lunedì 31 agosto 2015

FELICITA’





Cosa è la felicità? E’ difficile a dirsi anche se tutte le persone anelano ad essa.
 L'etimologia fa derivare felicità da: felicitas, deriv. felix-icis, "felice", la cui radice "fe-" significa abbondanza, ricchezza, prosperità.
La nozione di felicità intesa come condizione (più o meno stabile) di soddisfazione totale, occupa un posto di rilievo nelle dottrine morali dell'antichità classica, tanto è vero che si usa come dottrine etiche eudemonistiche (dal greco eudaimonìa) solitamente tradotto come "felicità".
Per uno dei massimi poeti italiani, Mario Luzi, la felicità non esiste. “Alla felicità io non credo”. È una chimera, un miraggio che ha effettivamente polarizzato singoli e collettività, masse umane addirittura, conducendole anche all’ecatombe. La felicità sarebbe uno stato durevole e io non la vedo possibile nella Terra, nella vita umana, negli accidenti che la compongono. Mentre, ecco, la gioia, per esempio è possibile. La vedo come un dono gratuito della vita che può scatenarsi quando uno non se l’aspetta neanche“.

Luzi non ha fatto che definire nel modo più corretto la felicità.

Vi è, in modo particolare una religione, che afferma che la si può raggiungere attraverso il potenziamento dello proprio stato vitale raggiungibile quest’ultimo recitando continuamente un mantra….., altre religioni affermano che la vera felicità non è di questo mondo ed altri ancora…..ognuno ha la sua magica formuletta. Nella realtà la vera e perfetta felicità non esiste e non potrà mai esistere.
Non la otteniamo attraverso la ricchezza, perché al momento che diveniamo ricchi siamo infelici per paura di dover perdere il benessere.
La sapienza non dà la felicità, anzi, essa facendoci vedere il mondo per quello che realmente è ci provoca sgomento e tanta triste infelicità. Potrei continuare ancora per molto……………….

La FELICITA’ deriva da non aver nulla, da non saper nulla, da non essere nulla, in sostanza dal totale annichilimento dell’essere.

Quando raggiungiamo questo stato ?