giovedì 12 ottobre 2017

Un caro saluto ai lettori di questo blog, per alcuni giorni le attività saranno sospese causa ferie (finalmente) di chi vi scrive!
guido michi
VOLTERRANO-I FASTI MEDICEI-VILLA LA PETRAIA FIRENZE

I Fasti medicei (o Glorie di Casa Medici) sono un ciclo di affreschi dipinti dal Volterrano tra il 1636 e il 1646 nel cortile della villa medicea della Petraia a Firenze. Dedicati alla celebrazione di Casa Medici, sono considerati il capolavoro dell'artista, e una delle opere più significative del Seicento fiorentino.


Difendi i diritti umani - La newsletter di Amnesty International Italia

Image
Image


Idil passerà in carcere il suo compleanno.

Sabato 14 ottobre sarà un altro giorno senza la sua musica, il suo gatto, i suoi amici, il suo lavoro.


Qualche settimana fa ci ha scritto: "In questo processo credo che Amnesty abbia un ruolo molto importante per richiamare tutti al rispetto dei diritti umani. Continuerò a crederlo. Sono orgogliosa di essere il direttore di Amnesty International Turchia. In un contesto storico in cui xenophobia e conflitti sono in crescita credo che organizzazioni come Amnesty siano insostituibili".

Guido, grazie alla tua firma hai dato grande forza a Idil. Aiutaci a regalare la libertà ad Idil e a tutti i difensori dei diritti umani!


Ultim'ora
Pochi giorni prima del suo compleanno, l’accusa ha chiesto fino a 16 anni per Idil e per gli altri difensori dei diritti umani ancora in carcere da più di 100 giorni. Per questo abbiamo aperto un nuovo appello per chiedere la liberazione di tutti loro.

Rettangolo arrotondato: FIRMA ANCHE TU
Il trattamento dei dati degli iscritti alla newsletter è conforme a quanto previsto dal Codice in materia di protezione dei dati personali (decreto legislativo 30 giugno 2003, n.196). Se non desideri ricevere ulteriormente questa newsletter clicca qui per rimuovere il tuo indirizzo email

mercoledì 11 ottobre 2017

ANTONELLO DA MESSINA-LA MADONNA COL BAMBINO-GALLERIA DEGLI UFFIZI FIRENZE

La Madonna col Bambino e angeli reggicorona è un dipinto a olio e oro su tavola (114,8x54,5 cm) di Antonello da Messina, databile al 1470-1475 circa.
La Madonna col Bambino di Antonello venne riscoperta sotto pesanti ridipinture e acquistata, col San Giovanni Evangelista dal museo fiorentino nel 1996. L'altissima qualità della pittura aveva infatti palesato l'opera del grande maestro, collegando le due tavole con quella, di analogo formato, nella Pinacoteca del Castello Sforzesco di Milano e, forse, con le tre cuspidi dei Dottori della Chiesa nel Museo regionale di Palazzo Abatellis a Palermo.
La Madonna col Bambino si trova su un trono intagliato, di gusto catalano, avvolta in un ampio manto blu che ne esalta la plasticità dilatata e tridimensionale. Lo schienale è coperto da un telo bianco e sopra di esso si trova disteso un telo verde in cui si vedono le pieghe come se fosse appena stato steso. Esso, così come i due piccoli angeli che reggono la corona di rose di Maria, è uno stilema che deriva dall'arte fiamminga, della quale Antonello fu il principale mediatore in Italia, influenzando a sua volta altre scuole locali, in particolare quella veneziana. Non a caso nel museo fiorentino le due tavole si trovano esposte nella sala dei Fiamminghi, a confronto con le tavole degli artisti nordici della seconda metà del secolo, come Hans Memling.
La fisionomia di Maria è tipica delle Madonne di Antonello, dal sapore così spiccatamente mediterraneo, mentre il Bambino è ritratto in un gesto naturale di abbracciare la madre, afferrandole il velo e sporgendosi per unire i due volti, secondo uno schema di affettuosa intimità già usato da Donatello.

