sabato 16 aprile 2016

Nessuno Tocchi CAINO              
no alla pena di morte...............................






1.  LA STORIA DELLA SETTIMANA : IRAN: ALTO COMMISSARIO ONU PER I DIRITTI UMANI CHIEDE STOP ESECUZIONI PER DROGA 2.  NEWS FLASH: SOMALIA: GIUSTIZIATI TRE MEMBRI DI AL-SHABAB PER OMICIDI DI GIORNALISTI 3.  NEWS FLASH: VIRGINIA (USA): NO ALLA SEDIA ELETTRICA IN CASO DI MANCANZA DI FARMACI LETALI 4.  NEWS FLASH: OCSE: MULTINAZIONALE MYLAN AMMONITA PER L’USO DI UN SUO FARMACO NELLE ESECUZIONI CAPITALI 5.  NEWS FLASH: NIGERIA: NELLO STATO DI OYO NUOVA LEGGE SUI SEQUESTRI 6.  I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA : ROMA: PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI MARIATERESA DI LASCIA “UN VUOTO DOVE PASSA OGNI COSA”


IRAN: ALTO COMMISSARIO ONU PER I DIRITTI UMANI CHIEDE STOP ESECUZIONI PER DROGA
14 aprile 2016: l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Zeid Ra'ad Al Hussein ha chiesto all'Iran di fermare le esecuzioni per reati di droga fino a quando il Parlamento non discuta una nuova legge che permetterebbe di eliminare la pena di morte obbligatoria per questo tipo di reati.

Cinque uomini sono stati impiccati lo scorso fine settimana, tre di loro con l'accusa di traffico di stupefacenti. Gli altri due erano stati condannati per omicidio. In almeno uno dei casi, quello di Rashid Kouhi, c'erano serie preoccupazioni circa l'equità del processo e la negazione del suo diritto di appello. Kouhi era stato condannato a morte nel 2012 dopo essere stato trovato in possesso di 800 grammi di metanfetamine di tipo crystal. E’ stato giustiziato il 9 aprile nella provincia di Gilan, nel nord dell'Iran.
L'anno scorso, almeno 966 persone sono state giustiziate in Iran - il numero più alto in più di due decenni - la maggior parte per reati di droga. Almeno quattro dei giustiziati nel 2015 erano minorenni.
Tuttavia, nel dicembre dello scorso anno, 70 membri del Parlamento hanno presentato un disegno di legge per modificare la pena di morte obbligatoria per reati di droga. Il disegno di legge, che è stato depositato in Parlamento nel gennaio di quest'anno, prevede in alternativa la condanna all’ergastolo. Resta da vedere se sarà portato avanti nel nuovo Parlamento.
"Ci sono stati segnali incoraggianti dall'interno dell'Iran verso la riforma della legge, da magistratura, potere esecutivo e legislativo, e spero che il nuovo Parlamento approvi questi cambiamenti. Ma è un peccato che le esecuzioni per reati legati alla droga - crimini che chiaramente non superano la soglia in base al diritto internazionale sui diritti umani per l'applicazione della pena di morte - continuino nel frattempo ad essere praticate", ha dichiarato l’Alto Commissario Zeid.
"Dato l’ampio riconoscimento in Iran del fatto che la pena di morte non scoraggi i reati di droga e che le leggi anti-narcotici abbiano bisogno di essere riformate, io invito l'Iran a compiere il primo importante passo di istituire una moratoria sull'uso della pena di morte."
Sono finora 60 le esecuzioni riportate in Iran quest’anno. L'Alto Commissario ha osservato che questo rappresenta un calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Zeid ha anche espresso profonda preoccupazione per l'elevato numero di minorenni detenuti nel braccio della morte in Iran. Ha esortato le autorità ad assicurarsi che nessuno venga giustiziato per reati commessi quando aveva meno di 18 anni, sottolineando che vi è un divieto rigoroso contro l'esecuzione di minorenni nel diritto internazionale sui diritti umani, inclusa la Convenzione Internazionale sui diritti civili e politici, che l'Iran ha ratificato nel 1975 e la Convenzione sui diritti del Fanciullo, ratificata dall’Iran nel 1994.


