sabato 23 luglio 2016

          nessuno tocchi   Caino           
no alla pena di morte  ! ! !   




1.  LA STORIA DELLA SETTIMANA : PENA DI MORTE: RIUNIONE TASK FORCE ALLA FARNESINA 2.  NEWS FLASH: IRAN: 10 PRIGIONIERI IMPICCATI IN GRUPPO NEL CARCERE DI RAJAI SHAHR 3.  NEWS FLASH: CONSIGLIO D’EUROPA: LA TURCHIA NON RIPRISTINI LA PENA DI MORTE 4.  NEWS FLASH: GIAPPONE: CONDANNA A MORTE CONFERMATA DALLA CORTE SUPREMA 5.  NEWS FLASH: GAZA: CONDANNATI A MORTE TRE INFORMATORI DI ISRAELE 6.  I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA :


PENA DI MORTE: RIUNIONE TASK FORCE ALLA FARNESINA
21 luglio 2016: l'Italia continua a portare avanti, con immutato e convinto impegno, l’azione per la moratoria universale della pena di morte.

Il Sottosegretario Sen. Della Vedova ha presieduto oggi alla Farnesina la riunione della “task force” MAECI-società civile per coordinare l’azione italiana in vista della votazione su una nuova risoluzione Onu il prossimo autunno. All’incontro hanno partecipato la sezione italiana di Amnesty International, la Comunità di Sant’Egidio e l’Ong “Nessuno tocchi Caino”.
Durante l’incontro si è discusso delle iniziative organizzate dalla Farnesina e dalle Ong per sensibilizzare i governi e le opinioni pubbliche sul tema della moratoria universale e si è lavorato alla preparazione del terreno per le votazioni sulla nuova risoluzione.
Il Sottosegretario Della Vedova ha in particolare riaffermato l’importanza della proficua sinergia istaurata con le organizzazioni della società civile, sin dalla costituzione della task force nel 2014. Lo scambio di informazioni, le sinergie sulle iniziative di sensibilizzazione e i canali di dialogo con i Paesi terzi sono importantissimi per rafforzare il consenso sulla risoluzione.

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NESSUNO TOCCHI CAINO - NEWS FLASH

IRAN: 10 PRIGIONIERI IMPICCATI IN GRUPPO NEL CARCERE DI RAJAI SHAHR
20 luglio 2016: dieci prigionieri sono stati impiccati in gruppo nel carcere di Rajai Shahr, nella provincia settentrionale iraniana di Alborz, hanno riferito fonti vicine all’organizzazione Iran Human Rights (IHR).
I 10 prigionieri, che erano stati riconosciuti colpevoli di omicidio, erano stati messi in isolamento il 17 luglio, in attesa di essere giustiziati.
Iran Human Rights ha identificato quattro dei prigionieri giustiziati come Mohsen Babaie, Mehdi Keshavarz, Reza Teymouri e Mohsen Khanmohammadi.
Nessuna fonte ufficiale iraniana, incluse la magistratura ed i media di stato, ha riportato la notizia delle 10 esecuzioni.
Sono 38 le esecuzioni riportate in Iran nella scorsa settimana.


CONSIGLIO D’EUROPA: LA TURCHIA NON RIPRISTINI LA PENA DI MORTE
18 luglio 2016: il Consiglio d'Europa ha avvertito la Turchia che il ripristino della pena di morte dopo il tentativo di golpe sarebbe incompatibile con la sua appartenenza all'organizzazione paneuropea.
"Nessuno Stato membro può esercitare la pena di morte", ha detto il segretario generale del Consiglio d'Europa Thorbjorn Jagland, citato da un portavoce.
"Questo è un obbligo", ha aggiunto, sottolineando che la Turchia ha ratificato i protocolli per i diritti umani che "aboliscono la pena di morte in tutte le circostanze".
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha promesso di eliminare il "virus" dei golpisti dopo aver sventato il tentativo di colpo di stato della scorsa settimana.
Il 17 luglio Erdogan ha detto ai sostenitori che la Turchia potrebbe prendere in considerazione la reintroduzione della pena di morte, che aveva abolito nel 2004 come parte della richiesta di adesione alla UE.
Firmato a Strasburgo nel 1983, il Sesto protocollo alla Convenzione Europea per i diritti umani, elaborata dal Consiglio d'Europa, esclude la pena di morte fatta eccezione per il tempo di guerra o di minaccia imminente di guerra.
Il Tredicesimo protocollo alla Convenzione, risalente al 2002, elimina l’eccezione del tempo di guerra, affermando chiaramente che "nessuno può essere condannato a tale pena né giustiziato."
La Turchia ha aderito al Consiglio d'Europa tre mesi dopo la sua nascita nel 1949.
La pena di morte è stata abolita in Turchia nel 2004, come parte del tentativo del Paese di entrare nell'Unione Europea.
(Fonti: Afp, 18/07/2016)

GIAPPONE: CONDANNA A MORTE CONFERMATA DALLA CORTE SUPREMA
21 luglio 2016: la Corte Suprema del Giappone ha respinto un appello contro la condanna a morte di Gota Tsutsui, 31 anni, riconosciuto colpevoli degli omicidi di due parenti della sua ex fidanzata, commessi nel 2011.
La difesa di Tsutsui, originario della città di Kuwana nella Prefettura di Mie, ha sostenuto la sua innocenza durante tutti i processi. Tuttavia la Corte Suprema ha confermato le sentenze emesse dai tribunali di grado inferiore, affermando che sono state emesse sulla base di prove oggettive.
"Non c'è spazio per la clemenza, data la sua ossessione di riconquistare l'ex fidanzata e di sbarazzarsi dei membri della famiglia lei che considerava come un ostacolo, anche uccidendoli", ha detto il giudice Masayuki Ikegami, presidente della Prima sezione della Corte.
"E’ grave che abbia preso la vita di due persone che non avevano fatto nulla di male."
Secondo la sentenza della Corte Suprema, Tsutsui aggredì l'ex fidanzata nella Prefettura di Chiba nel 2011. Poi fece irruzione nella casa della sua famiglia nella Prefettura di Nagasaki e pugnalò a morte la madre, Mitsuko Yamashita, 56 anni, e la nonna Hisae, 77.
Quanto accaduto ha rivelato inadeguate risposte della polizia, tra cui la mancanza di cooperazione tra i dipartimenti di polizia delle prefetture di Chiba, Mie e Nagasaki, avendo la donna denunciato il caso di stalking.

GAZA: CONDANNATI A MORTE TRE INFORMATORI DI ISRAELE
19 luglio 2016: un tribunale militare di Hamas ha condannato a morte tre abitanti di Gaza e altri tre al carcere, con l'accusa di essere informatori di Israele.
Un 57enne di Gaza City è stato condannato a morte per aver passato informazioni ad Israele per oltre 20 anni, tra cui le posizioni dei tunnel di Hamas, dei nascondigli, dei razzi, così come delle case e automobili di combattenti del gruppo islamista, ha detto una fonte del tribunale militare di Gaza al sito di notizie palestinese Safa.
Anche un uomo di età compresa tra 50 e 60 anni di Khan Younis e un 35enne di Rafah sono stati condannati a morte per il passaggio di informazioni agli israeliani, in base al resoconto.
Inoltre, la fonte del tribunale militare ha detto che un uomo di Gaza che ha collaborato con Israele dal 2006 al 2010 ha ricevuto la commutazione a 15 anni di detenzione della sua originaria condanna all’ergastolo, a seguito di un appello.

La notizia non fornisce alcuna informazione circa le pene detentive degli altri due uomini accusati di essere informatori.