sabato 12 novembre 2016


       nessuno tocchi  Caino          
  no alla pena di morte   



1.  LA STORIA DELLA SETTIMANA : NESSUNO TOCCHI CAINO: PROSEGUE LA MISSIONE IN AFRICA A SOSTEGNO DELLA MORATORIA ONU 2.  NEWS FLASH: ITALIA: È MORTO UMBERTO VERONESI, SCIENZIATO E ABOLIZIONISTA SULLA PENA DI MORTE E SULL’ERGASTOLO 3.  NEWS FLASH: USA: 3 RISULTATI NEGATIVI E UNO POSITIVO PER IL MOVIMENTO ABOLIZIONISTA 4.  NEWS FLASH: GIAPPONE: GIUSTIZIATO AUTORE DI DUE OMICIDI 5.  NEWS FLASH: IRAN: APPLICATA PENA DELL’OCCHIO PER OCCHIO 6.  I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA :


NESSUNO TOCCHI CAINO: PROSEGUE LA MISSIONE IN AFRICA A SOSTEGNO DELLA MORATORIA ONU
9 novembre 2016: Dopo una serie di incontri in Kenya e in Zambia, la missione di Nessuno tocchi Caino in Africa in vista della Risoluzione per la moratoria delle esecuzioni all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite prosegue con successo nel Malawi.

Oggi la delegazione, guidata da Antonio Stango (del Consiglio direttivo di Nessuno tocchi Caino e presidente della Lega Italiana dei Diritti dell'Uomo) e della quale fanno parte Eleonora Mongelli, Yuliya Vassilyeva e Raphaël Chenuil-Hazan (vicepresidente della World Coalition against the Death Penalty), ha incontrato nella capitale del Malawi il ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Francis Lazalo Kasaila, e il ministro della Giustizia e degli Affari Costituzionali, Samuel Tembenu. Il ministro degli Esteri ha annunciato che il Malawi, che si era astenuto nelle precedenti votazioni, quest'anno voterà in favore della moratoria.
In entrambi gli incontri è stato rilevato come il Malawi, che dal 1993 osserva una moratoria di fatto delle esecuzioni, potrà compiere nel prossimo futuro altri passi significativi verso l'abolizione, per giungere alla quale occorrerà far crescere progressivamente il consenso fra la popolazione.
Il ministro degli Esteri ha osservato che sarebbe importante sviluppare, con l'aiuto di organizzazioni come Nessuno tocchi Caino, programmi di informazione che coinvolgano la società civile. 
Secondo quanto ha dichiarato Antonio Stango, "la posizione del Malawi si inserisce in una tendenza positiva in Africa. Sull'opportunità per i rispettivi Stati di votare in favore della Risoluzione per la moratoria delle esecuzioni all'Assemblea Generale dell'ONU abbiamo riscontrato molta attenzione anche in Kenya, in particolare da parte dell'Attorney General, Githu Muigai, e in Zambia, dove ne abbiamo discusso con parlamentari, con il ministro della Giustizia Given Lubinda, con l'arcivescovo di Lusaka Telesphore George Mpundu, con la Commissione Nazionale per i Diritti Umani e con i rappresentanti di numerose associazioni".
La delegazione di Nessuno tocchi Caino giungerà domani nello Swaziland.

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NESSUNO TOCCHI CAINO - NEWS FLASH

ITALIA: È MORTO UMBERTO VERONESI, SCIENZIATO E ABOLIZIONISTA SULLA PENA DI MORTE E SULL’ERGASTOLO
8 novembre 2016: All’età di 90 anni è morto Umberto Veronesi, uno scienziato che nella sua vita si è sempre battuto per l’abolizione sia della pena di morte sia dell’ergastolo. Ha fondato il movimento Scienze for Peace per dar voce alla scienza contro ogni forma di violenza, dalla pena capitale all’ergastolo ostativo, da lui considerato “una pena di morte civile”. “Una persona che entra in cella sapendo di essere destinato a morirvi è condannata a un’agonia lenta e spietata”, ha sempre detto Veronesi.
Veronesi ha fornito anche solide basi scientifiche alla sua campagna contro la pena di morte e la pena fino alla morte, che ha sintetizzato come segue: “Innanzitutto, il nostro sistema di neuroni non è immutabile, ma si rinnova perché il cervello è dotato di cellule staminali in grado di generare nuove cellule. Quindi la persona che abbiamo chiuso in un carcere non è la stessa vent’anni più tardi. Per ogni uomo esiste la possibilità di cambiare ed evolversi. In secondo luogo, gli studi sul DNA dimostrano che la violenza non è un imperativo biologico. Al contrario il messaggio del nostro codice genetico è la perpetuazione della specie, una naturale predisposizione alla solidarietà. Vi sono poi molti studi a sostegno dell’ipotesi ambientale della violenza: chi agisce con aggressività è stato esposto a fattori esterni sfavorevoli che lo spingono all’atto violento”.
Nessuno tocchi Caino lo ricorda con grande affetto e riconoscenza. 

USA: 3 RISULTATI NEGATIVI E UNO POSITIVO PER IL MOVIMENTO ABOLIZIONISTA
10 novembre 2016: la giornata elettorale dell’8 novembre ha portato 3 risultati negativi per il movimento abolizionista, e uno positivo.
In California è fallito per la seconda volta il tentativo di abolire la pena di morte per via referendaria. Nel 2012 con una percentuale 53/47 gli elettori non avevano approvato una proposta di legge per abolire la pena di morte. Quest’anno una proposta praticamente identica è stata respinta 54/46. Per la precisione, il quesito referendario denominato Proposition 62 ha ottenuto 3.971.872 Sì e 4.650.097 No (46.07% contro 53.93%). Una proposta di segno contrario, che limita le possibilità di ricorso dei condannati a morte e inoltre dispone che durante la detenzione abbiano l’obbligo di lavorare e versare il 70% di quanto guadagnato ai parenti delle vittime (Proposition 66) ha ottenuto 4,210,163 Sì e 4,058,667 No (50.92% contro 49.08%).
In Nebraska, con il 61,2% dei voti, è stata approvata la proposta “Referendum 426” che invalida la legge del maggio 2015 con la quale il Parlamento aveva abolito la pena di morte. A favore dell’abrogazione della legge, e quindi della reintroduzione della pena di morte, hanno votato 443.506 elettori, contro 280.587 (38,8%). Subito dopo la comunicazione del risultato definitivo il governatore Pete Ricketts, che ha capeggiato il fronte per la reintroduzione, finanziando anche con denaro personale la campagna elettorale, ha detto che riavvierà subito le procedure per le esecuzioni rimaste in sospeso.
Di contro il senatore Ernie Chambers, che aveva coordinato il movimento abolizionista, ha detto che ripresenterà la legge per l’abolizione.
In Oklahoma il 66% degli elettori ha votato a favore di State Question 776, che inserisce la pena di morte nella Costituzione dello stato, con l’intento di rendere più difficile l’eventuale l’intervento di un giudice o una corte per fermare le esecuzioni. A favore hanno votato 941.336 persone, contro 477.057 (34%).
In Kansas si è registrato l’unico risultato che può considerarsi positivo per il movimento abolizionista. Agli elettori era chiesto di confermare o meno la nomina di 11 giudici, 5 per la Corte Suprema di Stato e 6 per la Corte d’Appello. Alcune associazioni favorevoli alla pena di morte avevano fatto campagna elettorale chiedendo non venisse dato il voto di conferma per 4 dei candidati alla Corte Suprema, considerati troppo “liberali” per avere, in passato, emesso troppe sentenze critiche del sistema capitale in vigore. I cittadini del Kansas, che potevano votare pro o contro ogni singolo giudice, hanno approvato tutte le 11 nomine. I giudici “sotto attacco” hanno ottenuto una percentuale inferiore rispetto agli altri candidati, ma comunque sempre superiore al 54,9%. 

GIAPPONE: GIUSTIZIATO AUTORE DI DUE OMICIDI
11 novembre 2016: un uomo condannato per due omicidi è stato impiccato nel carcere di Fukuoka a Kyushu, ha annunciato il Ministero della Giustizia giapponese.
Kenichi Tajiri, 45 anni, era stato condannato a morte nel 2012 in due casi di omicidio e rapina aggravata commessi nella Prefettura di Kumamoto nel 2004 e 2011.
L'esecuzione, la seconda a seguito di una condanna a morte stabilita col sistema della giuria popolare, è giunta dopo che ad ottobre la Federazione Giapponese delle Associazioni Forensi ha pubblicato un manifesto per l'abolizione della pena capitale.
Si tratta della prima esecuzione in Giappone da marzo e anche della prima sotto il ministro della giustizia Katsutoshi Kaneda, del Partito Liberal-Democratico (LDP) al governo, che si è insediato nel mese di agosto.
Tajiri è il 17° detenuto messo a morte dal dicembre 2012, quando l'LDP ha preso le redini del governo.
Secondo la sentenza, Tajiri fece irruzione nel 2004 nella casa di un medico a Uto, Prefettura di Kumamoto, uccise la 49enne moglie dell'uomo e fuggì con circa 180.000 yen ($ 1.700) in contanti e altri oggetti.
Nel 2011, accoltellò a morte la 65enne moglie di un dirigente di società e ferì gravemente il marito nella casa della coppia a Kumamoto. Fuggì con 10.000 yen e altri oggetti.
Tajiri fu condannato a morte col sistema della giuria popolare nella Corte distrettuale di Kumamoto.
Nel 2012, ritirò il suo appello alla Corte Suprema, e la sentenza divenne definitiva.
Nel mese di ottobre, la Federazione Giapponese delle Associazioni Forensi per la prima volta ha adottato un manifesto che chiede al governo "di abolire la pena di morte entro il 2020 e al suo posto introdurre l'ergastolo senza condizionale." 

IRAN: APPLICATA PENA DELL’OCCHIO PER OCCHIO
9 novembre 2016: media iraniani ufficiali, tra cui l’ISNA, hanno riportato l’esecuzione di una sentenza di accecamento avvenuta l'8 novembre in una prigione vicino Teheran.
Le autorità iraniane hanno accecato entrambi gli occhi di un uomo di Qorveh (provincia del Kurdistan), identificato come "Mohammad Reza", che avrebbe lanciato della calce sulla faccia della nipote di quattro anni, rendendola cieca. L'attuazione di questa Qisas (pena dell’occhio per occhio) è avvenuta alla vigilia di un nuovo round di colloqui tra le autorità iraniane e l'Unione europea. I colloqui si svolgeranno a Bruxelles dove i funzionari dovrebbero discutere, come parte del dialogo, sulla situazione dei diritti umani in Iran.
Mohammad Shahriari, capo della Procura della Repubblica presso il tribunale penale di Teheran, ha detto che questa è la seconda sentenza di accecamento eseguita in Iran dopo l’approvazione di un articolo della legge iraniana sulla punizione degli attacchi con acido, introdotta nel 1958. Nel 1958, la legge suddetta non includeva ancora la pena dell’occhio per occhio, che è stata introdotta dopo la nascita della Repubblica Islamica. L'altra sentenza di accecamento fu eseguita nel marzo 2015.