esecuzione in Kenya è avvenuta nel 1987 quando Hezekiah Ochuka e Pancras Oteyo Okumu sono stati giustiziati per aver tentato un colpo di stato il 1° agosto 1982.
L’amministrazione penitenziaria del Paese è alle prese con un numero crescente di detenuti nel braccio della morte, che, nel marzo 2015, erano poco più di 4.000, secondo i dati del Governo. (Fonti: gbooza.com, Nessuno tocchi Caino, 19/06/2015) Per saperne di piu' :

NIGERIA: PROSCIOLTA SPOSA-BAMBINA ACCUSATA DI AVER UCCISO IL MARITO, UN’ALTRA RIMANE NEL BRACCIO DELLA MORTE
9 giugno 2015: un giudice della Corte Suprema di Gezawa, nello Stato di Kano, ha ordinato il rilascio di Wasila Tasi'u, una bambina costretta a sposarsi a soli 13 anni e che poi ha avvelenato il marito di 35 anni e tre amici. Un’altra tredicenne che ha ucciso il marito di 35 anni rimane nel braccio della morte, nonostante una sentenza della Corte di Giustizia della Comunità dell'Africa Occidentale nel 2014 che ha considerato la sua condanna a morte illegale perché era minorenne. Entrambe le ragazze erano diventate seconde mogli nella parte settentrionale musulmana della Nigeria, dove la poligamia e il matrimonio infantile sono comuni. Nessuna delle due era mai andata a scuola e non sapeva leggere o scrivere. (Fonti: Associated Press, 10/06/2015) Per saperne di piu' :

BURKINA FASO: VERSO L’ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE?
10 giugno 2015: in una riunione a porte chiuse a Ouagadougou, l'ufficio del Consiglio Nazionale di Transizione (CNT) ha adottato all'unanimità sette progetti di legge da sottoporre all'approvazione del Governo, tra cui quello relativo all’abolizione della pena di morte.
“Abbiamo ritenuto necessario risolvere definitivamente la questione, che è controversa. La proposta non mira a eliminare la pena di morte, ma a creare sanzioni alternative”, ha detto il primo Vice Presidente del CNT, Colonnello Lucien Honoré Nombré.