venerdì 25 settembre 2015

CATERINA de' MEDICI

parte seconda


L'esercizio del potere

« Era lei che faceva tutto e il re non muoveva paglia senza che lei lo sapesse. »

La reggenza e il proseguimento della politica di tolleranza


Caterina de' Medici e i figli: re Carlo IX, Margherita, Enrico d'Angiò e Francesco Ercole d'Alençon. 1561circa.
Carlo Massimiliano non ha che dieci anni nel 1560. Sale sul trono con il nome di Carlo IX. Il re Francesco non è ancora morto che Caterina si è già portata avanti: negozia ormai con Antonio di Borbone, principe di sangue, per determinare chi tra loro due terrà la reggenza.
Caterina de' Medici è ispirata da due correnti: l'erasmismo, orientato verso una politica di pace, e il neo-platonismo che predica la missione divina del sovrano perché l'armonia regni nel proprio regno. Caterina de' Medici e il cancelliere Michel de l'Hopital sono da classificare nel campo dei "post-evangelici", che raggruppa allo stesso modo abativescovi, pastori ed esponenti del parlamento. I post-evangelici concordano su alcuni punti con i calvinisti dal punto di vista teologico. Hanno le stessa concezione augustiniana dell'uomo assolutamente sedotto dal peccato. Si distaccano tuttavia dal protestantesimo sul fatto che per essi l'uomo ha una parte di libero arbitrio che gli evita di cadere arbitrariamente nel bene o nel male. L'uomo è in collaborazione con Dio per fare il bene sulla Terra.
L'emergere di Caterina de' Medici e di Michel de l'Hopital sulla scena politica fa sì che vi sia una progressiva riduzione della pressione sui riformati. Il 17 gennaio 1562 Caterina de' Medici promulga l'Editto di gennaio

Saint-Denis: tomba di Caterina ed Enrico II
che costituisce una vera rivoluzione poiché rimette in causa il legame sacro tra l'unità religiosa e la continuità dell'organizzazione politica. Con l'Editto di gennaio viene autorizzata infatti la libertà di coscienza e di culto per i protestanti, a condizione che questi restituiscano tutti i luoghi di culto di cui si sono appropriati. Questo editto fa parte della politica di concordia voluta da Caterina de' Medici e da Michel de l'Hopital. Secondo loro, i riformati non sono la causa del male che si è abbattuto sulla terra ma un agente di conversione che Dio ha inviato perché l'umanità si renda conto del proprio peccato. La missione dei dirigenti politici è dunque per Caterina de' Medici quella di indurre gli uomini ad allontanarsi dalla corrente di violenza crescente che incombe sul regno. L'Editto di gennaio tuttavia non ha successo a causa degli antagonismi troppo accesi che oppongono protestanti e cattolici.
La prima guerra di religione comincia nel 1562 con la strage di Wassy, ad opera dei Guisa. La morte e l'imprigionamento dei principali capi della guerra permettono a Caterina di riportare la pace nel regno. Prendendo le distanze dai Guisa, la fiorentina accorda infine agli ugonotti la pace di Amboise nel marzo del 1563. L'editto prevedeva già una certa libertà di culto nelle case signorili e nelle città. Nell'agosto 1563 Carlo IX diventa maggiorenne. Caterina abbandona la reggenza, ma Carlo IX le riconferma immediatamente tutti i poteri già posseduti.
Caterina inizia in questo periodo anche a costruire e a trasformare le regge reali: fa rifare le Tuileries da Philibert Delorme e chiede al Primaticcio di costruire il mausoleo dei Valois a Saint-Denis, il capolavoro in onore del defunto Enrico II. Redige nel1564 una lettera per suo figlio “per il controllo della Corte e per il governo”, una serie di consigli a proposito di come un re debba impiegare il proprio tempo e sulla maniera di occuparsi della propria Corte. Tra febbraio e marzo del 1564 organizza grandi feste a Fontainebleau. Il mese di marzo segna anche l'inizio del « grande viaggio attraverso la Francia » di Carlo IX, voluto e organizzato da Caterina. Il viaggio regale dura 28 mesi, fino al 1566. Ad ogni tappa il re si mostra alle città insieme con la regina madre: Caterina vuole far conoscere il giovane sovrano al popolo.
Nel 1567 i conflitti riprendono. È la volta della «sorpresa di Meaux» : Carlo IX e Caterina si rifugiano a Parigi. La popolarità della regina madre diminuisce sempre più nell'opinione pubblica. La situazione peggiora continuamente e la politica di tolleranza pare non funzionare più. Caterina si sposta nuovamente dalla parte dei cattolici e congeda Michel de l'Hopital nel maggio del 1568. Battaglie terribili si succedono, che portano il paese alla rovina. Nel 1570 Caterina spinge i protestanti ad accettare il trattato di Saint Germain.

