venerdì 1 aprile 2016

NANNI DI BANCO-SANCTI QUATUOR CORONATI 
ORSANMICHELE FIRENZE


Il gruppo dei Quattro Santi Coronati di Nanni di Banco fa parte del ciclo delle quattordici statue dei protettori delle Arti di Firenze nelle nicchie esterne della chiesa di Orsanmichele. Fu commissionato dall'Arte dei Maestri di Pietra e Legname e risale al 1409 circa-1416/17. È in marmo apuano ed è composto da quattro figure; la più alta misura 203 cm. Oggi si trova conservato all'interno del Museo di Orsanmichele, mentre all'esterno è sostituito da una copia.
I Quattro santi coronati (Casorio, Claudio, Sempronio e Nicostrato) furono quattro martiri del tempo di Diocleziano. Essi erano tradizionalmente scultori che si rifiutarono di erigere una statua al dio Esculapio per l'imperatore, a causa della loro fede cristiana, e per questo vennero perseguitati. Il loro ruolo di protettori della categoria di scultori e architetti è testimoniato dal rilievo alla base del tabernacolo, dove i Quattro Santi sono raffigurati alle prese con opere di costruzione, di falegnameria, di calcolo architettonico e di scultura.
Per quest'opera, come per le altre due di Nanni di Banco in Orsanmichele (San Filippo e Sant'Eligio (Nanni di Banco)), non ci sono pervenuti i documenti di allogagione, ma tutte le fonti concordano nell'attribuzione. Più controversa è la datazione: il loro carattere classicista è stato di volta in volta messo come punto di partenza o punto di arrivo dell'esperienza di Nanni di Banco, ma oggi gli studi, sulla base di documenti inediti e di approfondita osservazione dei dettagli, tendono a collocare il gruppo nel periodo della prima maturità artistica dell'autore, tra il 1409 e comunque non oltre il 1416/1417.
Vasari racconta un curioso episodio riguardo alla creazione delle statue, con un aiuto da parte di Donatello:
« Dicesi che, avendoli finiti tutti tondi e spiccati l'un da l'altro e murata la nicchia, che a mala fatica non ve ne entravano dentro se non tre, avendo egli nelle attitudini loro ad alcuni aperte le braccia, perché disperato e mal contento andò a trovar Donato, e contandoli la disgrazia e poca acortezza sua, rise Donato di questo caso e disse: “Se tu mi paghi una cena con tutti i miei giovani di bottega, mi dà il core di farli entrar nella nicchia senza fastidio nessuno”. E così convenutosi, lo mandò a Prato a pigliare alcune misure, dove aveva d'andare esso Donato. E così Nanni partito e Donato preso i discepoli andatosene al lavoro, scantonò a quelle statue a chi le spalle et a chi le braccia talmente, che facendo luogo l'una all'altra, le accostò insieme, facendo apparire una mano sopra le spalle di una di loro. E le commesse così unite, che co' 'l savio giudizio suo ricoperse lo errore di Nanni di maniera che, murate ancora in quel luogo, mostrano indizii manifestissimi di concordia e di fratellanza; e chi non sa la cosa, non si accorge di quello errore. Nanni trovato nel suo ritorno che Donato aveva corretto il tutto e rimediato ad ogni disordine, gli rendette grazie infinite, et a lui insieme con suoi creati pagò la cena, la quale lietamente e con grandissime risa fu da loro finita. »
In realtà si è scoperto che la storia dev'essere una mistificazione vasariana, poiché le due statue che dovrebbero essere state avvicinate da Donatello in realtà sono scolpite in un blocco unico di marmo.
Il gruppo venne rimosso nel 1999 e restaurato dall'Opificio delle Pietre Dure nel 2001. In quell'occasione vennero tolti i residui della patina scura di fine Settecento/inizio Ottocento, che era stata stesa sulle statue marmoree della serie di Orsanmichele per farle sembrare tutte di bronzo e dare quindi uniformità visiva all'insieme.
La massoneria di tutte le obbedienze ha adottato questi martiri come protettori. Molte logge sono dedicate ai QUATUOR CORONATI- ADDIRITTURA LA GRAN LOGGIA D'INGHILTERRA HA DEDICATO LORO UNA IMPORTANTISSIMA LOGGIA DI STUDIO.