mercoledì 13 aprile 2016

AUTORE SCONOSCIUTO-SARCOFAGI DELLE SORELLE-
MUSEO ARCHEOLOGICO FIRENZE 

I due sarcofagi, provenienti da Chiusi e capolavori dell'arte plastica etrusca in terracotta, contengono iscrizioni che hanno permesso di leggere i nomi delle due donne effigiate, appartenenti alla stessa casata chiusina e forse sorelle. Esse sono ritratte distese nell'atto di scostarsi il velo dalla testa, mentre con la mano sinistra tengono uno specchio: quello di Thanunia è aperto, quello di Larthia è chiuso.
La cassa del sarcofago di Thanunia ha le estremità ornate da pilastrini eolici, che invece in quello di Larthia compaiono anche al centro. Il singolare fregio dorico che si svolge sulle casse ha al centro rosette particolarmente ornate nel caso di Larthia, e che in quello di Thanunia sono separate al centro da triglifi con doppia serie di gocce (superiore e inferiore). I letti sono dotati di alti cuscini.
Le due donne, appartenenti a una delle più ricche famiglie chiusine, mostrano il loro status vestendo abiti dai complicati panneggi, che ricadono sinuosi, e sono adorne di armilla, diadema, orecchini e collana. Soprattutto nel sarcofago di Thanunia, raffigurata come una più matura matrona, il panneggio mostra un complesso studio, che evita ripetizioni o incertezze; il gesto di scostarsi il velo, sebbene tradizionale, appare sciolto, così come realisticamente sono rappresentate le parti nude del corpo.

I volti, come consueto nell'arte funeraria etrusca, sono idealizzati secondo le fattezze classicheggianti, in questo caso femminili, senza pretese di essere somiglianti ai defunti, e quindi non classificabili propriamente come ritratti.
Abbondanti sono i resti della policromia, più sobria nel sarcofago di Thanunia, più sovraccarica nell'altro.