sabato 4 luglio 2015

NESSUNO TOCCHI CAINO...................
no alla pena di morte!



1.  LA STORIA DELLA SETTIMANA : GHANA: PRESIDENTE LIBERA 900 PRIGIONIERI E COMMUTA 14 CONDANNE CAPITALI 2.  NEWS FLASH: NESSUNO TOCCHI CAINO, CORTE SUPREMA USA GIUDICHI COSTITUZIONALITA’ DELLA PENA DIMORTE IN SE’
3.  NEWS FLASH: IRAN: LE ESECUZIONI AUMENTANO E I FINANZIAMENTI EUROPEI CONTINUANO 4.  NEWS FLASH: MISSISSIPPI (USA): MICHELLE BYROM LIBERA, AVEVA RISCHIATO L’ESECUZIONE 5.  NEWS FLASH: TANZANIA: QUATTRO CONDANNATI A MORTE PER L’OMICIDIO DI UN RAGAZZO ALBINO 6.  I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA :


GHANA: PRESIDENTE LIBERA 900 PRIGIONIERI E COMMUTA 14 CONDANNE CAPITALI
30 giugno 2015: il presidente del Ghana John Mahama ha liberato circa 900 prigionieri alla vigilia della Giornata della Repubblica.

Domani si celebra infatti il 55° anniversario della proclamazione della Repubblica dopo il dominio coloniale britannico.
Dei 900 detenuti liberati, 883 sono quelli che erano finiti in carcere per la prima volta e che hanno tenuto una buona condotta. Anche 14 prigionieri del braccio della morte hanno ottenuto la commutazione della pena in ergastolo.
Un comunicato diffuso dal Ministero degli Interni fa sapere che il Presidente si aspetta ora un comportamento retto da parte dei detenuti liberati.
L’amnistia è una prerogativa esercitata annualmente dal Presidente.
Nel 2013 sono stati liberati circa 900 prigionieri, mentre quelli liberati nel 2014 sono stati circa 1104.
Il potere di concessione dell’amnistia è previsto dalla Prerogativa sulla Grazia nell’art. 72 della Costituzione della Repubblica del Ghana del 1992.
(Fonti: kasapafmonline.com, 30/06/2015)
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NESSUNO TOCCHI CAINO - NEWS FLASH

NESSUNO TOCCHI CAINO, CORTE SUPREMA USA GIUDICHI COSTITUZIONALITA’ DELLA PENA DIMORTE IN SE’
29 giugno 2015: In merito alla notizia del rigetto 5/4 da parte della Corte Suprema americana dei ricorsi in merito alla costituzionalità di un farmaco dell’iniezione letale, Elisabetta Zamparutti, Tesoriera di Nessuno tocchi Caino ha dichiarato:
“Il nodo che deve sciogliere la Corte Suprema, non è la costituzionalità di un metodo di esecuzione ma della pena di morte in sé. Una pena anacronistica che va superata per realizzare pienamente quello Stato di diritto, sogno dei padri fondatori della democrazia più antica del mondo.
Per questo – ha continuato la Zamparutti – l’opinione di maggioranza scritta dal giudice Alito, per il quale i tre condannati a morte ricorrenti non sono riusciti a dimostrare che esiste un metodo alternativo meno doloroso, esprime una diabolica inversione dell’onere della prova.
Ha ragione invece il liberale giudice Stephen Breyer, estensore dell’opinione di minoranza, per il quale la Corte deve valutare se la pena di morte non sia ormai divenuta di per sé una punizione crudele e inusuale, non solo rispetto ai valori fondamentali della storia americana ma anche rispetto alla sensibilità attuale dell’opinione pubblica che la vede come un ferro vecchio del passato di cui liberarsi.” (Fonti: NtC, 29/06/2015) Per saperne di piu' :

