venerdì 4 marzo 2016

VENERE ED AMORINO -MICHELANGELO-FIRENZE

L'opera si trova inserita in una delle "panoplie" nel cortile di Michelozzo, tra iscrizioni e rilievi antichi sistemati in questa cornice all'epoca dei Riccardi, tra il 1715 e il 1719.
Non è infrequente che tra i busti e i rilievi delle incrostazioni siano state inserite anche opere moderne, o perché scambiate con antiche, oppure perché scolpite appositamente per riempire i vuoti secondo schemi tematici e di simmetria, effettuando dei veri e propri falsi storici.
Poco si conosce dell'attività del giovane Michelangelo negli anni in cui era ad apprendistato nel Giardino di San Marco, ospitato proprio a palazzo Medici sotto la protezione di Lorenzo il Magnifico. Le poche opere citate dalle fonti relative a questo periodo sono perdute, e i soli oggetti di confronto pressoché sicuri sono la Battaglia dei centauri e la Madonna della Scala. Il confronto con quest'ultima opera risulta illuminante per il rilievo in questione.
È verosimile che l'opera sia rimasta a palazzo Medici e che dopo il passaggio a Riccardi possa essere stata scambiata per antica, più o meno deliberatamente, e inserita nel complesso decorativo. È stato ipotizzato che l'opera in origine avesse dimensioni maggiori, fino a una lunghezza di 67/68 cm circa, con un rapporto di 2:3 con l'altezza.