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NESSUNO TOCCHI CAINO - NEWS FLASH

SOMALIA: GIUSTIZIATI TRE MEMBRI DI AL-SHABAB PER OMICIDI DI GIORNALISTI
15 aprile 2016: tre membri del gruppo jihadista al-Shabab, legato ad Al-Qaeda, sono stati giustiziati in questi ultimi giorni in Somalia.
I primi due uomini sono stati fucilati il 9 aprile in relazione all’omicidio di un giornalista, commesso lo scorso anno con un'autobomba, ha reso noto un giudice.
Abdirizak Mohamed Barrow e Hassan Nur Ali, che durante il processo avevano ammesso di essere membri di al-Shabab, sono stati giustiziati di mattina a Mogadiscio, ha detto ai giornalisti Abdulahi Hussein Mohamed, vice presidente della Corte Suprema militare.
"Entrambi sono stati dichiarati colpevoli di aver ucciso il giornalista Hindiyo Haji Mohamed, la cui auto è stata fatta saltare in aria con un ordigno esplosivo", ha detto Hussein.
Il giornalista televisivo nazionale Mohamed fu ucciso a dicembre, quando stava per tornare a casa dall’università di Mogadiscio.
La Corte militare aveva recentemente respinto il ricorso dei due uomini, aumentando invece la loro condanna dall’ergastolo alla fucilazione.
L’11 aprile un ex giornalista entrato in al-Shabab è stato giustiziato a Mogadiscio in relazione agli omicidi di cinque giornalisti somali.
Hassan Hanafi Haji, che era stato estradato dal Kenya lo scorso anno su richiesta del governo somalo, è stato fucilato in un’accademia di polizia nella capitale somala.
Nel suo ruolo di addetto stampa di al-Shabab, Haji avrebbe minacciato giornalisti e stazioni radio al fine di ottenere resoconti favorevoli agli estremisti islamici, costringendo molti media ad autocensurarsi per motivi di sicurezza.
Haji in seguito ha lasciato l’unità multimediale di al-Shabab, invitando i giornalisti a conferenze stampa e guidando tour sui campi di battaglia.
Spesso ha invitato i giornalisti a riferire in base alle regole di al-Shabab relative ai media, evitando cioè di riportare sconfitte militari del gruppo.
Haji è stato uno dei pochi sospetti perseguiti dal governo somalo dopo anni di critiche da parte dei gruppi per i diritti che esortavano le autorità a fare di più per stabilire lo stato di diritto e per porre fine alle uccisioni di giornalisti.
La Somalia è uno dei paesi più pericolosi per i giornalisti, con diversi attacchi ritenuti collegati a regolamenti di conti tra le molteplici fazioni al potere, così come agli Shabab.
Reporters Without Borders colloca la Somalia al 172 ° posto su 180 Paesi per quanto riguarda la libertà di stampa. Mohamed è il 38 ° giornalista ucciso in Somalia dal 2010 mentre svolgeva il proprio lavoro, ha precisato il gruppo.


VIRGINIA (USA): NO ALLA SEDIA ELETTRICA IN CASO DI MANCANZA DI FARMACI LETALI
11 aprile 2016: il governatore Terry McAuliffe (Democratico) non ha ratificato quella parte del disegno di legge HB 815 che avrebbe reintrodotto la sedia elettrica come metodo di esecuzione primario in caso di mancanza di farmaci letali.
Il governatore ha emendato la legge che era arrivata alla sua firma dopo essere stata approvata dal Senato l’11 marzo, e invece della sedia elettrica ha inserito l’autorizzazione per l’amministrazione penitenziaria a cercare un laboratorio artigianale dove rifornirsi dei farmaci necessari.
Dopo l’ultima esecuzione effettuata nell’ottobre 2015, la Virginia è in possesso di solo 2 delle 3 fiale di Pentobarbital che il protocollo prevede vengano usate per una esecuzione, e non riesce a procurarsene altro. La stessa esecuzione di ottobre era stata effettuata con Pentobarbital acquistato dall’amministrazione penitenziaria del Texas, il quale a sua volta lo aveva acquistato da un laboratorio artigianale.
Alcuni osservatori avevano prospettato che il governatore, per quanto personalmente favorevole alla pena di morte, potesse prendere in questo caso una posizione più prudente. McAuliffe è infatti molto impegnato nella campagna elettorale di Hillary Clinton, e la candidate alla primarie presidenziali per il Partito Democratico si è trovata più volte in difficoltà davanti agli elettori del suo partito proprio sul tema della pena di morte.
Inoltre pochi giorni fa una lettera aperta firmata da 300 leader religiosi di varie fedi aveva chiesto al governatore di non controfirmare la legge definendo la sedia elettrica “una barbara reliquia che uccide con indicibile crudeltà”.
Allo stato attuale, la Virginia è uno degli 8 stati che prevede possa essere utilizzata la sedia elettrica, ma solo su richiesta del detenuto, o nel caso l’iniezione letale venga dichiarata incostituzionale. Di questi 8 stati, solo il Tennessee nel 2014 la ha “promossa” a metodo di esecuzione primario, ma da allora una serie di ricorsi ha bloccato le esecuzioni, che non è previsto possano riprendere a breve. Negli ultimi 15 anni le Corti Supreme della Georgia e del Nebraska hanno dichiarato incostituzionale l’uso della sedia elettrica.


