venerdì 8 aprile 2016

PONTORMO-DEPOSIZIONE-CHIESA DI SANTA FELICITA 
FIRENZE


Il Trasporto di Cristo (talvolta detto "Deposizione") dipinto a olio su tavola (313x192 cm) di Pontormo, databile al 1526-1528 circa e conservato nella Cappella Capponi nella chiesa di Santa Felicita a Firenze. Centro motore dell'intera cappella, viene considerato uno dei capolavori massimi dell'arte, non solo fiorentina.
Nel 1525 Ludovico Capponi affidò a Pontormo la decorazione della cappella appena acquistata in Santa Felicita, situata in Oltrarno a poca distanza dal suo palazzo e destinata ad essere convertita in cappella funebre per sé e la sua famiglia. Nella cupoletta di architettura brunelleschiana affrescò un Dio Padre perduto, del quale ci dà nota Vasari, sull'altare la notissima Deposizione e sulla parete ovest l'Annunciazione. Per i pennacchi dipinse inoltre, coadiuvato dal Bronzino, i quattro tondi degli Evangelisti. I lavori, tenuti in gran segreto dall'artista che si fece coprire appositamente da una protezione lignea, vennero completati nel 1528. Come riporta Vasari, l'opera venne quindi scoperta "con meraviglia di tutta Firenze".
Il Richa citò un restauro eseguito ai suoi tempi da un artista poco capace.
Opera studiatissima da tutto il Novecento, ha subito le più svariate letture, assommando i più svariati contributi storici e critici. Non godette però di fortuna immediata: Vasari non apprezzò particolarmente la maniera di condurre "senz'ombre e con un colorito chiaro e tanto unito, che appena si conosce il lume dal mezzo" (le mezzetinte) "e il mezzo dagli scuri". Nel Novecento il mito di Pontormo come artista "maledetto", misantropo e tormentato godette di un successo legato a una lettura per molti versi anacronistica della sua figura.
Ne esistono vari disegni preparatori: i principali al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi.