sabato 19 marzo 2016

ASSOCIAZIONE COSCIONI    



CONSULTA, AVVOCATI: SU LEGGE 40 E' PIENA FACOLTA' DEI GIUDICI AUDIRE RICERCATORI ED ESPERTI

Dichiarazione congiunta degli avvocati:
Filomena Gallo, Gianni Baldini, Massimo Clara, Cinzia Ammirati, rispettivamente legali della coppia e dell'associazione Vox

Il prossimo 22 marzo dinanzi alla Corte Costituzionale sarà all'esame il divieto stabilito dall'art. 13 della legge 40 di utilizzo per la ricerca degli embrioni residuali non idonei per una gravidanza.
Abbiamo presentato istanza alla Corte Costituzionale affinché possa essere valutata la possibilità che rientra nelle funzioni esclusive della Corte di azionare i poteri istruttori (come avviene normalmente anche in Corte EDU) attesa la natura delle questioni in discussione e la specificità della cultura scientifica di cui si discute che ha ricaduta costituzionale per la tutela della ricerca scientifica, il diritto alla scienza finalizzata alla tutela della salute collettiva. 
La giurisprudenza Costituzionale ha affermato nel tempo che “Salvo che entrino in gioco altri diritti o doveri costituzionali, non è, di norma, il legislatore a poter stabilire direttamente e specificamente quali siano le pratiche terapeutiche ammesse, con quali limiti e a quali condizioni. Poiché la pratica dell’arte medica si fonda sulle acquisizioni scientifiche e sperimentali, che sono in continua evoluzione, la regola di fondo in questa materia è costituita dalla autonomia e dalla responsabilità del medico che, sempre con il consenso del paziente, opera le scelte professionali basandosi sullo stato delle conoscenze a disposizione. Autonomia del medico nelle sue scelte professionali e obbligo di tener conto dello stato delle evidenze scientifiche e sperimentali, sotto la propria responsabilità, configurano dunque un altro punto di incrocio dei principi di questa materia.”

La tutela delle blastociti/embrioni residuati a cicli di procreazione medicalmente assistita, che non sono idonei per una gravidanza  e sono quindi  destinati a perire senza destinazione nei crioconservatori, non trova fondamento normativo e non può limitare l'accesso ai benefici della ricerca per i cittadini italiani che invece godono di tutele costituzionali.