mercoledì 12 agosto 2015

11 AGOSTO 1944 liberazione di Firenze-
12 AGOSTO 1944 eccidio di SANT’ANNA DI STAZZEMA-

Due avvenimenti così diversi, che hanno in comune il sacrificio di un popolo che ha pagato con la propria vita la conquista della libertà.
Firenze praticamente era già stata liberata dal giogo nazi-fascista quando in città entrarono le truppe alleate. Molti giovani e meno giovani avevano sacrificato la vita per questo grande ideale, l’ideale di libertà, di giustizia e di solidarietà. Potremmo citare tanti esempi, ma uno su tutti risalta più degli altri: quello di ALIGI BARDUCCI nome di battaglia POTENTE; nato a Firenze nel quartiere del Pignone, il mio quartiere, che ha dato i natali a tanti illustri combattenti della resistenza al nazi-fascismo. Firenze agosto del 1944.
 Le truppe alleate procedono a rilento verso Firenze e riescono a raggiungere e ad insediarsi solo nella parte dell'OLTRANNO. Durante la notte del 4 agosto i tedeschi fecero saltare i ponti sull'ARNO, a Firenze; al mattino arrivarono in città i reparti garibaldini della Sinigaglia, il comando della divisione Arno, con Potente e Giobbe e gli uomini della Lanciotto, giunti dopo un'estenuante marcia, passati attraverso l'accerchiamento nemico. A questo punto si scatenò la lotta fra i partigiani e i franchi tiratori, cecchini nazifascisti. La sera dell'8 agosto, durante un rastrellamento contro i franchi tiratori d'OLTRARNO, Potente rimase mortalmente ferito per lo scoppio di una granata nemica, mentre si stava dirigendo al distretto militare di Piazza Santo Spirito, per accordarsi con le Autorità alleate. Fu portato dapprima all'infermeria del distretto, poi all'ospedale da campo del Pian Dei Giullari e da qui all'ospedale di Greve in Chianti, dove morì all'alba del giorno seguente, all'età di trentun anni, assistito dal partigiano GIOVANNI MELONIChimico. Firenze viene liberata ufficialmente due giorni dopo e il contributo di 'Potente' e dei suoi uomini è stato talmente determinante che la città viene storicamente indicata come la prima in Italia ad essersi liberata da sola. In onore di Aligi Barducci, la Divisione Garibaldi-Arno prese il nome di Divisione Potente.








SANT’ANNA DI STAZZEMA:     L'eccidio di  SANT'ANNA  fu un crimine contro l'umanità commesso dai soldati tedeschi della 16. SS-Panzergrenadier-Division "Reichsführer SS", comandata dal generale  Max Simon e guidati da collaborazionisti fascisti, il 12 agosto 1944 e continuato in altre località fino alla fine del mese. Il giorno precedente, l'11 agosto 1944, la divisione aveva commesso già l'eccidio della ROMAGNA.   All'inizio dell'agosto 1944 SANT’ANNA DI STAZZEMA era stata qualificata dal comando tedesco come "zona bianca”, ossia una località adatta ad accogliere sfollati: per questo la popolazione, in quell'estate, aveva superato le mille unità. Inoltre, sempre in quei giorni, i partigiani avevano abbandonato la zona senza aver svolto operazioni militari di particolare entità contro i tedeschi. Nonostante ciò, all'alba del 12 agosto 1944, tre reparti di SS salirono a Sant'Anna mentre un quarto chiudeva ogni via di fuga a valle sopra il paese di VALDICASTELLO. Alle sette il paese era circondato. Quando le SS giunsero a Sant'Anna, accompagnati da fascisti collaborazionisti che fecero da guide, gli uomini del paese si rifugiarono nei boschi per non essere deportati mentre donne, vecchi e bambini, sicuri che nulla sarebbe capitato loro, in quanto civili inermi, restarono nelle loro case.
In poco più di tre ore vennero massacrati 560 civili, in gran parte bambini, donne e anziani. I nazisti li rastrellarono, li chiusero nelle stalle o nelle cucine delle case, li uccisero con colpi di mitra, bombe a mano colpi di rivoltella e altre modalità di stampo terroristico. La vittima più giovane, Anna Pardini, aveva 20 giorni. Gravemente ferita, la rinvenne agonizzante una sorella miracolosamente superstite, tra le braccia della madre ormai morta. Morì pochi giorni dopo nell'ospedale di VALDICASTELLO. Infine, incendi appiccati a più riprese causarono ulteriori danni a cose e persone.
Non si trattò di rappresaglia (ovvero di un crimine compiuto in risposta a una determinata azione del nemico): come è emerso dalle indagini della procura militare di LA SPEZIA, infatti, si trattò di un atto terroristico premeditato e curato in ogni dettaglio per annientare la popolazione, la loro volontà e tenerla sotto controllo grazie al terrore. L'obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra le popolazioni civili e le formazioni partigiane presenti nella zona.
Questi sono gli avvenimenti da ricordare e che saranno per sempre patrimonio della nostra storia………………………………………………………………………………….
Purtroppo esistono ancora, e non son poche, persone che inneggiano a favore dei delinquenti che hanno portato morte e distruzione tra le nostre genti  privando il popolo italiano per tanti e tanti anni delle libertà fondamentali. Persone che vorrebbero riaprire i campi di concentramento per i disperati del mondo, per gli omosessuali per i diversi, sono passati settanta anni da quegli avvenimenti ma in certe teste sembra che nulla sia cambiato. Io sono un inguaribile ottimista e spero che ci sia un grande recupero di civiltà………un paese che ha dato i natali a DANTE, MANZONI, LEONARDO, VERDI, MICHELANGELO, …………. Non può cadere così in basso !!!!!!!!!!
Guido Michi