martedì 10 ottobre 2017

PALAZZO CANACCI GIANDONATI-PIAZZA DI PARTE GUELFA 
FIRENZE

Palazzo Canacci o Palazzo Canacci-Giandonati si trova in piazza di Parte Guelfa 3 a Firenze, dirimpetto al Palagio di Parte Guelfa ed alle'ex-chiesa di San Biagio.
I Canacci furono una famiglia di abili mercanti, che costruì il proprio palazzo nella seconda metà del Quattrocento quale traguardo di un raggiunto successo economico.
Il palazzo si presenta con una pianta complessa, con il corpo principale composto da una lunga facciata a tre piani, che sfuma nello stretto chiasso di San Biagio. Vi si aprono due portali al pianterreno affiancati da finestre con cornici, mentre ai piani superiori due file di sei finestre centinate sono sottolineate da cornici marcapiano, mentre all'ultimo piano si apre una pregevole loggetta sostenuta da colonnine. La loggetta venne ripristinata solo durante il restauro del 1902 di Giuseppe Castellucci, dopo che il palazzo era divenuto di proprietà comunale, che completò anche i ricchi graffiti della facciata. All'altezza del piano nobile è appeso, al centro della facciata, uno stemma familiare, con una testa canina su tre catene legate al centro da un anello. Una facciata simile si prolunga anche su via delle Terme.

La famiglia Canacci si estinse nel 1778 con la morte di Cosimo Canacci.
Durante il periodo dello sventramento per la creazione di piazza della Repubblica il palazzo venne lambito dalle demolizioni, che si fermarono fortunatamente a pochi metri di distanza per scarsezza di fondi. In seguito tutta la piazza di Parte Guelfa venne restaurata e nonostante qualche manomissione, oggi è un grazioso angolo cittadino.
All'epoca il palazzo venne unito con l'adiacente Palazzo Giandonati, trecentesco rimaneggiato nel XV secolo, caratterizzato da un avancorpo sulla piazza, che aveva anticamente l'entrata principale sul vicolo del Panico. In seguito il palazzo venne quindi chiamato anche Palazzo Canacci-Giandonati.

Il lato del Palazzo Giandonati si caratterizza per un alto corpo di fabbrica che ricorda una torre medievali, dove spicca un pian terreno con alcuni scalini, panca di via e due portali, contornati da un rustico bugnato sporgente che ricorda i primi esempi di questa decorazioni apparsi tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento. Sul vicolo del Panico un avancorpo al primo piano si sviluppa su un arco rampante ed un archetto a sesto acuto appoggiati su mensole digradanti. Anche i graffiti di questo lato vennero rifatti nei primi del Novecento.
Oggi ospita il comitato per il calcio in costume.
Se non visualizzi il contenuto correttamente guarda questa email nel browser



IL CINQUECENTO A FIRENZE

TRA MICHELANGELO, PONTORMO E GIAMBOLOGNA

Dal 21 settembre 2017 al 21 gennaio 2018



Inaugurazione Utopie Radicali
Giovedì 19 ottobre
Inaugurazione Utopie Radicali

ore 19.00
Inaugurazione della mostra
Strozzina di Palazzo Strozzi
 
ore 22.00
Radical Night allo Space Electronic
via Palazzuolo 37, Firenze

Ingresso libero
Scopri la serata →

Conferenza Santa Maria Novella: gli anni vasariani
Sabato 14 ottobre, ore 17.00
Conferenza
Il Cinquecento a Firenze: Andrea del Sarto maestro del secolo

di Antonio Natali

Nell'ambito del ciclo di conferenze dedicato al Cinquecento a Firenze, organizzato dal Comune di Montevarchi.

Palazzo del Podestà, Montevarchi
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Maggiori informazioni →
Maratona Radicals
Lunedì 23 ottobre, ore 10.00-18.00
Maratona Radicals
a cura di Senzacornice

In occasione della mostra Utopie Radicali, una giornata di approfondimento dedicata all'avanguardia architettonica degli anni Sessanta e Settanta, nel quadro della rassegna Estate Fiorentina.
 
