martedì 9 febbraio 2016

          SAN LORENZO        firenze

SACRESTIA VECCHIA-  BRUNELLESCHI- DONATELLO

Se l’Ospedale degli Innocenti lo ammiriamo soprattutto per il preciso disegno della facciata, in altri edifici è la risoluzione dello spazio interno a mostrarci il nuovo spirito dell’architettura rinascimentale del Brunelleschi. Due furono le chiese sulle quali lavorò Brunelleschi, San Lorenzo e Santo Spirito, ma si trattò di due edifici già esistenti che egli fu chiamato a ristrutturare. Il suo tentativo fu sicuramente quello di conformare l’interno di queste due chiese alla spazialità di un edificio classico, ma la cosa non fu sempre agevole, anche per il completamento dei lavori solo dopo la sua morte. In due altri edifici, di nuova progettazione, egli poté invece mostrare tutta l’originalità del suo approccio all’architettura. Si tratta di due piccoli edifici: la Sagrestia vecchia di San Lorenzo (così chiamata per distinguerla da quella nuova realizzata da Michelangelo nel XVI secolo), e la Cappella Pazzi. In entrambi i casi la realizzazione di questi edifici si risolse in un mirabile gioco di incastri di forme geometriche semplici, ma in così mirabile combinazioni da lasciare ammirati per tanta mirabile chiarezza geometrica.


Nel caso della Sagrestia vecchia di San Lorenzo, l’edificio parte da una pianta quadrata, alla quale si affianca un altro piccolo quadrato che contiene lo spazio dell’altare. Il quadrato più piccolo ha il lato esattamente pari ad un terzo del lato del quadrato più grande. In questo modo la parete nel quale si apre l’altare si presenta ripartito in maniera precisa: sui due lati due pareti (nelle quali si aprono due porte con colonne e timpani) proseguono nell’arco soprastante, il quale è a sua volta chiuso dai pennacchi che raccordano la volta a cupola al quadrato della pianta. Sulle altre tre pareti il disegno si ripete in maniera uguale, dando all’intero ambiente la sensazione di una perfezione geometrica assoluta. Sullo spazio quadrato che contiene l’altare, Brunelleschi ripropone la soluzione strutturale della cupola raccordata con pennacchi alla base quadrata. Nei quattro archi che disegnati sulle pareti sono inseriti quattro perfetti medaglioni circolari, che vengono riproposti di eguale misura anche nei pennacchi. Un gioco, come si vede, di incastri di forme perfette che definiscono mirabilmente spazi e strutture.