La notte di San Bartolomeo


Un mattino davanti alle porte del LouvreÉdouard Debat-Ponsan, 1880, Mairie de Clermont-Ferrand

La regina madre Caterina
(1585 circa)

Tuttavia Caterina torna a preoccuparsi presto della crescente importanza del partito ugonotto e dell'influenza che ha sul re l'ammiraglio di Coligny. Questo vecchio capo della Riforma riunisce a sé i rancori di una nobiltà turbolenta. Caterina tenta un'ultima conciliazione tra i due partiti organizzando il matrimonio di sua figlia Margherita con il principe di Borbone Enrico III di Navarra, erede dei possedimenti borbonici e di quelli navarresi. Ma davanti all'intransigenza di entrambi gli schieramenti, acconsente a far abbattere i principali capi ugonotti arrivati a Parigi per le nozze. Il massacro, detto della notte di San Bartolomeo, ha inizio nella notte tra il 24 e il 25 agosto 1572. Delle ipotesi contraddittorie si affrontano ancora oggigiorno sulla responsabilità di questo massacro degli ugonotti presenti a Parigi. Una di queste attribuisce la colpa a Caterina, ma altre insistono sulla volontà ancora latente del giovane re di discostarsi dall'influenza della madre e della sua politica di tolleranza. Questo massacro, che fece diverse migliaia di vittime a Parigi e in provincia, peserà tremendamente sulla popolarità di Caterina nel pensiero dei protestanti e nella storia. Due anni più tardi, Carlo IX muore di tubercolosi. Per cercare di salvare il proprio figlio dalla morte fece officiare una messa nera.

L'instancabile ricerca della concordia

Il duca d'Anjou, terzo figlio di Caterina, succede a suo fratello sotto il nome di Enrico III, dopo essere tornato in Francia dalla Polonia, di cui era stato eletto re. Enrico è il figlio preferito di Caterina e senza dubbio il più intelligente tra i tre. Caterina lo lascia governare da solo, senza tuttavia cessare mai di impegnarsi per la pace. È lei infatti che porta avanti i negoziati e che viaggia attraverso la Francia per far rispettare gli editti di pace. Inizia quindi nel 1578 un secondo viaggio per la Francia che la porta a Nérac dove fa sì che sua figlia Margherita si riconcili con il proprio sposo il re di Navarra. Nel conflitto che vede opposto il re al proprio fratello, Francesco duca d'Alençon, Caterina è costantemente presente affinché si ristabilisca nuovamente la pace. Nonostante abbia ormai quasi raggiunto i sessant'anni, non esita mai a pagare di tasca propria il prezzo dell'impopolarità della corona francese. Nel 1585 parte per l'est per richiamare i Guisa all'ordine. Nel 1586 inizia nel sud-ovest dei negoziati con Enrico di Navarra. Nonostante la diffidenza nei confronti della famiglia reale, dopo il suo peregrinare per il paese quando Caterina è in vista di Parigi, tutta la cittadinanza le muove incontro e acclama questa indomita donna che ancora a 68 anni trova la forza e la caparbietà di lottare per il proprio ideale della concordia: è il vero trionfo di Caterina. Infine, allo scoppio della Giornata delle barricate (1588) la regina madre non ha paura di affrontare la ribellione parigina e percorre a piedi le strade di Parigi aprendosi un varco tra le barricate. A forza di battersi con e contro tutti per l'armonia interna al regno, Caterina de' Medici è divenuta agli occhi dei contemporanei una figura fuori dal comune che impone rispetto. Tuttavia, la sua ostinazione a lottare inutilmente contro degli elementi incontrollabili fa sì che Caterina si allontani dalla realtà e che la sua causa sia più che mai priva di considerazione.

Sconfitta e fine del regno


Tomba di Caterina e di Enrico II, in Saint-Denis
Qualche giorno dopo l'assassinio del duca Enrico di Guisa al castello di Blois nel dicembre 1588, del cui piano il re non l'aveva informata, Caterina si ammala. Muore circondata dall'amore dei propri cari, ma completamente abbattuta per la rovina della sua famiglia e della sua politica. Poiché la Basilica di Saint-Denis è nelle mani dei congiurati, non può esservi sepolta. Le sue spoglie rimangono a Blois ed entreranno a Saint-Denis solo ventidue anni più tardi.
Le accuse secondo cui Caterina avrebbe fatto avvelenare la regina di Navarra Giovanna d'Albret e poi, involontariamente, suo figlio Carlo IX sono solamente l'opera di due romanzieri (Michel Zévaco per la prima e Alexandre Dumas per entrambe) e non si fondano su alcun elemento tangibile.