Sala d'Arme di Palazzo Vecchio
Ingresso libero fino a esaurimento posti

Il restauro della cappella Capponi
Martedì 17 ottobre, ore 16.30
Conferenza

Il restauro della cappella Capponi
di Daniele Rapino

All'interno del ciclo di conferenze “Nei luoghi del Cinquecento a Firenze e in Toscana” a cura di Ludovica Sebregondi.

Chiesa di Santa Felicita, Firenze
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Scopri di più →
Facebook
Twitter
Instagram
YouTube
Flickr

Copyright © 2017 Fondazione Palazzo Strozzi. Tutti i diritti riservati. Piazza Strozzi - 50123 Firenze. Ricevi questa email perché ti sei iscritto alla newsletter di Palazzo Strozzi - www.palazzostrozzi.org
cancellati da questa lista | modifica le tue preferenze
 

lunedì 9 ottobre 2017

Raffaello, Trasporto di Cristo, Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 

FIRENZE

domenica 8 ottobre 2017

GERARD DAVID-L'ADORAZIONE DEI MAGI-GALLERIA DEGLI UFFIZI 
FIRENZE

L'Adorazione dei Magi è un dipinto a tempera su tela (95x80 cm) di Gerard David, databile al 1495 circa.
L'opera è citata in galleria dal 1845, quando pervenne dall'Accademia di Belle Arti, senza conoscerne l'origine.
Fu Max Friedländer ad attribuirla al maestro fiammingo Gerard David, anche se l'insolita tecnica e il supporto altrettanto insolito della tela rendono problematica la determinazione della cronologia, che stabilì comunque a una fase giovanile dell'artista, prima dell'Adorazione a Bruxelles (1498), per il persistere di alcuni elementi di gusto tardogotico.
Davanti allo sfondo scuro della capanna in rovina, Maria presenta il Bambino all'adorazione dei Re Magi, disposti attorno ad essa con una composizione piramidale. Poco dietro stanno san Giuseppe (destra), il bue e l'asinello (centro) e il corteo dei Magi (sinistra). Più lontano alcuni squarci nello sfondo permettono di ammirare alcuni brani di idilliaco paesaggio, come il castello in alto a destra.
Il tratto ha una linea sottile e leggera, che crea panneggi astratti e inconsistenti, retaggio della tradizione tardogotica. Il sentimento generale è quello di un incantato stupore, di tranquilla ieraticitá.

sabato 7 ottobre 2017

MAESTRO DEL BIGALLO-LA MADONNA COL BAMBINO-GALLERIA DEGLI UFFIZI FIRENZE

La Madonna col Bambino in trono e due angeli (o Madonna Bardini) è un dipinto tempera su tavola del Maestro del Bigallo, databile al 1230 circa..
L'opera si trova esposta nel museo dal 2007, acquistata l'anno prima dall'antiquario Fabrizio Moretti con fondi speciali gestiti direttamente dalla Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino.
Si ignora la collocazione originaria dell'opera, che nel XIX secolo venne immessa sul mercato da Stefano Bardini, finendo in collezioni estere tra cui quelle di Charles Fairfax Murray e Joseph Duveen.
L'opera, in buono stato di conservazione, è tra le migliori dell'anonimo artista, uno dei primi maestri di pittura italiani di cui è stato possibile tracciare un catalogo di opere, ed è molto significativa della pittura fiorentina nella prima metà del Duecento.
La Vergine troneggia sporgendo con la testa e l'aureola oltre i confini della tavola rettangolare, come tipico nelle opere dell'epoca. Maria è raffigurata su un trono stilizzato, composto da più strati bombati e da un cuscino rosso, e tiene in braccio il Bambino benedicente; i piedi sono poggiati su una pedana rozzamente scorciata; come tipico, due piccoli angeli simmetrici in volo riempiono i due angoli ai lati delle spalle della Vergine.
Il manto è rosso ed è avvolto con pesanti pieghe del panneggio, sviluppato in maniera geometrica e piatta, con sfumature date da strisce di colore. Alle gambe spunta la veste azzurra con puntini dorati, pure organizzata in pieghe stilizzate che suggeriscono, con una certa libertà, la forma delle ginocchia sottostanti. Le forme tendono a dilatarsi, dando al gruppo sacro il tono di una solenne e maestosa raffigurazione, distaccata come suggerisce anche la leggera deviazione in tralice dello sguardo, tipica dell'artista.
Il Bambino fa uscire il braccio dal mantello candido, con un gesto che è ripreso dalla Madonna di Rovezzano (Firenze, chiesa di Sant'Andrea a Rovezzano), ritenuta la più antica opera di scuola fiorentina pervenutaci, anche se il Maestro del Bigallo addolcì il gesto in maniera più accattivante, facendo spuntare il gomito sotto la fascia che arriva fino al collo.
      nessuno   tocchi    CAINO             
    NO   ALLA   PENA    DI    MORTE    




