domenica 24 luglio 2016

I rapporti in campo filosofico tra Islam e Occidente





In un periodo come quello che stiamo attraversando parlare di Islam e rapporti tra Occidente ed Islam è diventato quasi un obbligo, come se la presenza della civiltà islamica, con tutto ciò che comporta la sua ricchezza e la sua differenza, fosse emersa solo oggi. La realtà storica è ben diversa e basterebbe un rapido sguardo alla storia per rendersene conto.
Il rapporto con l'Islam è stata una costante del mondo europeo cristiano (oggi dobbiamo dire occidentale, dal momento che a differenza del Medioevo cristianità e occidente non sono più identificabili); rapporto fatto di scontri, ma anche di scambi culturali, che hanno profondamente segnato entrambe le civiltà. In particolare, qui vorrei soffermarmi su quello scambio culturale che nel Medioevo, in epoca di Crociate, permise all'occidente cristiano di recuperare, proprio attraverso gli arabi, la filosofia di Aristotele, così decisiva per l'intero sviluppo culturale dell'Europa. Ritengo che soffermarmi su tale episodio sia utile perché, superando una lettura superficiale, che riduca l'evento ad un semplice passaggio, come se il pensiero aristotelico fosse qualcosa di simile ad un pacco, consente di capire meglio, chiarendo alcuni aspetti delle due civiltà, la possibilità dei rapporti con l'Islam oggi, senza censurarne problemi e difficoltà.
Una lettura superficiale, in quanto coglie una verità che è solo parziale, è quella di Montgomery Watt, che oggi si sente spesso ripetere, magari con toni e modalità diversi, nel tentativo di sottolineare una certa dipendenza dell'occidente dalla cultura islamica, soprattutto con l'intento di mostrare come l'Islam non solo non possa essere considerato inferiore alla civiltà occidentale, ma in qualche modo vada ritenuto superiore. Tesi che può essere così sintetizzata dalle parole dello stesso Montgomery Watt: "Poiché l'Europa reagiva contro l'Islam, sminuì l'influenza dei Saraceni e esagerò la sua dipendenza dall'eredità greca e romana. Così oggi è dovere primario di noi Europei occidentali, che ci avviciniamo all'epoca di un mondo unificato, correggere questa falsa enfasi e riconoscere in pieno il nostro debito nei riguardi del mondo arabo e islamico"
. Che si debba riconoscere un debito nei riguardo del mondo islamico è vero, anche se sarebbe più preciso dire del mondo arabo, comunque tale affermazione va guadagnata in tutto il suo significato storico contestualizzandola e verificandone la portata.
La parzialità di tale posizione consiste nel fatto che non sempre vengono colti alcuni aspetti che risultano di fondamentale importanza per capire "come" e "che cosa" l'occidente cristiano deve al mondo arabo mussulmano del XIII secolo. Questi aspetti possono essere così sintetizzati:
l'intero percorso che ha portato Aristotele in Occidente;
l'originalità con cui il pensiero dello Stagirita fu assimilato dalla filosofia cristiana, soprattutto attraverso la persona di S. Tommaso;
il diverso sviluppo che l'aristotelismo, e con esso il pensiero filosofico, ebbero in occidente e nel mondo islamico.