sabato 15 agosto 2015

MISTERI FIORENTINI


Era una notte di fine estate quando finendo di sorseggiare il mio bourbon preferito,mi decisi finalmente di far ritorno a casa; avevo assolutamente bisogno di riposarmi il giorno dopo.....ma che dico ormai era già oggi.....avevo necessità di andare a letto perchè di li a poche ore avrei avuto un importante riunione di lavoro. Da piazza Santa Croce, girando a sinistra, mi sono immesso in via delle Pinzochere, decisi di fermarmi al mio studio per recuperare delle carte che mi sarebbero state utili l'indomani, ma che dico tra poche ore...... i miei passi rimbombavano in modo cupo e sinistro sul selciato della strada fatto di lastre di pietra serena quando un rumore alle mie spalle mi distolse dai miei pensieri. Sembrava un passo strascicato, ma chi poteva essere a quell'ora tarda della notte o meglio a quell'ora di una prima mattina? Un brivido di gelo mi corse per le spalle, sembrava che fossi entrato i una ghiacciaia, nonostante che quelli fossero i giorni più caldi di quell'estate che stava ormai tramontando.......istintivamente mi girai anche se avevo paura anzi un vero e proprio terrore a farlo e vidi...una figura che sinistramente veniva illuminata dal fioco bagliore di un lampione stradale. Uno strano personaggio, ricurvo nel fisico e vestito in modo assai singolare da una specie di saio nero che aveva i fianchi cinti da un cordone penitenziale. Il viso era travisato dal cappuccio che nascondeva gran parte dei suoi lineamenti.  

   


Questa strana apparizione che in se non aveva niente di particolarmente strano, mi fece accapponare la pelle ed il freddo che avevo provato si concentrò in  un lungo brivido di freddo che mi corse per tutta la lunghezza delle spalle. Rimasi paralizzato al centro della piccola via, mentre lo strano personaggio, con passo felpato ma al contempo pieno di energia mi passò accanto, fermandosi un  attimo a guardarmi. Ed allora lo vidi  chiaramente in volto, favorito anche dalla luce favorevole del solito lampione stradale. La paura che mi stava attanagliando si trasformò in vero e proprio terrore. Il viso era incorniciato da una nuvola di capelli candidi come la neve appena caduta, il volto duro, scavato sembrava scolpito nella pietra gli occhi erano divisi da un gran naso aquilino adunco come il becco di un rapace notturno, la bocca era priva di labbra ed assumeva la forma di un malvagio ghigno ma soprattutto gli occhi, due fessure profonde fino all’inferno a cui si rivolgevano con uno sguardo privo di umanità e che avrebbe ghiacciato anche le acque dello Stige. …………………………………………………





Un personaggio inquietante, misterioso e dalla figura sinistra si aggirava silenzioso per le strade deserte di una Firenze assonnata nelle ultime ore della notte. Quando il buio è più profondo e sta per annunciare il prossimo sorgere del sole……