IRAN: LE ESECUZIONI AUMENTANO E I FINANZIAMENTI EUROPEI CONTINUANO
2 luglio 2015: una nuova analisi pubblicata dalla ONG Iran Human Rights mostra che più dei due terzi delle 570 persone giustiziate finora quest’anno in Iran erano state condannate per reati legati alla droga. Queste esecuzioni possono essere collegate ai finanziamenti per i programmi di lotta al narcotraffico stanziati tramite l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) e finanziati dai Paesi europei, inclusi Francia e Germania.
La ricerca della ong per i diritti umani Reprieve mostra che la Francia ha fornito più di 1 milione di euro alla Polizia Anti Narcotici dell'Iran (ANP) negli ultimi anni; mentre la Germania ha contribuito ad un progetto da 5 milioni di euro dell’UNODC che ha fornito alla ANP formazione e  attrezzature.
I progetti dell’UNODC mirano ad incrementare il numero delle persone arrestate e condannate per droga, ma non impongono condizioni efficaci per garantire che il sostegno finanziario non contribuisca ad incrementare il numero di impiccagioni. Con l'Iran che attualmente pratica esecuzioni ad un ritmo così elevato e con il 69% delle esecuzioni legate a reati di droga, Reprieve invita l'UNODC ed i suoi finanziatori ad agire con urgenza per introdurre condizioni sul sostegno che essi forniscono.
Un certo numero di altri Stati europei, tra cui Regno Unito, Danimarca e Irlanda, hanno già ritirato i finanziamenti ad analoghi programmi UNODC in Iran, con il governo danese che ha riconosciuto come questi “portino ad esecuzioni". Tuttavia Francia e Germania si sono rifiutate di assumere impegni analoghi, e non hanno escluso di contribuire ad un nuovo stanziamento riservato di fondi Onu per l'ANP iraniana.
L'UNODC sta attualmente negoziando questo accordo della durata di cinque anni, e il capo dell'UNODC Yury Fedotov si è recato in Iran nel febbraio di quest'anno promettendo che un accordo sarebbe stato finalizzato "nei prossimi due mesi". Ha aggiunto che "nessun Paese può competere con l'Iran per quanto riguarda la quantità di stupefacenti scoperti e sequestrati."
La ricerca di Reprieve ha scoperto che almeno 15 milioni di euro del sostegno europeo possono essere direttamente collegati ad arresti e impiccagioni di migliaia di persone - tra cui donne, minori e un certo numero di cittadini europei. In un caso del 2014, un ragazzo 15enne afgano, Jannat Mir, è stato impiccato con l'accusa di traffico di eroina attraverso il confine tra Afghanistan e Iran, nel periodo in cui l'UNODC sovrintendeva ad un'operazione sul confine da 5 milioni di euro.
Le linee guida sui diritti umani dell’UNODC prevedono che se le esecuzioni per reati legati alla droga continuano, l’organismo dovrebbe "assumere un blocco temporaneo o il ritiro del sostegno".
Maya Foa, responsabile del team sulla pena di morte di Reprieve, ha dichiarato:
"Anche se in Iran il tasso di esecuzioni arriva alle stelle, i Paesi europei come Francia e Germania continuano a finanziare le incursioni brutali da parte della polizia iraniana che inviano regolarmente persone nel braccio della morte per reati non violenti. In Iran 7 impiccati su 10 quest'anno sono stati catturati in questo tipo di operazioni, ma i finanziatori europei e l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine continuano a chiudere un occhio, e stanno anche considerando un nuovo finanziamento.
"E' un’ipocrisia insostenibile per i paesi europei e per l’UNODC quella di rivendicare opposizione alla pena di morte in tutte le circostanze pur permettendola e incoraggiandola all'estero. Se i loro impegni in materia di pena di morte valgono qualcosa, dovrebbero imporre condizioni efficaci e trasparenti per garantire che il loro aiuto non porti a esecuzioni." (Fonti: Reprieve, July 2, 2015) Per saperne di piu' :

MISSISSIPPI (USA): MICHELLE BYROM LIBERA, AVEVA RISCHIATO L’ESECUZIONE
26 giugno 2015: Michelle Byrom, 58 anni, bianca, è stata scarcerata. Era stata condannata a morte nel 2000 con l’accusa di aver commissionato a suo figlio e ad un amico del ragazzo l’uccisione del marito, Edward Byrom, avvenuta il 4 giugno 1999.
Nel marzo 2014 una serie di articoli del Clarion-Ledger e di altre testate rivelarono che la giuria popolare non aveva mai saputo che in diverse lettere scritte dal carcere e in un colloquio con uno psicologo, il figlio della coppia, Edward Byrom Jr. aveva detto di aver ucciso il padre “per vendicarsi dei maltrattamenti subiti”, ed inoltre aveva fornito alcuni dettagli che non poteva aver appreso dai media. Con questi nuovi elementi, il 31 marzo 2014 la Corte Suprema di stato aveva annullato il verdetto di colpevolezza. La stessa Corte pochi giorni prima aveva ricevuto dal Procuratore Generale la richiesta di ratifica della data di esecuzione che avrebbe dovuto essere, nelle intenzione dell’Attorney General, il 28 marzo.
Edward Byrom Jr. al processo contro la madre aveva testimoniato che la madre aveva promesso a Joey Gillis, un suo amico, 10.000 o 15.000 dollari per uccidere il padre, cifra che gli avrebbe dato appena incassata l’assicurazione sulla vita dell’uomo.
Processato per quel reato particolare del codice Usa che è il “progettato omicidio”, venne condannato a 30 anni, e scarcerato nell’agosto 2013 per buona condotta.
L’altro imputato, Joey Gillis, grazie ad un accordo con la pubblica accusa, si era dichiarato colpevole di “progettato omicidio”, ed è stato scarcerato nel 2009. Inizialmente la donna aveva confessato, ma in seguito ha detto di averlo fatto mentre era in un grave stato confusionale indotto da molti farmaci, e di averlo fatto soprattutto nell’intento di proteggere il figlio.
Oggi la Byrom si è dichiarata colpevole anche lei di “progettato omicidio” e il giudice Paul Funderburk della Tishomingo County Circuit Court l’ha condannata a 20 anni, 16 dei quali già scontati (14 nel braccio della morte) e sospendendo la pena per i 4 anni mancanti. La Byrom è uscita direttamente dal tribunale.
(Fonti: Clarion-Ledger, 26/06/2015)
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TANZANIA: QUATTRO CONDANNATI A MORTE PER L’OMICIDIO DI UN RAGAZZO ALBINO
1 luglio 2015: quattro uomini, tra cui uno stregone, sono stati condannati a morte dall'Alta Corte di Mbeya, nel sud della Tanzania, dopo essere stati giudicati colpevoli del sequestro, uccisione e smembramento di un ragazzo albino 17enne.
I quattro avrebbero pianificato l’omicidio per vendere gli organi della vittima, utilizzati nella stregoneria. Un quinto imputato è stato rilasciato perché non vi erano prove sufficienti per collegarlo all'omicidio.
Lo stregone, Adangalwisye Kayuni, è stato trovato in possesso di un intestino umano il cui DNA corrispondeva a quello della vittima, e un altro imputato è stato trovato in possesso di quattro dita e 10 ossa che il test del DNA ha collegato alla vittima.
Il ragazzo, Henry Mwakajila, era scomparso nella regione di Mbeya in una notte nel 2008, ha detto l’accusa.
Dal 2008 la Corte ha condannato a morte 15 persone per gli omicidi di persone albine, e secondo le Nazioni Unite sono almeno 75 gli albini uccisi in Tanzania dal 2000.