giovedì 19 maggio 2016

PALAZZO DELL'ARTE DELLA LANA 

FIRENZE


Il Palazzo dell'Arte della Lana, già torre dei Compiobbesi, si trova a Firenze, di fronte alla chiesa di Orsanmichele, in un isolato tra via Calimala, via Orsanmichele e via dell'Arte della Lana. Oggi è di proprietà della Società Dantesca Italiana.
Oggi è tra le meglio conservate torri antiche di Firenze. Comunica con Orsanmichele grazie ad un cavalcavia, costruito nel 1569.

L'originaria torre della famiglia Compiobbesi è molto antica (XIII secolo). La famiglia dei Compiobbesi era originaria di Compiobbi, dove ebbe numerose proprietà, come l'antico castello di Compiobbi e la chiesa di San Michele a Compiobbi. Essendo una famiglia ghibellina, dopo la battaglia di Benevento vide incendiate o confiscate molte delle sue proprietà.
Dal 1308 il palagio (nome che a Firenze indica le vie di mezzo tra le case-torri e i palazzi) fu sede dell'Arte della Lana, come fa menzione una lapide sull'edificio. L'Arte della Lana, che ha come stemma l'Agnus Dei, nel XIII secolo era una delle più ricche fra le Arti maggiori ed aveva molte botteghe ed operai.

Nel Cinquecento Cosimo I destinò il secondo piano del palazzo a Archivio notarile. Nel 1569 Bernardo Buontalenti realizzò il portale d'ingresso sul retro e l'archetto che conduce al primo piano della prospiciente chiesa di Orsanmichele, oggi usato come camminamento per entrare nel Museo di Orsanmichele.
Nell'Ottocento, nel periodo del cosiddetto "Risanamento" (1865-1871), in seguito alla demolizione del Mercato Vecchio venne qui ricollocato il Tabernacolo di Santa Maria della Tromba.

Dal 1905 l'edificio è di proprietà della Società Dantesca Italiana, che vi tiene i propri uffici e una biblioteca. In quell'anno l'edificio venne completamente restaurato da Enrico Lusini, privilegiando l'aspetto medievale. Risale a quel periodo la decorazione ad affresco con stemmi del vano scale e di altri ambienti ai piani superiori, così come la targa policroma con Dante che mostra la Divina Commedia posta sull'esterno dell'edificio e derivata dalla celebre tavola di Domenico di Michelino in Santa Maria del Fiore.