sabato 7 maggio 2016

       nessuno tocchi    CAINO           

no alla pena di morte........................



1.  LA STORIA DELLA SETTIMANA : ARABIA SAUDITA: GIORDANO GIUSTIZIATO PER TRAFFICO DI DROGA 2.  NEWS FLASH: BANGLADESH: CORTE SUPREMA CONFERMA CONDANNA CAPITALE DEL LEADER ISLAMISTA NIZAMI 3.  NEWS FLASH: MAROCCO: DUE CONDANNE CAPITALI PER L’OMICIDIO E STUPRO DI UNA BAMBINA 4.  NEWS FLASH: NIGERIA: CONDANNA ALL’IMPICCAGIONE PER TRE SEQUESTRATORI 5.  NEWS FLASH: SOMALIA: CINQUE CONDANNE CAPITALI PER L’ATTACCO DI BAIDOA 6.  I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA :


ARABIA SAUDITA: GIORDANO GIUSTIZIATO PER TRAFFICO DI DROGA
5 maggio 2016: un cittadino giordano è stato giustiziato in Arabia Saudita per traffico di droghe, nella 91esima esecuzione nel Paese da inizio anno.

Si tratta di Maher Al-Ghurabli, che è stato messo a morte nella città nord-occidentale di Tabuk, vicino al confine con la Giordania, ha reso noto con un comunicato il Ministero degli Interni saudita.
Il giordano era stato condannato a morte per aver introdotto in Arabia Saudita pillole di anfetamine.
Le 91 esecuzioni praticate finora quest'anno comprendono le 47 per "terrorismo" effettuate in un solo giorno, il 2 gennaio.
Ad Amnesty International risulta che l'Arabia Saudita abbia il terzo più alto numero di esecuzioni nello scorso anno, almeno 158.


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NESSUNO TOCCHI CAINO - NEWS FLASH

BANGLADESH: CORTE SUPREMA CONFERMA CONDANNA CAPITALE DEL LEADER ISLAMISTA NIZAMI
5 maggio 2016: la Corte Suprema del Bangladesh ha confermato la condanna a morte del leader islamista Motiur Rahman Nizami per crimini di guerra, aprendo la strada alla sua esecuzione nel giro di pochi giorni.
Nizami, capo del più grande partito islamista del Bangladesh, il Jamaat-e-Islami, è stato condannato per omicidio, stupro e per aver orchestrato l'uccisione di intellettuali nel 1971, durante la lotta per l'indipendenza del Paese.
"Siamo soddisfatti. Ora non c'è impedimento alla sua esecuzione, a meno che non chieda la grazia al Presidente e quest’ultimo lo perdoni", ha dichiarato il procuratore generale Mahbubey Alam alla AFP dopo che la Corte Suprema ha respinto il ricorso finale di Nizami.
In Bangladesh non è mai stata concessa la grazia ad un criminale di guerra, per cui il 73enne Nizami potrebbe essere impiccato entro pochi giorni.
Nizami è arrivato al vertice del Jamaat nel 2000 ed è stato un ministro del governo filo islamista nel periodo 2001-2006.
Per i pubblici ministeri è responsabile della creazione di Al-Badr, una milizia filo-pakistana che uccise importanti scrittori, medici e giornalisti durante il conflitto del 1971.
I loro corpi furono trovati bendati e con le mani legate, gettati in una palude alla periferia della capitale.
I procuratori hanno sostenuto che Nizami abbia ordinato le uccisioni, finalizzate a “paralizzare intellettualmente" la nazione nascente.
E' stato condannato nel mese di ottobre 2014 dal Tribunale per i Crimini Internazionali, che è stato istituito nel 2010 dal governo del primo ministro Sheikh Hasina ed ha condannato più di una dozzina di leader dell'opposizione per crimini di guerra.
I gruppi per i diritti sostengono che i processi non rispondano agli standard globali e che manchino di supervisione internazionale.


MAROCCO: DUE CONDANNE CAPITALI PER L’OMICIDIO E STUPRO DI UNA BAMBINA
4 maggio 2016: due marocchini sono stati condannati a morte da un tribunale di El Jadida (200 km a sud di Rabat) per aver rapito, violentato e ucciso una bambina di 7 anni, ha riferito il sito web locale eljadidanews.com.
I crimini avrebbero avuto luogo alla fine dell'anno scorso, quando la vittima, identificata come Zineb, scomparve dalla casa di suo nonno nel villaggio di Douar Lachab, dove viveva con la madre, separata dal marito. Il suo corpo fu ritrovato giorni dopo in un pozzo, con segni di violenza sessuale.
Il quotidiano Al Massae ha riportato che uno dei condannati a morte è il fratellastro della bambina morta.
Anche se nessun prigioniero è stato giustiziato in Marocco dal 1993, la pena di morte resta in vigore nel Paese, e negli ultimi anni è stata riservata ai casi di terrorismo o di reati contro i bambini.
Attualmente sono circa 120 i prigionieri del braccio della morte marocchino.


NIGERIA: CONDANNA ALL’IMPICCAGIONE PER TRE SEQUESTRATORI
2 maggio 2016: un’alta corte dello Stato del Delta, riunitasi a Effurun, ha condannato all’impiccagione tre persone - Augustin Akpojivi, Dawel James e Collins Enye - per sequestro di persona.
La Corte, che ha ritenuto i tre colpevoli anche di possesso illegale di armi da fuoco e di appropriazione mediante minaccia e furto, li ha condannati anche a 20 anni di carcere ai lavori forzati.
Durante il processo, la pubblica accusa ha sostenuto che Dawel James, di professione autista, cospirò con Augustin Akpojivi (29 anni), anche lui autista, Collins Enye (23 anni), un fattorino munito di moto, e altri ancora in contumacia, al fine di rapire il loro datore di lavoro, un certo Rufus Uzoma Allwell della Compagnia di Raffinazione Petrochimica di Warri (WRPC), armati di pistole, ottenendo poi 2 milioni di naira per la sua liberazione.
Dawel James, che era l'autista della vittima, avrebbe ideato il crimine ricevendo una consistente parte della somma pagata dal fratello del sequestrato.


SOMALIA: CINQUE CONDANNE CAPITALI PER L’ATTACCO DI BAIDOA
30 aprile 2016: il tribunale militare somalo ha condannato a morte cinque persone per il ruolo svolto in un attacco a Baidoa nello scorso febbraio.
Secondo il presidente del tribunale Liban Abdi Yarrow quattro degli uomini sono stati giudicati colpevoli per il loro coinvolgimento nell’attacco che provocò la morte di oltre 30 persone e il ferimento di molte altre, il 28 febbraio.
La quinta persona è stata riconosciuta colpevole per aver ucciso un civile.
Il gruppo armato di Al Shabaab ha rivendicato la responsabilità per la doppia esplosione che colpì la città somala sud occidentale.

Nonostante le critiche dei gruppi per i diritti umani il tribunale militare somalo continua con le esecuzioni di membri di Al-Shabaab riconosciuti colpevoli di attacchi contro obiettivi governativi.