domenica 4 ottobre 2015

NESSUNO TOCCHI CAINO..........

No alla pena di morte !!!!!!!!!!

1.  LA STORIA DELLA SETTIMANA : USA: DUE ESECUZIONI IN GEORGIA E VIRGINIA, SOSPESA IN OKLAHOMA L’ESECUZIONE DI GLOSSIP 2.  NEWS FLASH: ONU: CONSIGLIO DIRITTI UMANI CONSEGNA SUE RACCOMANDAZIONI AGLI USA 3.  NEWS FLASH: EGITTO: 16 JIHADISTI CONDANNATI A MORTE PER UCCISIONE DI POLIZIOTTI 4.  NEWS FLASH: INDIA: CINQUE CONDANNE A MORTE PER LE BOMBE SUI TRENI DI MUMBAI DEL 2006 5.  NEWS FLASH: IRAN: CONDANNA A MORTE COMMUTATA IN DUE ANNI DI STUDI TEOLOGICI 6.  I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA :


USA: DUE ESECUZIONI IN GEORGIA E VIRGINIA, SOSPESA IN OKLAHOMA L’ESECUZIONE DI GLOSSIP
2 ottobre 2015: due detenuti sono stati giustiziati negli Stati Uniti in questi ultimi giorni, mentre l’esecuzione di un terzo prigioniero è stata sospesa all’ultimo momento.

Il 30 settembre Kelly Renee Gissendaner, 47 anni, Bianca, è stata giustiziata in Georgia.
È la prima donna giustiziata nello Stato in 70 anni.
Gissendaner era stata condannata a morte nel 1998 con l’accusa di aver fatto uccidere, il 7 febbraio 1997, il marito per incassarne l’assicurazione sulla vita.
Gregory Owen, amante della donna, confessò l’omicidio di Douglas Gissendaner, testimoniò contro la donna, ed in cambio ha ottenuto una condanna all’ergastolo.
Nel 2022 Owen potrebbe ottenere la libertà condizionale.
È la prima volta da quando la pena di morte è stata reintrodotto nello stato nel 1976 che una persona viene giustiziata per complicità in omicidio, e non per averlo compiuto direttamente.
Gissendaner diventa la 3° persona giustiziata quest’anno in Georgia, la 58° da quando lo stato ha ripreso le esecuzioni nel 1983.
Sempre il 30 settembre, pochi minuti prima della prevista esecuzione, la governatrice dell’Oklahoma Mary Fallin ha concesso una sospensione di 37 giorni al prigioniero Richard Glossip.
Il 1° ottobre il Procuratore Generale Scott Pruitt ha chiesto alla Corte d'Appello dell’Oklahoma di sospendere a tempo indeterminato tutte le esecuzioni dello Stato. Pruitt ha detto inoltre che il suo ufficio sta avviando un’indagine sulle circostanze relative alla prevista esecuzione di Glossip.
Glossip, 51 anni, bianco, secondo l’accusa avrebbe incaricato Justin Sneed, 19 anni, di uccidere il suo datore di lavoro, Barry Van Treese, che fu picchiato a morte il 7 gennaio 1997.
Sneed ha raggiunto un accordo con la pubblica accusa, ha confessato, e testimoniato contro Glossip. Entrambi gli uomini sono stati condannati per omicidio di primo grado nel 1998, ma in cambio della collaborazione Sneed ha ottenuto una condanna all’ergastolo senza condizionale.
I difensori di Glossip sostengono di essere entrati in possesso recentemente di testimonianze giurate di ex detenuti che asseriscono di aver raccolto le confidenza di Sneed, confidenze nelle quali l’uomo ammetterebbe di aver “incastrato” Glossip.
L’attenzione attorno all’esecuzione di Glossip aveva iniziato a cresce nei mesi scorsi, quando del caso hanno iniziato ad occuparsene, tra gli altri, la nota attrice Susan Sarandon e Suor Helen Prejean.
A favore di Glossip era intervenuto anche il Vaticano. In una lettera scritta a nome di Papa Francesco dal Nunzio Apostolico negli Usa, l’arcivescovo Vigano, veniva chiesto alla Governatrice un gesto di clemenza che “darebbe una forte testimonianza del valore e della dignità della vita di ogni persona”.
Apparentemente la governatrice Fallin non ha voluto dare soddisfazione ai sostenitori di Glossip sul tema della sua innocenza. La governatrice ha infatti concesso il rinvio “fino al 6 novembre” perché lo stato deve valutare meglio il previsto uso di un nuovo farmaco letale, l’acetato di potassio.
Alfredo Prieto, 49 anni, ispanico, è stato giustiziato il 1° ottobre in Virginia.
Prieto era ritenuto un serial killer che tra il 1988 e il 1990 avrebbe ucciso 9 persone.
In Virginia era accusato di aver ucciso, il 4 dicembre 1988, Rachael A. Raver e Warren H. Fulton, due fidanzati di 22 anni. La ragazza venne anche violentata.
Prieto diventa il 1° detenuto giustiziato quest’anno in Virginia, il 111° da quando la Virginia ha ripreso le esecuzioni nel 1982, il 22° dell’anno negli Usa, e il n° 1416 da quando gli Usa hanno ripreso le esecuzioni nel 1977.


