martedì 12 dicembre 2017



Inchiesta Consip, sospesi dal servizio i carabinieri Scafarto e Sessa per depistaggio



Nuove nubi oscure avvolgono i carabinieri ex Noe che indagavano sull’inchiesta Consip. La procura di Roma contesta, infatti, al maggiore dei carabinieri, Gianpaolo Scafarto e al colonnello, Alessandro Sessa un nuovo episodio di depistaggio. Valutate le accuse mosse dal procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, dell’aggiunto Paolo Ielo e del pm Mario Palazzi il gup di Roma, Gaspare Sturzo ha emesso l’ordinanza di misura interdittiva di un anno per Scafarto e Sessa che dunque sono ufficialmente sospesi dall’Arma dei carabinieri. 
Bernardino Poccetti, San Filippo Benizi converte due peccatrici-BASILICA DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA FIRENZE


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questa è una settimana cruciale per il diritto all'autodeterminazione.
Nella giornata di oggi, martedì 12 dicembre, la legge sul BioTestamento vedrà l'avvio delle votazioni sui 3.005 emendamenti presentati. Domani, mercoledì 13 dicembre, si terrà l'interrogatorio di Marco Cappato, per l'aiuto fornito a Dj Fabo nel raggiungere la Svizzera per ottenere il suicidio assistito, davanti alla Corte d'Assise di Milano. Dopodomani, giovedì 14 dicembre, si arriverà invece al voto conclusivo della legge sul BioTestamento.

Giovedì 14 dicembre saremo a Piazza Montecitorio a Roma, dalle 10.30 alle 13.30, con tutti i protagonisti della decennale campagna per le scelte di fine vita e gli attivisti per la libertà di scelta. Seguiremo insieme la diretta della votazione del Senato e (sperabilmente) festeggeremo insieme l'approvazione di una legge di libertà.

Vieni anche tu in Piazza! Porta bandiere, cartelloni e... ombrello. Nemmeno la pioggia potrà fermare la gioia di una conquista di libertà!

Mina Welby, Marco Cappato, Filomena Gallo, Matteo Mainardi


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Martedì 12 dicembre 2017

Enews 504





Ben ritrovati. Sta finalmente per cominciare la campagna elettorale e potremo discutere di argomenti concreti, importanti per la vita dei cittadini, uscendo dalla bolla autoreferenziale nella quale la politica tradizionale è spesso imprigionata. Neanche 24 ore che sono tornato a Roma e subito la mente torna alla bellezza degli incontri con la gente fatti durante il viaggio in treno: sulla mia pagina YouTube, cliccando qui, trovate un video di meno di tre minuti che ripercorre alcune delle tappe, trailer del film vero e proprio che uscirà a febbraio.

Leggo qualche email preoccupata sulla prossima campagna elettorale ma penso che la sfida decisiva si giocherà sui temi del lavoro e della sicurezza sociale. E penso dunque che il PD abbia tutti gli elementi per essere la forza più credibile e più convincente. Penso e credo, davvero, che saremo il primo partito come numero di voti e il primo gruppo parlamentare. Quando saranno chiari candidati e modalità di voto, anche quelli che da settimane raccontano di avere già in tasca tutto cambieranno toni, vedrete: non saranno pochi coloro che, convinti di entrare in conclave come Papa, usciranno cardinale.

È fondamentale, tuttavia, che si chiuda la pagina delle polemiche interne al centrosinistra: basta con le risse. Chi ha scelto la strada della divisione risponderà delle proprie scelte davanti ai cittadini: noi non dobbiamo attaccare nessuno. Adesso la discussione è finita, stop alle chiacchiere inutili. Abbassiamo le polemiche personali e incalziamo tutti sui contenuti.

Per esempio: ieri ho illustrato sinteticamente le nostre tesi sull'Europa (qui il post, qui la pagina di Avanti sul tema), chiedendo agli altri di fare altrettanto. Risposte non pervenute, ovviamente. Del resto, come fanno a rispondere?
I Cinque Stelle chiedono un referendum per uscire dall'Euro come hanno ufficialmente detto in TV dalla Gruber qualche sera fa. Referendum nel quale peraltro - ha detto la loro rappresentante in trasmissione Castelli - non sanno che cosa votare, se votare sì o votare no. Immagino già la campagna elettorale pentastellata: «Amico del Blog, sull'uscita dall'Euro vota e fai votare "Non so".»
E Salvini che dice? La sua idea dell'Europa è quella di sei mesi fa targata Marine Le Pen o è quella di Berlusconi targata Angela Merkel? Le due non sembrano compatibili, (almeno) uno dei due sta prendendo in giro gli italiani. Affidereste il futuro di questo Paese, finalmente uscito dalla crisi dello Spread e della decrescita, a chi vorrebbe portarci fuori dall'Euro? Nessuno lo dice, ma dopo che questo 2017 è stato caratterizzato dalla sconfitta dei populisti in Olanda, Francia, Germania, l'Italia - per responsabilità di Berlusconi e Salvini - è il primo paese europeo in cui popolari e populisti viaggiano insieme. Chissà, prima di marzo magari anche qualche commentatore noterà la stridente contraddizione di chi afferma di voler combattere il populismo... alleandosi con i populisti. È un'idea innovativa, sicuramente. È come se un dietologo per farvi dimagrire vi dicesse di mangiare tanti dolci.

