venerdì 11 marzo 2016

MICHELANGELO BUONARROTI-LA BATTAGLIA DEI 
CENTAURI-CASA BUONARROTI FIRENZE
Di poco posteriore alla Madonna della Scala, la Battaglia dei centauri è databile agli anni della formazione al giardino di San Marco dello scultore adolescente. Secondo Condivi e Vasari l'opera, la prima di una lunga serie di incompiuti, fu eseguita per Lorenzo il Magnifico su un soggetto proposto da Angelo Poliziano. I due biografi non concordano sull'identificazione di questo soggetto, che per il Condivi sarebbe il Ratto de Deianira e la zuffa de Centauri mentre per il Vasari è la Battaglia di Ercole coi Centauri. L'ipotesi più probabile, nonostante il titolo ormai usato in tutta la letteratura, sembra essere il primo, poiché qua e là si scorge anche qualche donna: in alto a sinistra e a destra, dietro l'uomo dal torso ben tornito.
Altri studiosi hanno ipotizzato che il rilievo, nel dettaglio, rappresentasse le favole di Igino, Teseo in Dante, Teseo contro i centauri, o il ratto di Ippodamia da parte del centauro Eurito durante le sue nozze con Piritoo, che diede origine alla battaglia fra Centauri e Lapiti, come descritto nelle Metamorfosi di Ovidio (libro XIII).
L'opera è da sempre ricordata nel palazzo dei Buonarroti.