lunedì 21 settembre 2015


Elezioni in Grecia, Tsipras rivince. Giura stasera, domani il governo

Syriza si è aggiudicata uno straordinario 35,5% dei voti e 145 seggi. L'ex e prossimo premier: 'Noi duri a morire, è la vittoria della gente'. Ma affluenza giù


Alexis Tsipras giurerà stasera alle 20 (le 19 in Italia) nelle mani del presidente della repubblica greca Prokopis Pavlopoulos, mentre l'esecutivo dovrebbe prestare giuramento domani, secondo quanto si apprende da fonti vicine al neo eletto premier. La giornata del vincitore delle elezioni prevede una riunione con i dirigenti di Syriza, quindi un colloquio con il partner di governo Panos Kammenos, leader dei Greci Indipendenti (Anel). Secondo la stampa, i due stanno valutando la possibilità di mantenere nel nuovo esecutivo alcuni dei membri del governo ad interim. In particolare a Giorgos Chouliarakis - ministro pro tempore delle finanze - potrebbe essere assegnato il delicato nuovo ministero per l'attuazione del Memorandum, mentre Yannis Mouzalas resterebbe ministro per l'immigrazione. Ambienti di Syriza spiegano che il nuovo esecutivo - che conta su una maggioranza di 155 parlamentari tra Syriza e Anel - resterà aperto a collaborazioni con le opposizioni su determinati provvedimenti
I risultati finali  - Con lo scrutinio delle schede praticamente ultimato (99,55%), ecco un riepilogo dei risultati. L'affluenza è stata del 56,55. Syriza 35,47 % (145 seggi) Nea Dimokratia 28,09 % (75) Alba Dorata 6,99 % (18) Pasok 6,28 % (17) KKE 5,55 % (15) Potami 4,09 % (11) Greci Indipendenti 3,69 % (10) Unione centristi 3,43 % (9).
Alexis Tsipras ha vinto ancora, ed è stata la sua vittoria più difficile e forse per questo quella dal sapore più dolce. Syriza, lievemente favorita alla vigilia ma sulla quale pesava la disillusione di molti elettori e l'incertezza economica, si è aggiudicata uno straordinario 35,5% dei voti e 145 seggi. Mentre gli ex alleati di governo nazionalisti 'Greci Indipendenti' avrebbero il 3,7% e 10 seggi. I due riproporranno la stessa alleanza nata a gennaio, forti di una maggioranza di 155 seggi su 300. Lo ha confermato prima Panos Kammenos, leader di Anel, e poi lo stesso Tsipras, che si è portato l'alleato sul palco davanti alla folla di Syriza in tripudio a piazza Klathmonos. "E' una grande vittoria del nostro popolo, è un mandato di quattro anni", ha esultato l'ex e prossimo premier nel discorso della vittoria. "Siamo troppo duri per morire, anche se siamo stati presi di mira da tanti", ha gridato dedicando il successo "a coloro che lottano per un altro domani".

In Grecia e in Europa. Tanto che tra le bandiere che sventolavano in piazza c'erano anche quelle degli alleati europei, tra cui gli italiani di 'L'Altra Europa con Tsipras'. Insomma i greci - almeno quelli che sono andati a votare - non hanno creduto alla narrativa del 'tradimento' dopo il referendum bensì a quella di un primo ministro che ha lottato fino all'ultimo per strappare a Bruxelles (e a Berlino) il miglior accordo possibile. Certo, l'affluenza ai seggi è calata notevolmente - e su questo pesa la disillusione palpabile di molti - ma ad oltre metà dello scrutinio ufficiale sembra essersi attestata sopra il 55%. In un solo colpo, il leader della sinistra, che dopo le sue dimissioni ad agosto aveva visto i suoi consensi sgretolarsi nei sondaggi, ha dunque respinto l'assalto dei conservatori di Nea Dimokratia (che si fermano al 28%), ha visto i suoi ex compagni 'ribelli' di partito di Unità Popolare fallire nel loro intento di entrare in Parlamento, ed ora si prepara a governare di nuovo la Grecia con la promessa di mitigare l'austerità contenuta del memorandum per le classi meno abbienti e tenere i riflettori accesi sulla madre di tutte le sue battaglie: la rinegoziazione del debito greco.