Il PD e il centrosinistra sono la forza seria e credibile che può dare un futuro all'Italia. Ma dobbiamo essere noi, prima di tutto, desiderosi di vincere, affamati e non rassegnati. Questo il senso di una lunga intervista che ho rilasciato al condirettore di Repubblica, Tommaso Cerno e che trovate qui. Se avete tempo per leggerla e mi mandate i vostri commenti, sarò felice di leggervi: matteo@matteorenzi.it.

E allo stesso tempo dobbiamo chiudere la questione coalizione (che ci aiuterà molto nei collegi uninominali della Camera e del Senato visto che circa un terzo dei seggi saranno scelti con voto secco sul collegio), ma dobbiamo anche e soprattutto rilanciare il PD. Per questo rinnovo l'appello a chi vorrà darci una mano per fare il Responsabile di Seggio a segnalare la propria disponibilità (clicca qui) e vorrei invitarvi a seguire sabato mattina 16 dicembre la diretta da Reggio Emilia (dalle 10 alle 13). Nel Teatro Municipale Romolo Valli della città del Tricolore, nella città delle sfide educativa e dei valori dei fratelli Cervi, in collegamento con mille sedi del PD distaccate sul territorio, chiuderemo politicamente questo 2017 pronti a ripartire con la campagna elettorale a gennaio. E ci saremo come PD, come squadra, con i rappresentanti del Governo, con gli amministratori locali, con i vostri messaggi e suggerimenti che arriveranno dai social, con le storie di un partito che ha preso l'Italia ferma in panne e l'ha rimessa in moto. Ora il bivio è chiaro: si continua a andare avanti o si torna indietro? La sfida tutto sommato è semplice: se pensate che l'Italia stia meglio di quattro anni fa, date fiducia al PD. Se avete voglia di tornare ai tempi dello spread e della crisi occupazionale, invece avete l'imbarazzo della scelta.

Pensierino della sera. Avevo promesso alla Leopolda (qui il mio intervento integrale) che ogni quindici giorni avremmo presentato un report sulla disinformazione sistematica che alcuni soggetti praticano in rete e sui social. Puntuale come un orologio svizzero, oggi Democratica presenta il primo report (potete scaricarlo da qui o richiederlo su whatsapp al 348 640 9037). Non ci occupiamo di potenze straniere (come invece ha fatto La Stampa, qui), ma - per il momento - solo dei primi passi di un'inchiesta che adesso fa pensare. E tra qualche settimana, ne sono certo, farà anche molto parlare. E ricordatevi: non lo facciamo per la campagna elettorale o per vincere un collegio in più. Lo facciamo per i nostri figli. Perché la Rete non divenga il luogo della falsità soprattutto su temi delicati come i temi sanitari, dai vaccini al cancro, dall'anoressia alle malattie rare. Con questi report il PD svolge un servizio pubblico e propone alcuni fatti oggettivi: chi vorrà, potrà discuterli, ci auguriamo civilmente.

Un sorriso,
Matteo
(chi vuole restare in contatto quasi quotidiano può scaricare la App Matteo Renzi, qui, grazie)

Post Scriptum. Dopo la bella manifestazione di Como, il capo di Forza Nuova ci ha attaccato dicendo che il PD è il loro nemico. Ho risposto con questo post su facebook. Mi colpisce però che da qualche ora il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, per aver espresso giudizi analoghi sia costretto ad avere una protezione della Digos. Un abbraccio a Ricci e alla sua famiglia, intanto. E una certezza: noi non lasceremo soli i nostri amministratori.

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IL CINQUECENTO A FIRENZE

TRA MICHELANGELO, PONTORMO E GIAMBOLOGNA

Fino al 21 gennaio 2018
Mostra aperta Natale e festività!



Regala Palazzo Strozzi
REGALA PALAZZO STROZZI
Regala l'arte e la cultura!


A Natale scegli di regalare la tessera Amico di Palazzo Strozzi oppure i biglietti delle nostre mostre in corso o future.
Per essere protagonisti di tutte le nostre iniziative, esposizioni, inaugurazioni e eventi.

Disponibili in biglietteria oppure online
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Presentazione Il Cinquecento a Firenze
Sabato 16 dicembre, ore 17.00
Presentazione della mostra 
 
Il Cinquecento a Firenze

dei curatori Carlo Falciani e Antonio Natali

Fra le iniziative collegate all’esposizione Vasari, Jacone e la maniera bizzarra.

