sabato 17 ottobre 2015

NESSUNO TOCCHI CAINO

no alla pena di morte nel mondo



PENA DI MORTE: D'ELIA, RINGRAZIO RENZI PER AVER CITATO NESSUNO TOCCHI CAINO
15 ottobre 2015: “Desidero rivolgere un ringraziamento al presidente del consiglio Matteo Renzi che ci ha onorati della citazione oggi in Aula alla Camera, in presenza di un ottimo segretario della Nazioni Unite Ban Ki Moon, il quale proprio sulla questione della pena di morte è stato il segretario che più si è esposto e più ha collaborato anche con noi e che nei suoi rapporti sulla pena capitale non manca mai di citare il nostro lavoro di monitoraggio”. Lo dice a Radio Radicale il segretario di Nessuno tocchi Caino Sergio D'Elia.

“Grazie a Renzi per questo riconoscimento- dice ancora D'Elia - che avviene a pochi giorni da un altro importante tributo che lui ha deciso di dare a Nessuno Tocchi Caino, ma io dico alla storia del Partito Radicale e al suo impegno per i diritti umani attraverso la elezione di Elisabetta Zamparutti quale rappresentante italiana nell'ufficio di prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa, elezione sulla quale il governo si è speso molto”.
“A Renzi – aggiunge D'Elia- voglio dire che proprio a partire da queste sue parole, ma anche dalla elezione di Elisabetta Zamparutti, forse è il caso che ci vediamo. Proprio Elisabetta ha scritto una lettera nella quale ha chiesto a Mattero Renzi con urgenza un incontro, perché vogliamo offrire allo Stato italiano una nuova battaglia che ha lo stesso valore della moratoria sulle esecuzioni capitali, che propone una soluzione importante, decisiva proprio per affrontare le emergenze di questo tempo in varie parti del mondo, si tratta della battaglia per la transizione verso lo stato di diritto e il diritto umano alla conoscenza. Speriamo che tra i suoi tanti impegni Matteo Renzi trovi anche il tempo di incontrarci, perché io credo che noi siamo in grado di assicurare allo Stato italiano in quanto tale non solo un progetto, quello per lo stato di diritto e il diritto alla conoscenza, ma anche per assicurare un pieno successo dello Stato italiano al Consiglio di sicurezza delle N  azioni Unite, che potrà fare del nostro Paese il protagonista di un vero e proprio ordine mondiale, fondato sul diritto, sui diritti umani universali, come abbiamo già fatto con la battaglia per la moratoria delle esecuzioni capitali e con la messa la bando delle mutilazioni genitali. E' un progetto che noi offriamo al governo italiano che giustifica e rafforza la sua candidatura come membro non permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”.


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NESSUNO TOCCHI CAINO - NEWS FLASH

IRAN: IMPICCATA PER UN OMICIDIO CHE AVREBBE COMMESSO A 17 ANNI
13 ottobre 2015: una ragazza è stata impiccata in Iran per un omicidio che avrebbe commesso quando aveva 17 anni. La notizia è stata riportata da fonti legate a Iran Human Rights, secondo cui la 23enne Fatemeh Salbehi è stata giustiziata la mattina presto nel carcere Adelabad di Shiraz, nel sud dell’Iran.
Fatemeh era stata accusata dell’omicidio del marito, il 30enne Hamed Sadeghi, che aveva sposato quando aveva 16 anni.
Nel 2008 il corpo di Hamed fu trovato nella loro abitazione e Fatemeh, che all’epoca andava ancora a scuola, fu accusata dell’omicidio.
In occasione degli interrogatori, alla ragazza non fu consentito alcun accesso ad un avvocato.
Nonostante abbia ratificato la Convenzione Onu sui Diritti del Fanciullo, la Repubblica Islamica ha messo a morte almeno 16 minorenni dal 2014. 