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NESSUNO TOCCHI CAINO - NEWS FLASH

ONU: CONSIGLIO DIRITTI UMANI CONSEGNA SUE RACCOMANDAZIONI AGLI USA
28 settembre 2015: il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha consegnato agli Stati Uniti 343 “raccomandazioni”.
Nell’ambito degli aggiornamenti periodici che riguardano tutti i paesi membri, l’UNHRC ha mosso critiche agli Usa per le disparità razziali nel sistema penale, per l’uso eccessivo della forza da parte della polizia, e per l’uso della pena di morte.
Delle 343 raccomandazioni formulate dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra, gli Stati Uniti ne hanno accettato 44 aventi a tema l’eliminazione delle discriminazioni razziali, l’uso eccessivo della forza da parte della polizia e la presenza di pregiudizi razziali nella pena di morte.
Inoltre, gli Stati Uniti hanno “accettato parzialmente” altre 20 raccomandazioni, e ne hanno respinta 1, che chiedeva l’istituzione di una commissione indipendente per perseguire i reati di matrice razzista.
Durante il processo di revisione tra pari – al quale partecipano 117 paesi membri dell'ONU e al quale ogni paese deve sottostare ogni quattro anni - la comunità internazionale è stata in grado di valutare e fornire commenti e raccomandare modifiche. La commissione ha invitato gli Stati Uniti – paese che spesso si caratterizza come un faro dei diritti umani e critica altre nazioni sul loro rispetto dei diritti umani - ad abolire la pena di morte, porre fine omicidi extragiudiziali (quelli commessi dalla polizia), e proteggere i diritti umani dei popoli indigeni e immigrati.
Il Consiglio ha inoltre esortato gli Stati Uniti a perseguire i responsabili di torture e chiudere la sua struttura di detenzione di Guantanamo Bay a Cuba.
La delegazione francese ha raccomandato agli Stati Uniti di "prendere le misure necessarie per combattere le pratiche discriminatorie della polizia basate sull'origine etnica". Nel frattempo, la Malesia ha suggerito gli Stati Uniti di "raddoppiare i propri sforzi nella lotta contro la violenza e l'uso eccessivo della forza da parte delle forze dell'ordine sulla base di profiling razziale attraverso la formazione, la sensibilizzazione e la sensibilizzazione della comunità, oltre ad assicurare adeguate indagini e perseguimento degli illeciti quando si verificano".
Gli Stati Uniti hanno accettato queste raccomandazioni inter pares, ma hanno anche voluto spiegare i criteri con cui le hanno accettate. “Alcune raccomandazioni ci chiedono di realizzare un ideale, ad esempio, porre fine alle discriminazioni, o alla brutalità della polizia. Altre richiedono un intervento che non è del tutto all’interno dei nostri poteri di Ramo Esecutivo Federale, ad esempio, adottare leggi, ratificare trattati, o agire a livello dei singoli stati che compongono gli Usa" gli Stati Uniti scritto in una risposta ufficiale al processo di revisione. "Accettiamo, o accettiamo parzialmente le raccomandazioni quando ne condividiamo gli ideali, e facciamo seri sforzi per raggiungere gli obiettivi richiesti, e intendiamo continuare a farlo. Tuttavia, riconosciamo, realisticamente, che gli Stati Uniti potrebbero non riuscire mai a realizzare completamente quanto è richiesto nelle raccomandazioni, almeno non se le si intende prese alla lettera". Gli Stati Uniti ha aggiu
