martedì 16 agosto 2016

HANS MEMLING-RITRATTO PORTINARI-GALLERIA 
UFFIZI 

FIRENZE



Il Ritratto cosiddetto di Folco Portinari è un dipinto a olio su tavola (35x25 cm) di Hans Memling, databile al 1490.
L'opera venne acquistata dall'abate Luigi Celotti con l'attribuzione ad Antonello da Messina. Inventariato per la prima volta agli Uffizi nel 1863, venne registrato come anonimo fiammingo. L'alta qualità dell'opera ha fatto poi propendere per un'attribuzione al Memling, con altri tre ritratti in Galleria: il Ritratto di Benedetto Portinari, Ritratto di ignoto in un paesaggio e l'Uomo con la lettera).
Dei quattro il ritratto "di Folco" è ritenuto uno degli ultimi in senso cronologico. In realtà l'identificazione del personaggio con Folco Portinari, fratello maggiore di Benedetto e nipote di Tommaso, si basa solo una generica deduzione, mancando documenti o iscrizioni che certifichino il soggetto.
Il giovane uomo è ritratto di tre quarti, girato a destra, a mezzobusto, su uno sfondo nero. Le mani sono appoggiate l'una sull'altra sopra su un parapetto che coincide con il bordo inferiore della cornice, uno stratagemma spesso adottato sia per sfondare lo spazio pittorico verso lo spettatore che per "giustificare" il taglio a metà della figura. La fisionomia del personaggio fa pensare a un membro della ricca comunità fiorentina locale, a giudicare dai tratti fisiognomici mediterranei. L'abbigliamento testimonia l'alto status sociale dell'effigiato: indossa un mantello, tenuto al collo da un laccio, sopra la camicia bianca, con ampio collo di pelliccia di visone e una berretta nera, il colore più costoso da tingere. Alla mano sinistra indossa un anello. L'espressione è intensa e concentrata verso destra, dove non è escluso che si trovasse un'immagina sacra a cui rivolgersi, formando un dittico.