martedì 8 novembre 2016

VILLA MEDICEA DI CASTELLO 

FIRENZE

La Grotta degli animali

La camera si sposta da sinistra a destra inquadrando le tre vasche e, successivamente, il soffitto decorato.
La Grotta degli Animali è uno degli ambienti architettonici più suggestivi e rilevanti dell'architettura manierista, pur essendo realizzata in un periodo nel quale i caratteri del nuovo stile non erano ancora ben definiti. Fu realizzata dal Tribolo, che oltre all'architettura scolpì direttamente le vasche, e forse portata a termine da Giorgio Vasari, avvalendosi delle sculture del Giambologna, una piccola parte delle quali, raffiguranti vari volatili, si trova oggi al Museo del Bargello. Montaigne, che visitò il giardino nel 1581, rimase incantato dalla grotta e la descrisse nelle memorie del suo viaggio in Italia.

Vi si accede da un portale fiancheggiato da due colonne tuscaniche, ed è completamente rivestita di concrezioni calcaree (chiamate "spugne"), mentre sul soffitto della prima camera e sull'arco che introduce alla seconda si trovano mosaici policromi a motivi geometrici e figurativi fatti con ciottoli e conchiglie. L'interno è composto da una stanza principale e una seconda più piccola che si apre come un'"abside". Su ciascun lato è presente una fontana comporta da una vasca marmorea sormontata da gruppi di animali scolpiti in pietre diverse, che costituiscono un insieme decorativo policromo di grande suggestione. Un complesso sistema idraulico alimenta una serie di zampilli che si originano dagli animali o si trovano sul pavimento offrono al visitatore la sorpresa di giochi d'acqua, che rinfrescavano l'atmosfera dalla calura e rendevano la roccia lucida e scintillante come in un'atmosfera irreale. Al centro della grotta esisteva una statua di Orfeo, che nella mitologia incantava gli animali con la musica, descritta dagli antichi viaggiatori e rimossa in epoca imprecisata.


La prima vasca, a sinistra è in marmo bianco ed è decorata da una stupenda composizione di pesci e altri animali marini. Sopra di essa sono stati disposti le statue della giraffa rossastra, il rinoceronte grigio (realizzato a partire da stampe, come quella celebre di Dürer e ben diverso dalle fattezze anatomiche naturali), l'orso in pietra rossa, la scimmia, il cane, il gatto, il lupo che sta per sbranare una pecora, la capra.

La seconda vasca, davanti all'entrata è in marmo rosso di Seravezza e vi è rappresentato sopra l'elefante, l'unicorno, il leone, la capra, il bue, il toro, qualche pecora.
La terza vasca, in marmo bianco con decorazione a conchiglie scolpite, è sovrastata dal cinghiale in pietra scura (molto simile a quello della Fontana del Porcellino e probabilmente copiato dalla stessa statua ellenistica agli Uffizi), il cavallo, il toro, la capra, il cammello, il leopardo (rappresentato stilizzato come negli affreschi rinascimentali), l'alce, il cervo, la scimmietta.
Accanto alla grotta si aprono due nicchie con vasche e i calchi delle sculture dei gladiatori, opere di Domenico Pieratti, una delle quali frutto dell'integrazione di una statua antica, copia romana di un originale attribuito a Lisippo, i cui originali sono alla Petraia.