mercoledì 19 agosto 2015

VIVIAMO IN UN BRUTTO MONDO


Sono veramente demoralizzato per la quantità di ciarpame che circola su questi social media ed in modo particolare su quella specie......di nome FACEBOOK. Su queste pagine esiste il peggio del peggio, si va dal più bieco razzismo, al più inutile e becero populismo. La disinformazione la fa da padrona. Bufale su bufale vengono spacciate per verità e le verità sono indicate per stupidaggini. Se poi hai l'ardire di toccare i nuovi squadristi del WEB e cioè i grullini ben che ti vada ti prendi di ubriaco, se poni delle domande serie nessuno ti risponde e se 





qualcuno lo fà........ son fischi per fiaschi. Il massimo è pubblicare brutte caricature o slogan detti da chi sa chi in non si sa in quale contesto, per lo più si tratta di vere e proprie banalità e chi le pubblica vorrebbe che fossero condivise. Banalità scritte da persone banali in un contesto banale. Tutto fatto passare per affermazioni intelligenti e di grande importanza. UMBERTO ECO quando ha analizzato questo triste fenomeno tipico di una società, la nostra, completamente allo sbando, aveva totalmente ragione. Internet rappresenta una grande conquista, ci si può connettere col mondo intero essere informati di avvenimenti accaduti ai nostri antipodi quasi in tempo reale, e contemporaneamente essere in un vero e proprio tritacarne, un vero e proprio merdanodotto, così lo chiamo io in modo,........come dire..... molto ma molto colorito. Occorre saperlo usare e saper dividere il bello dalle schifezze, il giusto dallo sbagliato, il buono dal cattivo e non è sicuramente una cosa semplice. Ma questi social fanno veramente schifo e rattristano le persone che vorrebbero un po' di qualità. Un esempio su tutti, l'uccisione del leone CECIL da parte dell'ineffabile dentista americano ha suscitato, giustamente lo sdegno generale, la morte di tanti bambini innocenti nelle sanguinose guerre medio-orientali è passata quasi inosservata.  Se tutto ciò non rattrista, vuol dire che ormai per noi non vi è più nessuna speranza. Affidare il nostro patrimonio culturale a degli stranieri è stata un'operazione molto ma molto intelligente, forse loro saranno in grado di valorizzarlo come merita. Parlare di arte e di cultura a molti nostri compatrioti è come dare le perle ai maiali.