1.  LA STORIA DELLA SETTIMANA : KUWAIT: L’EMIRO COMMUTA LE CONDANNE A MORTE DI 15 INDIANI 2.  NEWS FLASH: NIGERIA: OTTO CONDANNE A MORTE COMMUTATE NELLO STATO DI ANAMBRA 3.  NEWS FLASH: ONU: APPROVATA RISOLUZIONE CONTRO LA PENA DI MORTE PER OMOSESSUALITA’
4.  NEWS FLASH: ARABIA SAUDITA: SEI DECAPITATI PER DROGA E OMICIDIO 5.  NEWS FLASH: PAKISTAN: TRE IMPICCATI PER TERRORISMO 6.  I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA :


KUWAIT: L’EMIRO COMMUTA LE CONDANNE A MORTE DI 15 INDIANI
30 settembre 2017: Le condanne a morte di 15 cittadini indiani rinchiusi nel braccio della morte del Kuwait sono state commutate in ergastolo dall’Emiro.

Lo ha reso noto il Ministro per gli Affari Esteri indiano Sushma Swaraj, aggiungendo che l’Emiro ha ordinato la riduzione delle pene detentive di altri 119 detenuti indiani. Il Ministero degli Esteri indiano ha ringraziato l’Emiro per il suo gesto “cortese”.
In una serie di tweet, la Swaraj ha detto “L’Emiro del Kuwait è stato lieto di commutare in ergastolo le condanne a morte di 15 cittadini indiani”.
La missione indiana in Kuwait fornirà tutta l’assistenza ai detenuti indiani che sono stati liberati, ha aggiunto.
Non è chiaro per quali crimini i cittadini indiani si trovassero dietro le sbarre.


---------------------------------------
NESSUNO TOCCHI CAINO - NEWS FLASH

NIGERIA: OTTO CONDANNE A MORTE COMMUTATE NELLO STATO DI ANAMBRA
3 ottobre 2017: Il governatore dello Stato nigeriano di Anambra, Chief Willie Obiano, ha commutato in ergastolo le condanne capitali di otto detenuti e ha concesso la grazia ad altri prigionieri che stanno scontando varie pene detentive.
Il Governatore Obiano ha annunciato la sua decisione durante la Santa Messa presso la Chiesa Cattolica di San Matteo, Akpu, Orumba South Local governments Area nello Stato di Anambra.
Il governatore ha dichiarato che la prerogativa della grazia è in linea con la celebrazione dell'Indipendenza della Nigeria.
"Ho commutato le condanne a morte di otto prigionieri in ergastolo. Hanno già trascorso in carcere più di 18 anni, quindi hanno ancora due o tre anni prima di essere liberati", ha detto Obiano.
Il governatore ha anche sottolineato che altri 12 prigionieri hanno avuto una riduzione delle loro condanne al carcere mentre altri sono stati graziati.
Si è rammaricato della condizione critica di alcune carceri del Paese, che hanno portato detenuti a contrarre diversi tipi di malattie trasmissibili.


