martedì 10 maggio 2016

TELEMACO SIGNORINI FIRENZE
                                                                                                                      
                                                                                                                       

Telemaco Signorini (Firenze, 18 agosto 1835 – Firenze, 10 febbraio 1901).
Figlio di Giovanni, noto pittore vedutista del Granducato di Toscana - il padre fu anche il suo primo maestro di disegno -, frequentò dal 1852 l'Accademia di Belle Arti di Firenze.
Con gli amici Odoardo Borrani e Vincenzo Cabianca sperimentò la pittura dal vero e frequentò con gli altri pittori macchiaioli il Caffè Michelangelo.
Nel 1856 passò un anno a Venezia, in compagnia dell'amico Vito D'Ancona. Nel 1858 e poi nel 1862, con Cabianca e Banti, è a La Spezia dove i tre amici, attratti dagli effetti della luce del Golfo, trassero ispirazione per la nascente pittura di macchia. Lo stesso Signorini, sul finire del secolo, tornerà ancora a lavorare a Riomaggiore.

Nel 1859 partecipò come volontario alla seconda guerra d'indipendenza (l'esperienza ha fornito l'ispirazione per alcuni quadri, tra cui Il cimitero di Solferino) e due anni dopo si recò a Parigi, dove conobbe Corot e Constant Troyon. Nel 1862 con dei suoi amici sperimentò nella campagna alle porte di Firenze la pittura "a macchia", dando vita al sodalizio artistico noto come Scuola di Piagentina. Signorini traduce queste ricerche anche in opere impegnate come Sala delle agitate ambientato in un manicomio di Firenze (1865, Venezia, Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro). Sul finire dell'Ottocento, Signorini fece visita al carcere di Portoferraio dove realizzò il dipinto Bagno penale a Portoferraio (1890 circa), che ritrae, tra i detenuti, il celebre brigante lucano Carmine Crocco (il primo a destra). A Portoferraio ritrasse anche il “Mago Chiò”, personaggio caratteristico del luogo.
Nel 1867 fondò con Diego Martelli la rivista Il Gazzettino delle Arti del Disegno avviando la propria carriera di critico e letterato. Negli anni Settanta, I suoi articoli, spesso satirici, vivaci e ricchi di aneddoti, comparvero anche sulla Rivista Europea di Angelo De Gubernatis e sul fiorentino Giornale artistico. Negli anni seguenti compì numerosi viaggi: a Parigi nel 1869, nelle zone della Marna e della Senna con Giovanni Boldini nel 1873-1874, in Inghilterra e Scozia nel 1881, ma lavorò anche a Napoli, nel 1870 e 1871, al fianco di De Nittis e Cecioni. Nel 1884 si reca nuovamente a Parigi e a Londra esponendo con successo alcune marine