domenica 6 settembre 2015

Riforma Senato, Renzi: disponibili a confronto ma no a veti











Sì al confronto ma no ai veti sulla riforma costituzionale, ha detto oggi il leader del Pd Matteo Renzi chiudendo la festa dell'Unità a Milano.
"Noi siamo sempre disponibili a confrontarci su tutto... Ma se qualcuno pensa di utilizzare la questione della riforma costituzionale per bloccare tutto e ripartire da capo, la forza di chi dice sì è molto più grande. Non accetteremo veti!", ha avvertito Renzi dal palco milanese.
Il riavvio della discussione in Senato, la prossima settimana, sulla legge costituzionale si preannuncia irto di ostacoli per il premier, che deve fare i conti non solo con le opposizioni ma anche con almeno 25 senatori del suo partito che chiedono di tornare all'elezione diretta dei membri di Palazzo Madama.
"Vi sembra normale per un partito come il nostro passare il tempo a rincorrere discussioni interne sulle correnti, che allontana anche i nostri, e non capire che la sfida è questa?", ha detto a proposito dell'emergenza immigrazione.
E proprio alla crisi dei rifugiati Renzi ha dedicato buona parte dei circa tre quarti d'ora del suo intervento.
"Non si può strumentalizzare anche questo, bisogna tornare ad essere umani... Non c'è il Pd contro la destra, ma ci sono gli umani contro le bestie. In Germania la cancelliera Angela Merkel, che guida la destra tedesca, apre le porte ai rifugiati", ha spiegato Renzi.
Renzi è poi tornato sul tema della Legge di stabilità, che il governo deve presentare entro il 15 ottobre, dopo aver lanciato un messaggio alle autorità europee dicendo, ieri a Cernobbio, che l'Italia discuterà la velocità della discesa del debito perché deve continuare a favorire la crescita economica.
"Con la Legge di stabilità del prossimo anno inizieremo a ridurre il debito, ma lo facciamo per i nostri figli e i nostri nipoti, non perché ce lo chiede un leader europeo... La flessibilità che chiediamo in Europa è il buon senso di capire che l'Europa non può essere solo un insieme di regole tecnocratiche".