ONU: APPROVATA RISOLUZIONE CONTRO LA PENA DI MORTE PER OMOSESSUALITA’
29 settembre 2017: Una risoluzione delle Nazioni Unite che vieta la pena di morte per l'omosessualità è stata contrastata da un totale di 13 Paesi del Consiglio Onu per i diritti umani. Mentre molti di questi 13 Paesi si trovano in Africa e Medio Oriente, gli Stati Uniti hanno a sorpresa votato contro la misura.
La risoluzione è stata approvata comunque, con 27 Paesi che hanno votato a favore.
La risoluzione è stata presentata da otto nazioni - Belgio, Benin, Costa Rica, Francia, Messico, Moldavia, Mongolia e Svizzera - che hanno considerato prioritari i diritti globali LGBT.
"Questo è un momento importante in cui la comunità internazionale ha pubblicamente sottolineato che queste orribili leggi devono semplicemente terminare", ha dichiarato Renato Sabbadini, direttore dell'International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans e Intersex Association (ILGA). "È inconcepibile pensare che ci sono centinaia di milioni di persone che vivono in Stati dove qualcuno può essere giustiziato semplicemente per chi ama".
Gli sforzi dell'Egitto, dell'Arabia Saudita e della Russia per fermare la risoluzione sono falliti.
La risoluzione non chiede tuttavia la fine della pena capitale, ma chiede ai Paesi membri di non usarla in "modo discriminatorio", incluso contro minori e le donne in gravidanza, o per blasfemia e relazioni consensuali omosessuali.
Gli altri paesi che hanno votato contro la risoluzione sono il Bangladesh, Botswana, Burundi, Cina, Giappone, Qatar, Egitto, Etiopia, India, Iraq, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.


ARABIA SAUDITA: SEI DECAPITATI PER DROGA E OMICIDIO
1 ottobre 2017: Sei prigionieri sono stati giustiziati in Arabia Saudita dopo essere stati riconosciuti colpevoli di traffico di droga e omicidio.
Si tratta del più alto numero di esecuzioni praticate in un singolo giorno dall’inizio dell’anno.
Tra i sei decapitati figura un cittadino pakistano che era stato condannato per traffico di droga, mentre i cinque cittadini sauditi erano stati tutti condannati per omicidio, ha precisato il Ministero degli Interni di Riad. Queste ultime esecuzioni portano a 44 il numero dei detenuti messi a morte in Arabia Saudita da inizio anno, in base ad un conteggio tenuto dalla AFP.


PAKISTAN: TRE IMPICCATI PER TERRORISMO
4 ottobre 2017: Tre terroristi condannati a morte da un tribunale militare sono stati impiccati di mattina nella prigione di Khyber Pakhtunkhwa.
L'ISPR, organo informativo dei militari, ha identificato i tre terroristi come Sajid, Bahram Sher e Fazal-e-Ghafar.
I tre erano coinvolti in atti di terrorismo, incluso un attentato contro un aereo della Pakistan International Airline (PIA) all'aeroporto di Peshawar, che provocò la morte di una donna e il ferimento di altri due passeggeri.
In precedenza, il capo dell'esercito aveva confermato le condanne a morte pronunciate contro i terroristi.
Behram Sher detto Khairan era un membro attivo del Pakistan Tehreek-i-Taliban. Era coinvolto in attacchi alle forze armate del Pakistan, nonché nella distruzione di una scuola primaria femminile, che provocò ferimento e morte di soldati. Era stato anche trovato in possesso di esplosivi. Era stato processato sulla base di tre capi d’imputazione e condannato a morte.
Fazal-e-Ghaffar detto Shehzada era membro della stessa organizzazione e coinvolto in attacchi alle forze armate che provocarono la morte di quattro soldati e il ferimento di un altro. Era anche in possesso di una giacca imbottita di esplosivo. Avrebbe confessato i suoi reati davanti al magistrato e al tribunale. Aveva ricevuto la pena di morte.