 nto: "Noi accettiamo quelle raccomandazioni nei settori nei quali abbiamo già preso iniziative, stiamo prendendo iniziative, e intendiamo continuare a prendere iniziative. Senza che questo però implichi in alcun modo che i nostri sforzi attuali o precedenti non abbiano avuto successo, o che queste azioni siano necessariamente richieste dalla legge. Per quanto riguarda le proposte modifiche al sistema giudiziario, facciamo notare che non possiamo prendere impegni precisi perché non abbiamo il controllo dell'esito dei procedimenti giudiziari ".
Le raccomandazioni hanno definito “molto permissive” le leggi in vigore che riguardano l’uso della forza da parte della polizia. Citando un rapporto pubblicato nel giugno 2015 da Amnesty International ("Deadly Force: Police Use of Lethal Force In The United States") sembra che tutti i 50 stati, e il Distretto di Colombia non rispettino le leggi e gli standard internazionali sull’uso letale della forza da parte delle forze dell’ordine. Inoltre 9 stati, più il Distretto di Colombia (Washington) non hanno nei codici nessuna legge che regoli l’uso letale della forza da parte della polizia, mentre 13 stati hanno leggi che non rispettano nemmeno al livello più basso quanto previsto dalla legge costituzionale degli Stati Uniti. Alcuni stati prevedono che l’uso letale della forza possa essere utilizzato “per vincere la resistenza all’arresto”, per fermare qualcuno “sospettato di reato”, per sedare “una rivolta o un ammutinamento, per prevenire un’evasione dal carcere, o per prevenire
  reati anche di basso livello come il furto. Alcuni stati autorizzano anche i privati cittadini che collaborano volontariamente con le forze dell’ordine all’uso della forza letale. Negli ultimi anni, l'uccisione di persone di colore disarmate da parte della polizia ha ricevuto l'attenzione nazionale e internazionale, e ha stimolato la crescita di un movimento nero contro la violenza della polizia. Secondo The Counted, un database gestito dalla testata The Guardian, 861 persone sono state uccise dalla polizia negli Stati Uniti nel corso del 2015. I Neri vengono uccisi dalle forze dell'ordine a un tasso di 5,1 per milione, rispetto a 2,08 per i Bianchi e 2,27 per gli Ispanici. Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite è un organismo delle Nazioni Unite (UNHRC, in inglese United Nations Human Rights Council), con sede a Ginevra; organo sussidiario dell'Assemblea generale, lavora a stretto contatto con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. (Fon
 te: Atlanta Black Star, 28/09/2015)


