sabato 8 agosto 2015

NESSUNO TOCCHI CAINO
no alla pena di morte.............





1.  LA STORIA DELLA SETTIMANA : ARABIA SAUDITA: ALTRI 10 PRIGIONIERI DECAPITATI 2.  NEWS FLASH: INDONESIA: 12 CITTADINI RILASCIATI DAL BRACCIO DELLA MORTE IN ARABIA SAUDITA 3.  NEWS FLASH: USA: IL CANDIDATO ALLA PRESIDENZA O'MALLEY VUOLE ABOLIRE LA PENA DI MORTE 4.  NEWS FLASH: BANGLADESH: COMMUTATA CONDANNA A MORTE DI MINORENNE 5.  NEWS FLASH: IRAN: 27ENNE CONDANNATO ALL'ASPORTAZIONE DEGLI OCCHI 6.  I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA :

 ARABIA SAUDITA: ALTRI 10 PRIGIONIERI DECAPITATI
7 agosto 2015: 10 prigionieri sono stati decapitati in Arabia Saudita tra il 29 luglio e il 5 agosto, portando a 114 le esecuzioni praticate quest’anno nel Paese, secondo un conteggio tenuto dalla AFP.

Il 29 luglio sono stati giustiziati tre cittadini sauditi: Turki al Diaini, giustiziato a Riad per omicidio, Sharie al-Jineibi, giustiziato nella provincia di Asir sempre per omicidio, e Mansour al Roali, giustiziato nella regione di Jawf per traffico di anfetamine.
Il 30 luglio, il cittadino siriano Qassem Mohammed al-Hilal è stato decapitato per aver “introdotto nel Regno una grande quantità di pasticche di anfetamine”, è scritto nel comunicato diffuso dal Ministero degli Interni saudita.
Il 31 luglio un cittadino pakistano è stato decapitato per traffico di eroina. Si tratta di Shah Faisal Azeem Shah, la cui esecuzione è stata effettuata nella capitale Riad, è scritto nel comunicato del Ministero degli Interni saudita, diffuso dall’agenzia di stampa ufficiale Saudi Press.
Il 3 agosto un altro cittadino saudita, Mugrib al-Thanyan, è stato messo a morte nella provincia Orientale per l’omicidio di un connazionale, commesso con arma da fuoco a seguito di una lite.
Due cittadini etiopi, un pakistano e un saudita sono stati decapitati il 5 agosto.
Gli etiopi Argawi Aldo Heilan Meriam e Hadish Zel Alam erano stati condannati per aver ucciso e derubato un loro connazionale, ha reso noto il Ministero degli Interni di Riad. La loro esecuzione è avvenuta nella regione di Jazan.
In un caso distinto, il pakistano Esmat Sharif è stato giustiziato a Gedda per traffico di eroina.
Il saudita Mushasha Harisi è stato decapitato sempre nella regione di Jazan, in relazione all’omicidio di un connazionale, commesso con un’arma da fuoco, è scritto nella nota del Ministero.

INDONESIA: 12 CITTADINI RILASCIATI DAL BRACCIO DELLA MORTE IN ARABIA SAUDITA
4 agosto 2015: il governo indonesiano nel 2015 ha ottenuto il rilascio di 12 propri cittadini dal braccio della morte dell’Arabia Saudita, ha reso noto l’ufficio per l’assistenza legale ai cittadini all’estero del Ministero degli Esteri indonesiano. Tra i rilasciati c’è anche Rika Mustikawati, una domestica indonesiana che era stata condannata a morte in Arabia Saudita per stregoneria e la cui condanna era stata in seguito ridotta a tre anni di carcere.
Con i recenti rilasci, diventano 68 i cittadini indonesiani liberati dal 2011 dal braccio della morte saudita.
Secondo il Ministero degli Esteri di Jakarta, sono 24 gli indonesiani che attualmente rischiano la condanna a morte in Arabia Saudita. Di questi 24, 12 sono accusati di omicidio, nove di adulterio e tre di magia nera. 

