martedì 18 agosto 2015

POTPOURRI di guido michi


Era il 15 febbraio del 2012 la Enrica Lexie navigava nelle acque al largo dello stato Indiano del KERALA che avvenne il fattaccio e cioè due soldati italiani imbarcati sulla nave per contrastare la pirateria che dilagava in modo particolare nelle acque di fronte alla Somalia sono stati fermati dalle autorità indiane con l’accusa di aver sparato ad una imbarcazione di nome St. Antony uccidendo due pescatori che vi erano imbarcati perché ritenuti pirati. Ad oltre 3 anni dai tragici avvenimenti ancora non siamo arrivati a nessun tipo di conclusione. La magistratura indiana pur sicura della colpevolezza dei due marò non è stata in grado di iniziare uno straccio di processo. Molte ambiguità sia da parte italiana che da parte indiana non permettono di affrontare la delicata questione con la dovuta serenità. In tutto questo caos si inseriscono rigurgiti fascistoidi da parte di certi italiani che vogliono far credere che Salvatore Girone e Massimiliano Latorre così si chiamano i due militari italici siano degli eroi, dei martiri dell’ingiustizia degli indiani mentre in realtà sono solo dei presunti assassini di Ajesh Pinky (25 anni) e Selestian Valentine (45 anni) che si trovavano imbarcati sul peschereccio creduto una imbarcazione di pirati somali. Alcuni geni vorrebbero addirittura invitare a non andare in vacanza in quello splendido paese che è l’INDIA. Io al contrario invito per chi lo può permettere visitate queste meraviglie, ove in gran parte è nata anche la nostra cultura. BOMBAY con la sua porta dell’india, soggiornate almeno una notte nello splendito Hotel TAJ MAHAL ove si può respirare le magie incantate dei racconti KIPLING……………scusate queste divagazioni di uno che è affetto dal mal d’INDIA………


 A infilare i due fucilieri nel tunnel della giustizia indiana è stata innanzitutto la decisione di fare entrare in un porto indiano la Enrica Lexie ……… Una parte delle responsabilità va fatta risalire anche al decreto legge del 12 luglio 2011 che ha aperto la strada all'imbarco dei militari sulle navi civili battenti bandiera italiana e alla convenzione dell'11 ottobre dello stesso anno tra il ministero della Difesa ( ministro dell’epoca era IGNAZIO LA RUSSA)  e la Confederazione italiana armatori (Confitarma). È nell'articolo 5 del decreto legge e nei sette articoli che compongono l'accordo tra militari e armatori che si aprono le prime falle in cui sono scivolati prima i due marò.


«La prima ambiguità - spiega una fonte diplomatica - va fatta risalire alla creazione di una situazione in cui dei militari, impegnati per conto del proprio Paese in una missione internazionale, si trovano in servizio a bordo di un'imbarcazione di proprietà di un armatore che paga il ministero della Difesa per la  protezione che riceve. Equiparando di fatto i militari a contractor privati».
 Ora cerchiamo di elencare le ambiguità e i punti oscuri di tutta la faccenda:
-         la Enrica Lexie sembra che navigasse tra le coste sud occidentali dell’India e l’arcipelago indiano delle LACCADIVE, se ciò dovesse essere vero essa si trovava in acque di pertinenza della repubblica federale dell’INDIA. La giurisdizione spetterebbe allo stato indiano venendo così a cadere la tesi italiana che vorrebbe la nave in acque internazionali e pertanto sotto la giurisdizione del nostro paese.


-         Il governo presieduto dal Prof. MARIO MONTI in carica al momento dei fatti in questione risarcì in modo molto ma molto generoso le famiglie delle due vittime e ciò avvenne nell’immediatezza dell’accaduto. Questo stava a significare un riconoscimento delle responsabilità dei nostri due militari ??? Forse si o forse fu un grossolano errore di valutazione???


-         Le autorità indiane invitarono la nave a cambiare rotta e a dirigersi verso il porto del Kerala (INDIA) di KOCHI, prevalse la decisione dell’armatore della nave che acconsentì accettando le richieste degli indiani. Forse si era a conoscenza di fatti non propriamente regolari ??????? Mah !!!!! Anche questo è un bel mistero.
-         Sulla Enrica Lexie erano imbarcati 6 marò, perchè si sono individuati proprio in Salvatore Girone e Massimiliano Latorre i responsabili dell’uccisione dei due pescatori indiani ????? Che cosa ha spinto le autorità indiane a puntare il dito  proprio su loro ????? Forse sono state le prove balistiche effettuate sulle armi in dotazione ??????


          La narrazione da parte dei media italiani dell’incidente diplomatico tra Italia e India è stata parziale e unilaterale, piegata a una ricostruzione dei fatti distante non solo dalla realtà ma, a tratti, anche dalla verosimiglianza.
Da un articolo pubblicato  su China Files  si può ricostruito il caso Enrica Lexie sfatando una serie di fandonie che una parte consistente dell’opinione pubblica italiana reputa verità assolute, prove della malafede indiana e tasselli del complotto indiano. Riprendo da lì il sunto dei fatti.
E’ il 15 febbraio 2012 e la petroliera italiana Enrica Lexie viaggia al largo della costa del Kerala, India sud occidentale, in rotta verso l’Egitto. A bordo ci sono 34 persone, tra cui sei marò del Reggimento San Marco col compito di proteggere l’imbarcazione dagli assalti dei pirati, un rischio concreto lungo la rotta che passa per le acque della Somalia. Poco lontano, il peschereccio indiano St. Antony trasporta 11 persone.
Intorno alle 16:30 locali si verifica l’incidente: l’Enrica Lexie è convinta di essere sotto un attacco pirata, i marò sparano contro la St. Antony ed uccidono 
Ajesh Pinky (25 anni) e Selestian Valentine (45 anni), due membri dell’equipaggio.
La St. Antony riporta l’incidente alla guardia costiera del distretto di Kollam che subito contatta via radio l’Enrica Lexie, chiedendo se fosse stata coinvolta in un attacco pirata. Dall’Enrica Lexie confermano e viene chiesto loro di attraccare al porto di Kochi.

La Marina Italiana ordina ad Umberto Vitelli, capitano della Enrica Lexie, di non dirigersi verso il porto e di non far scendere a terra i militari italiani. Il capitano – che è un civile e risponde agli ordini dell’armatore, non dell’Esercito – asseconda invece le richieste delle autorità indiane.
La notte del 15 febbraio, sui corpi delle due vittime viene effettuata l’autopsia. Il 17 mattina vengono entrambi sepolti.
Il 19 febbraio Massimiliano Latorre e Salvatore Girone vengono arrestati con l’accusa di omicidio. La Corte di Kollam dispone che i due militari siano tenuti in custodia presso una 
guesthouse della CISF (Central Industrial Security Force)
il corpo di polizia indiano dedito alla protezione di infrastrutture industriali e potenziali obiettivi terroristici) invece che in un normale centro di detenzione.
Questi i fatti nudi e crudi. Da quel momento è partita una vergognosa campagna agiografica fascistoide.
Ora il caso riguardante Salvatore Girone e Massimiliano Latorre è approdato al Tribunale internazionale sul diritto del mare di Amburgo, ove si spera trovi una logica equa soluzione.