lunedì 4 aprile 2016

BACCIO BANDINELLI-PIETA' SANTISSIMA ANNUNZIATA 
FIRENZE 
Figlio di un famoso orafo fiorentino, Michelangelo Brandini, fu mandato a studiare disegno e pittura, ma fu nella scultura che scoprì il suo talento, quindi si dedicò solo a questa arte.
Fu allievo di Giovan Francesco Rustici, subì poi l'influenza determinante di Michelangelo, di cui divenne imitatore e rivale. Giorgio Vasari riporta come la devozione verso il Buonarroti sfociasse in invidia, con l'episodio dei cartoni della Battaglia di Cascina, un affresco che Michelangelo avrebbe dovuto eseguire per Palazzo Vecchio, ma che non fu mai messo in opera. I cartoni erano esposti in Palazzo Medici e moltissimi giovani artisti andavano a studiarli e copiarli, tra i quali Baccio era uno dei più devoti, arrivando ad ottenere la chiave della stanza dove erano custoditi. Non riuscendo però ad arrivare nel disegno alla forza espressiva di Michelangelo egli prima sottrasse i cartoni tagliandoli in riquadri, poi li distrusse in un accesso di rabbia durante i tumulti che seguirono il reinsediamento dei Medici del 1512.
Rilievi dal coro del Duomo di Firenze
Dal 1518 è a Loreto dove realizza buona parte della scultura del pannello relativo alla Nascita della Vergine per il rivestimento marmoreo della Santa Casa.
Lavorò a Genova, dove gli venne commissionata l'incompiuta statua di Andrea Doria, che restò a Carrara allo stato di abbozzo (utilizzata per abbellire la fontana del Gigante posta in piazza del Duomo), mentre a Roma eseguì il modellino del San Michele da porre al culmine di Castel Sant'Angelo.