EGITTO: 16 JIHADISTI CONDANNATI A MORTE PER UCCISIONE DI POLIZIOTTI
1 ottobre 2015: un tribunale egiziano ha condannato a morte 16 jihadisti nella ripetizione di un processo con l'accusa di aver ucciso 25 poliziotti nella penisola del Sinai, due anni fa, ha reso noto un funzionario del tribunale.
Membri del gruppo erano stati riconosciuti colpevoli alla fine dello scorso anno e condannati a morte o a lunghe pene detentive, tuttavia la Corte di Cassazione ha annullato le condanne e ordinato un nuovo processo.
Quest’ultimo verdetto verrà inviato al mufti d'Egitto, la più alta autorità religiosa islamica del Paese, per un giudizio non vincolante.
I verdetti finali saranno annunciati il 14 novembre, momento in cui le condanne a morte saranno confermate o commutate in pene detentive.
Il caso riguarda l’attacco dell’agosto 2013 con razzi su due minibus che trasportavano poliziotti nel nord del Sinai.
I militanti islamici hanno ucciso centinaia di soldati e poliziotti da quando l'esercito ha rovesciato il presidente islamista Mohamed Morsi nel 2013, effettuando un giro di vite contro i suoi sostenitori.
La maggior parte degli attacchi sono avvenuti nello scarsamente popolato nord del Sinai, che confina con la Striscia di Gaza e Israele.
L'anno scorso, i militanti jihadisti nel Sinai hanno stretto un patto di fedeltà con lo Stato Islamico.
(Fonti: Agence France-Presse, 01/10/2015) Per saperne di piu' :

INDIA: CINQUE CONDANNE A MORTE PER LE BOMBE SUI TRENI DI MUMBAI DEL 2006
30 settembre 2015: un tribunale di Mumbai ha condannato a morte cinque persone e altre sette all’ergastolo in relazione agli attentati esplosivi del 2006 contro dei treni locali, in cui morirono 188 persone e più di 700 restarono ferite. Il giudice Yatin Shinde, del tribunale per il Controllo del Crimine Organizzato dello stato di Maharashtra (MCOCA), ha emesso condanne capitali nei confronti di Faisal Sheikh, Asif Khan, Kamal Ansari, Ehtesham Sidduqui e Naveed Khan, per aver piazzato le bombe sui treni.
Mohammed Sajid Ansari, che si occupò dei circuiti elettrici delle bombe, Mohammed Ali, che mise a disposizione casa sua per la fabbricazione delle bombe, Tanveer Ansari, Majid Shafi, Muzzammil Shaikh, Sohail Shaikh e Zamir Shaikh sono i condannati all’ergastolo.
Il collegio difensivo ha annunciato che presenterà appello presso l’Alta Corte di Mumbai, sostenendo che siano stati puniti degli innocenti. Le sette esplosioni dell’11 luglio 2006 avvennero tutte in un arco di 11 minuti, dalle 18:24 alle 18:35.:

IRAN: CONDANNA A MORTE COMMUTATA IN DUE ANNI DI STUDI TEOLOGICI
30 settembre 2015: la condanna a morte di un cittadino iraniano riconosciuto colpevole di aver insultato il profeta Maometto è stata commutata: in base alla nuova sentenza dovrà leggere 13 libri di religione e studiare teologia per due anni.
Soheil Arabi, 31 anni, era stato arrestato dai membri delle Guardie Rivoluzionarie iraniane nel novembre 2013 in relazione a dei post su Facebook che la magistratura ha ritenuto offensivi per il fondatore dell'Islam. Era stato riconosciuto colpevole di blasfemia e condannato a morte.
Questa settimana si è appreso che un tribunale di grado superiore ha annullato la condanna a morte ed emesso una nuova sentenza, che stabilisce una carcerazione di 90 giorni.
Arabi comunque non uscirà dalla prigione in tempi brevi dal momento che sta scontando anche una condanna a sette anni e mezzo per aver insultato il leader supremo, l'ayatollah Ali Khamenei, e altre accuse simili.
La commutazione della condanna a morte di Arabi è la prima decisione del genere assunta da un tribunale iraniano.
Il giornale statale Jamejam ha riportato che Arabi dovrà preparare un sommario di 5-10 pagine per  ciascuno dei 13 libri religiosi che leggerà. Dovrà anche scrivere un articolo sulla religione con riferimenti a quei libri. Dovrà infine studiare teologia per due anni e ogni tre mesi rendere conto alle autorità dei suoi progressi.