USA: IL CANDIDATO ALLA PRESIDENZA O'MALLEY VUOLE ABOLIRE LA PENA DI MORTE
31 luglio 2015: il candidato alle elezioni presidenziali Usa del 2016 Martin O'Malley ha presentato le sue proposte di revisione del sistema di giustizia penale del Paese, promettendo di riformare i dipartimenti di polizia, abolire la pena di morte e affrontare il sovraffollamento delle carceri.
"Il sistema di giustizia penale degli Stati Uniti ha un disperato bisogno di riforme. Per troppo tempo il nostro sistema giudiziario ha alimentato nel Paese una storia crudele di razzismo e disuguaglianza economica," ha scritto in un dettagliato documento programmatico l'ex governatore del Maryland O'Malley.
Se eletto, O'Malley ha anche promesso di ripristinare i diritti di voto degli ex detenuti e ridimensionare il programma della Drug Enforcement Agency sulla marijuana, che attualmente classifica la sostanza tra droghe come l'eroina e l’ecstasy.
"Tutti coloro che hanno scontato la pena e rientrano nella società dovrebbero poter votare", secondo il libro bianco. "O'Malley chiederà e sosterrà con forza una legislazione che ripristini il diritto di voto per le persone con precedenti penali."
Per quando riguarda la marijuana, nel documento c’è scritto che O'Malley "indicherà all’Attorney general di riclassificare la sostanza, sostenendo gli sforzi bipartisan del Congresso per riclassificare legislativamente la marijuana come una droga di tabella II".
Da governatore, O'Malley ha abolito la pena di morte nel 2013 nel Maryland. Il suo libro bianco ha definito la pena di morte come un "deterrente razzista e inefficace".
"Come Presidente, continuerà ad opporsi alla pena capitale e lavorerà per eliminare le condanne a morte dalle leggi federali", si legge nel documento.
La maggior parte dei sondaggi nazionali mostrano l’ex governatore molto indietro rispetto all'ex segretario di Stato Hillary Clinton – anche lei attenta alla riforma della giustizia penale – e al senatore del Vermont Bernie Sanders. 

BANGLADESH: COMMUTATA CONDANNA A MORTE DI MINORENNE
3 agosto 2015: la Corte Suprema del Bangladesh ha commutato in ergastolo la condanna a morte di un "ragazzo adolescente" riconosciuto colpevole dell'omicidio e stupro di un bambino, commessi nel 1999.
Un collegio di quattro membri della Divisione d'Appello, presieduto dal giudice Surendra Kumar Sinha, ha preso la decisione dopo aver esaminato la petizione presentata dal detenuto Sukur Ali e dall’organizzazione per i diritti “Bangladesh Legal Aid and Services Trusts (BLAST).”
Sukur aveva 14 anni quando commise i crimini, 16 anni fa a Manikganj. La pena di morte fu comminata nel 2001.
Parlando a The Daily Star, la madre di Sukur, Banu Begum di 55 anni, ha detto di essere felice per la decisione della Corte Suprema.
"Ho appreso la notizia dalla televisione. Sarei più felice se venisse liberato dal carcere tra alcuni anni .... Non sono sicura che abbia commesso il reato o no ", ha aggiunto.
Ha incontrato suo figlio, oggi trentenne, nella prigione Kashimpur a Gazipur il 19 luglio, il giorno dopo l'Eid-ul-Fitr, e lo ha trovato bene.
Secondo l’avvocato Nazneen Nahar Dipu, si tratterebbe della prima sentenza commutata dalla Divisione d'Appello a seguito di una petizione per la revisione.


IRAN: 27ENNE CONDANNATO ALL'ASPORTAZIONE DEGLI OCCHI
1 agosto 2015: un uomo è stato condannato in Iran all'asportazione di entrambi gli occhi dopo aver danneggiato involontariamente la vista di una persona durante una rissa avvenuta nel marzo 2011.
La notizia è stata pubblicata dal quotidiano governativo Iran, che ha identificato il condannato solo come Hamed.
Hamed, che oggi ha 27 anni, avrebbe commesso il crimine quando aveva 23 anni.
"È successo intorno a mezzanotte. Ero a casa quando mia madre mi ha chiamato per dirmi che mio padre aveva avuto un incidente d'auto. Mi sono precipitato sul posto per aiutarlo ma davvero non avevo alcuna intenzione di danneggiare gli occhi di nessuno". Ma le parole dell'uomo non sono servite ad evitargli la condanna.