Infine Sajid, noto come Ibrahim Khan, membro di un'organizzazione fuorilegge, era coinvolto nell’attacco a un aereo di linea della Pakistan Airlines che atterrava all’aeroporto di Peshawar, che portò alla morte della signora Maqnoon e al ferimento di altri due passeggeri.

venerdì 6 ottobre 2017

ANTONIO DEL POLLAIOLO-PALA DEL CARDINALE DEL PORTOGALLO-GALLERIA DEGLI UFFIZI 

FIRENZE

La Pala del cardinale del Portogallo (Santi Vincenzo, Giacomo Maggiore ed Eustachio) è un dipinto a olio su tavola (172x179 cm) di Antonio del Pollaiolo, databile al 1466-1467 circa. Proviene dalla Cappella del Cardinale del Portogallo in San Miniato al Monte.
La pala decorava l'altare della cappella funebre di Giacomo del Portogallo, cardinale di Sant'Eustachio, imparentato con i reali portoghesi e morto a Firenze durante un transito nel 1459. Per lui i suoi illustri parenti chiamarono alcuni dei più quotati artisti fiorentini dell'epoca per creare una cappella funebre degna del suo status regale, che viene considerata il capolavoro di quel gusto per la Copia et Varietas in voga a Firenze nei decenni centrali del secolo. Alla decorazione parteciparono i fratelli Antonio e Bernardo Rossellino, Luca della Robbia e Alesso Baldovinetti.
La pala d'altare venne affidata ai fratelli del Pollaiolo, anche se è controversa l'attribuzione all'uno o all'altro. L'ipotesi prevalente vuole Antonio autore delle parti più significative, quali il santo centrale, e di quelle laterali, più deboli, a Piero, ma c'è anche chi attribuisce l'intera opera a Piero.
Nel 1800 la tavola venne spostata agli Uffizi e sostituita in loco da una copia. La tecnica rivela soluzioni originali, come dimostrò il restauro di Alessandro Cecchi del 1994: su una tavola di rovere venne apposta un'imprimitura oleosa, che riprendeva una soluzione tipica dell'arte fiamminga.
I santi Vincenzo, Giacomo Maggiore ed Eustachio sono rappresentati allineati sul primo piano. Il primo era patrono di Lisbona e del Portogallo, Giacomo era omonimo del cardinale e Eustachio alludeva al suo titolo. San Giacomo guarda verso destra, poiché verso quel lato si trovava la tomba del cardinale.
Il paesaggio retrostante è visto a volo d'uccello e ricorda la pittura fiamminga coeva. Il santo centrale, Giacomo, è leggermente avanzato e colto con naturalezza mentre si mette la mano al petto e guarda verso destra, verso la tomba del cardinale, indirizzando quindi lo sguardo dell'osservatore. Energica è la linea del complesso panneggio di velluto che si increspa sul corpo del santo creando una densa macchia di colore cangiante, sotto la quale emerge il damasco finissimo della veste. I santi laterali sono da alcuni attribuiti alla mano di Piero, in particolare Eustachio, privo della drammaticità data dalla linea tipica di Antonio. La varietà e ricercatezza dei dettagli, tipica dell'epoca, ha il culmine nelle vesti intessute di gioielli o nello straordinario cappello di san Giacomo con la conchiglia del pellegrino, poggiato sul pavimento in marmi policromi.
La cornice (242x235 cm) è antica, intagliata da Giuliano da Maiano, e recante iscrizioni e lo stemma in ottone smaltato del cardinale. Sul fregio superiore si legge VOBIS DATVM EST NOS[TR]E / MISTERIVM REGNI DEI; in basso i nomi dei tre santi: S[ANCTUS] VINCENTIVS / S[ANCUTS] IACOBVS AP[OSTVLVS] / S[ANCTVS] EVSTACIVS.