SRI LANKA: BOIA ASSUNTI PER ‘FACILE LAVORO AMMINISTRATIVO’
14 ottobre 2015: le autorità dello Sri Lanka hanno reso noto di aver assunto due nuovi boia in sostituzione di quello precedente, che ha lasciato l’incarico subito dopo aver visto il patibolo per la prima volta.
Nemmeno altri due boia assunti nel 2013 riuscirono a presentarsi al lavoro.
Il Paese non effettua esecuzioni dal 1976 ed il compito che dovranno svolgere i due neo-assunti è stato descritto dalle autorità come "facile lavoro amministrativo".
"Nel caso il governo voglia effettuare esecuzioni, dobbiamo essere preparati", ha detto il Commissario delle Prigioni, Generale Rohana Pushpakumara.
Nonostante i 1.116 condannati rinchiusi nel braccio della morte, le condanne capitali negli ultimi 40 anni sono state commutate regolarmente in ergastolo, inoltre lo Sri Lanka il mese scorso ha ufficialmente riconosciuto di non voler per ora eseguire condanne capitali.
Tuttavia, ci sono state richieste di ripresa delle esecuzioni dopo un forte aumento nel Paese di abusi sui minori, stupri, omicidi e traffici di droga dopo la fine della guerra civile nel 2009.
La scorsa settimana il governo ha chiarito di essere contrario alla ripresa delle esecuzioni, anche se il presidente Sirisena ha detto che l’avrebbe sostenuta in caso di approvazione da parte del Parlamento, dal momento che la pubblica opinione è favorevole.
Solo 14 dei 24 candidati al posto di boia hanno sostenuto il colloquio di lavoro, ha detto alla BBC singalese il Gen Pushpakumara.
"Sono arrabbiato con i trafficanti di droga, gli assassini e quelli che violentano i bambini, quindi non esiterei un istante se mi si chiedesse di giustiziarli", ha detto uno dei candidati, un ex soldato.
Un altro ha detto di essere stato attratto dal leggero carico di lavoro.
"Se volessero l’esecuzione di qualcuno io sarei pronto, ma sembra improbabile", ha detto.
Il posto di boia era vacante dal 2014, quando il boia precedente andò via per lo stress sopraggiunto dopo aver visto la forca nella capitale Colombo.:

ARABIA SAUDITA: 135 ESECUZIONI DA INIZIO ANNO
15 ottobre 2015: un uomo è stato decapitato in Arabia Saudita per un omicidio commesso con arma da fuoco nel corso di una lite.
Lo ha comunicato il Ministero degli Interni saudita, identificando il giustiziato come Abdullah al-Ahmari, cittadino saudita, la cui esecuzione è avvenuta nella regione sud-occidentale di Asir.
Giungono così a 135 le persone messe a morte finora in Arabia Saudita dall’inizio dell’anno, sulla base di un conteggio tenuto dall’agenzia AFP. In tutto il 2014 le esecuzioni nel Regno erano state 87.
La pena di morte è prescritta nel Paese per omicidio, stupro, rapina armata, traffico di droga, stregoneria, adulterio, sodomia, omosessualità, apostasia (rinuncia all’Islam), terrorismo, tradimento, spionaggio, reati militari.
(Fonti: Afp, 15/10/2015)
Per saperne di piu' :

TEXAS (USA): GIUSTIZIATO LICHO ESCAMILLA
15 ottobre 2015: Licho Escamilla, 33 anni, ispanico, è stato giustiziato in Texas.
Era stato condannato a morte il 24 ottobre 2002 con ‘accusa di aver ucciso il poliziotto Kevin James, 34 anni, intervenuto per sedare una rissa.
Escamilla, che all’epoca aveva 19 anni, 3 settimane prima aveva ucciso un vicino di casa, Michael Torres.
L’esecuzione, durata 18 minuti, apparentemente non ha avuto problemi. A giudicare dalle ultime parole di Escamilla, anche nel suo caso il Papa potrebbe aver chiesto alle autorità di commutare la pena, ma la cosa non è certa.
Escamilla diventa il 12° giustiziato di quest’anno in Texas, il 530° da quando il Texas ha ripreso le esecuzioni nel 1982, il 24° dell’anno negli Usa, e il n° 1418 da quando gli Usa hanno ripreso le esecuzioni nel 1977.