OCSE: MULTINAZIONALE MYLAN AMMONITA PER L’USO DI UN SUO FARMACO NELLE ESECUZIONI CAPITALI
12 aprile 2016: l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico - OCSE (in inglese Organisation for Economic Co-operation and Development, OECD) ha censurato la multinazionale del farmaco Mylan perché “fa troppo poco per evitare che i propri prodotti vengano usati per le esecuzioni negli Stati Uniti”.
Il riferimento è al Rocuromium Bromide, un rilassante muscolare, che è stato usato recentemente in Alabama per una esecuzione, quella di Christopher Brooks.
Lo stesso farmaco è stato inserito dall’Oklahoma in uno dei cinque protocolli di iniezione letale approntati da quando è iniziato la crisi del Sodio Tiopentale, ma non è stato mai usato.
Anche l’Arizona aveva acquistato alcune dosi di Rocuromium, ma a seguito di alcune azioni legali non lo ha poi usato.
L’Ocse è intervenuta su sollecitazione dell’avvocato olandese Bart Stapert che ha avviato l’azione per conto di alcune onlus europee.
La Mylan originariamente era una società statunitense che in seguito, per motivi fiscali, ha trasferito la ragione sociale in Olanda. In quanto, ora, società europea, è obbligata a seguire le leggi e i regolamenti olandesi in materia di diritti umani.
La difesa della Mylan, in questo uguale a quella delle altre multinazionali coinvolte in polemiche simili, è che la società cura la vendita ai grossisti, e non è in grado di controllare tutte le diramazioni che prende il prodotto una volta consegnato ai distributori terzi. L’Ocse ritiene non accettabile questa giustificazione, e ha indicato alla Mylan quali misure deve prendere.
Mylan ha assicurato che si impegnerà maggiormente. L'Ocse è una organizzazione internazionale di studi economici con 34 paesi membri, e sede a Parigi.


NIGERIA: NELLO STATO DI OYO NUOVA LEGGE SUI SEQUESTRI
8 aprile 2016: il Governatore dello Stato di Oyo, Abiola Ajimobi, ha firmato una nuova legge che prevede la pena di morte per i sequestratori in caso di decesso della vittima durante la prigionia.
Il disegno di legge era stato precedentemente approvato dalla Camera, in seguito alla presentazione di una relazione da parte del Presidente della Commissione sulla magistratura e la giustizia, Olukayode Akande.
Il Presidente della Camera di Oyo, Michael Adeyemo, e il Segretario Permanente della Camera, Paul Bankole, in precedenza aveva firmato il disegno di legge prima che il governatore desse il proprio assenso.
La legge stabilisce che un rapitore venga condannato all'ergastolo se la vittima viene rilasciata o recuperata dietro pagamento di un riscatto, mentre il rapitore dovrà restituire il denaro.
Con la nuova legge una punizione simile sarà imposta ad ogni persona che procura o fornisce direttamente informazioni che portino al rapimento della vittima.
La legge prevede anche il carcere a vita per chi rapisce o minaccia di uccidere, mutilare o causare danni fisici al fine di costringere un'altra persona, ente o organizzazione a compiere o non compiere azioni come condizione per il rilascio della vittima.
Un tentativo di rapimento sarà punito con 20 anni di reclusione, mentre chi aiuta o favorisce un rapimento sarà punito con la reclusione per 15 anni.

Ajimobi ha lodato i deputati per l’approvazione celere del ddl, sostenendo che servirà a contrastare il crimine nello Stato.