mercoledì 13 luglio 2016

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«Non avete idea del male che c’era su quel viso, che gli avevano fatto, ho visto il male del mondo». Con queste parole Paola Regeni ha raccontato il volto torturato di suo figlio Giulio. Una vicenda che non ha colpevoli.

Come Giulio sono centinaia gli studenti, attivisti politici, manifestanti egiziani sottoposti a sparizione forzata per giorni o mesi. Le testimonianze di chi è sopravvissuto raccontano di torture insopportabili e di continue minacce utilizzate per estorcere una confessione. Il ministero dell’Interno egiziano nega che queste persone si trovino sotto la sua custodia.
Ufficialmente, per l'Egitto, queste persone non esistono.

Chiediamo al Governo egiziano verità per quello che è accaduto a Giulio e per quanto sta accadendo a centinaia di persone come lui.

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