I figli


Effigi tombali di Caterina e Enrico II

Leggenda nera di Caterina de' Medici

Storiografia

La personalità di Caterina de' Medici è difficile da delineare con precisione perché alla sua figura è da sempre legata una leggenda nera. La tradizione popolare ne ha perpetuato la memoria facendo di lei l'incarnazione della spietatezza, del machiavellismo e del dispotismo. Per molto tempo persino gli storici hanno divulgato questa immagine senza rendersi conto dei propri errori. Un processo di reale disinformazione ha fatto di Caterina de' Medici un mostro sanguinario. Si è dovuto attendere la seconda metà del XX secolo perché la storiografia tradizionale della regina fosse completamente rimessa in questione 
Dall'epoca delle guerre di religione sia i cattolici che i protestanti hanno deriso e disdegnato la politica di tolleranza della regina madre. Un'efficace propaganda rivolta contro i Valois ha perpetuato un'immagine completamente falsata della regina. La sconfitta dei Valois nel 1589 non ne ha permesso la riabilitazione. Peggio, nel XVII secolo, gli storici ed i memorialisti hanno deliberatamente disprezzato questi ultimi per elevare ancor più l'immagine della nuova dinastia dei Borboni. Si dimenticò allora che i magnifici risultati ottenuti da Enrico IV prima e da Richelieu poi non furono che la pura continuità della politica di Caterina de' Medici. Nel XVIII secolo la saggia politica della regina è percepita come un dispotismo opprimente ed arbitrario. La denuncia dei re del resto andava di moda. Marat ripeté con la descrizione dell'oscurantismo le storie più sordide per denunciarli. In questo modo la Rivoluzione Francese diede un aspetto definitivo alla leggenda nera di Caterina de' Medici. Nel XIX secolo gli scrittori, Dumas per primo, la scuola repubblicana e la tradizione popolare ripresero tutti i pregiudizi senza tener conto della totale discordanza tra fatti e leggende.
Oggi la figura di Caterina de' Medici è stata riabilitata dagli storici, tuttavia una opinione popolare tradizionalmente negativa continua ad esistere. In alcuni castelli della Francia, ad esempio, qualche guida continua ancora a raccontare, senza fondamento alcuno che tale armadio di Caterina de' Medici era servito a nascondere i veleni, ovvero le storie più sordide che impressionano il pubblico. Tutto questo ha contribuito ad alimentare la leggenda nera di Caterina de' Medici sino ai giorni nostri.

Leggenda

I principali tratti attribuiti dalla leggenda nera alla figura di Caterina de' Medici sono:
  • una donna dominatrice che cercò di accaparrarsi il potere. Bisogna considerare che Caterina de' Medici aveva la legittimità dalla propria parte. In quanto regina madre, preservare l'eredità dei suoi figli fu per lei un obbligo. Poiché la Francia era messa sottosopra dalle lotte tra fazioni, far rispettare la monarchia e salvaguardare l'integrità del regno era suo dovere. Poiché ebbe preso a cuore questa sua funzione, Caterina de' Medici fu una donna di potere così come lo era stata la sua vicina Elisabetta I. Alla stessa maniera di Francesco I o Enrico IV, anche lei cercò di rendere il potere regale più forte.
  • una donna malvagia che è pronta a ricorrere ai mezzi più estremi per conservare il potere. Cosa non si è detto su questi famosi veleni, su queste trappole segrete o ancora su questi assassini che avrebbe tenuto a suo servizio. Sono insinuazioni per la gran parte senza alcun fondamento. Gli storici hanno creduto a torto che fosse stata lei ad organizzare il massacro della notte di San Bartolomeo. Alcuni l'hanno persino immaginata esaminare con sdegno il mucchio di cadaveri dei protestanti massacrati nel cortile del Louvre.
  • un'adepta del machiavellismo. Gli avversari di Caterina l'accusavano di tergiversare tra i partiti e persino di creare la discordia per regnare meglio. In realtà Caterina de' Medici non si fidava di alcun partito e passò la sua vita a cercar di contenere le loro ambizioni per mettere in luce solamente il re. Sono il degrado del potere reale e la debolezza dei suoi mezzi che obbligano Caterina de' Medici ad appoggiarsi ora a questo ora a quel partito.
  • un'italiana che lascia che la Francia venga governata dagli stranieri. Per molte cose Caterina era considerata come una straniera. È vero che aveva un accento italiano. Quando arrivò in Francia per sposare il duca d'Orléans sapeva a mala pena parlare il francese. D'altro canto, la regina ha effettivamente introdotto nella corte e al potere alcuni dei suoi familiari di origine italiana come i Gondi e i Birague. Ma la maggior parte di questi era cresciuta in Francia e possedeva una cultura ed un'intelligenza raffinata fondata sulla squisita poliedricità del Rinascimento italiano. La loro politica fu sempre rivolta al servizio del loro paese di adozione, purtroppo.
  • una donna irritabile divorata dalla gelosia. Gli scrittori hanno avuto la tendenza a esagerare l'odio di Caterina de' Medici verso Diana di Poitiers, favorita di suo marito. È vero che Caterina non provava alcuna simpatia per colei che chiamava "la puttana del re", ma da qui ad immaginarla una selvaggia vendicativa nei riguardi della favorita alla morte di Enrico II è andare un po' troppo lontano. I romanzieri hanno ripreso a torto la leggenda che Diana de Poitiers fosse incaricata dell'educazione dei figli reali e che ciò causava amarezza alla regina. In realtà Caterina de' Medici vegliava sui suoi figli molto di più di quanto facesse Diana.
  • una donna dedita alla magia, per conseguire i suoi scopi. Sono accertati gli incontri della regina madre con Nostradamus, ma i detrattori la proponevano sempre circondata da maghi, soprattutto italiani, alle prese con pozioni e specchi magici.