Casa Museo Ivan Bruschi
Corso Italia 14, Arezzo
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Maggiori informazioni →
Mostre aperte Natale e Capodanno
In occasione delle feste
 
Le mostre di Palazzo Strozzi saranno aperte tutti i giorni, inclusi Natale e Capodanno con il seguente orario:
Il Cinquecento a Firenze tutti i giorni 10.00-20.00 e tutti i giovedì fino alle 23.00;
Utopie Radicali tutti i giorni 12.00-20.00 e tutti i giovedì fino alle 23.00.

La biglietteria chiude un'ora prima delle sale
Maggiori informazioni →

Giovedì per i giovani
Giovedì 21 dicembre
dalle ore 19.00 alle ore 22.00
Giovedì per i Giovani

Giovani studenti delle scuole superiori diventano le guide delle mostre Il Cinquecento a Firenze e Utopie Radicali. Un evento speciale per visitarle con occhi nuovi.

L'attività è gratuita con i biglietti delle mostre
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lunedì 11 dicembre 2017

Tomba di Guglielmo di Durfort, Basilica della Santissima Annunziata FIRENZE

Guglielmo di Durfort, in francese Guillaume Bertrand de Durfort (... – Campaldino, 11 giugno 1289), è stato un condottiero francese, tutore militare (balio) di Aimeric de Narbonne, come quest’ultimo giunto in Italia al servizio di Carlo d’Angiò e chiamato a dirigere le campagne militari guelfe.

La sua fama è dovuta soprattutto alla partecipazione alla battaglia di Campaldino, ove perse la vita colpito all'occhio da un quadrello di balestra mentre stava organizzando la controffensiva, dopo lo sfondamento delle linee guelfe operato dalla cavalleria pesante ghibellina.
Il suo corpo fu riportato a Firenze e sepolto nella chiesa della SS. Annunziata a testimonianza di un legame spirituale fra il condottiero e il neonato Ordine dei Servi di Maria, in quell'epoca grande sostenitore della causa guelfa. Come stabilito in apposito testamento al momento della sua partenza per la spedizione contro Arezzo, lasciò gran parte dei suoi averi ai frati per opere di carità, tra le quali un contributo in denaro per le fanciulle senza dote. Il resto lo lasciò ad Aimeric de Narbonne che, commosso, gli fece costruire il bassorilievo che ancora oggi orna la sua sepoltura e che lo ritrae a cavallo, nell'atto di caricare.
Cappella Corbinelli, Altare del Sacramento di Andrea Sansovino-BASILICA DI SANTO SPIRITO FIRENZE

PORCACCIAMISERACCIAINFAME...

L'ANPI sta organizzando iniziative contro l'insorgere ed il risorgere del fascismo nel nostro paese. Ma domando e dico quando facevate le manifestazioni in compagnia di FORZA NUOVA durante la campagna referendaria chi credevate fossero questi bei soggetti? PORCACCIAMISERIACCIAINFAME ma la storia non vi ha insegnato proprio niente, le scissioni che negli anni venti ha subito il PARTITO SOCIALISTA non vi ricordano qualcosa? Anche allora i veri riformisti venivano, dalla cosi detta sinistra massimalista, trattati da traditori della classe operaia e nel 1922 la corrente riformista di Turati venne espulsa dal P.S.I. per la collaborazione data ai partiti borghesi nel risolvere la crisi di Governo del 22. Turati...."IL SOCIAL TRADITORE, L'INFAME, IL VENDUTO ALLA BORGHESIA" e nel frattempo il Fascismo stava per prendere il potere portando l'Italia verso il disastro di tragiche guerre, l'annientamento di tutte le libertà’ ecc.ecc..Tra populismi qualunquisti, sovranismi nazionalisti, razzismi e nuovi fascismi che stanno portando il nostro paese verso una china pericolosa,voi, sinistra dura e pura pensate alle vostre scissioni, ai distinguo ai veti ed a bischerate di questo genere. MA PORCACCIAMISERIACCIAINFAME non vi accorgete del pericolo mortale che incombe sul nostro povero paese?
PER MOTIVI DI EDUCAZIONE NON VI DICO DOVE DOVRESTE ANDARE.......
guido michi

domenica 10 dicembre 2017

Cappella di San Giuliano o di San Giuseppe-BASILICA DELLA SANTISSIMA ANNUZIATA FIRENZE


Pietà di Baccio Bandinelli-BASILICA DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA FIRENZE

DOMENICO VENEZIANO-LA MADONNA COL BAMBINO-COLLEZIONE BERENSON 
FIRENZE
La Madonna col Bambino è un dipinto tempera e oro su tavola (86x61 cm) di Domenico Veneziano, databile al 1432-1437 circa e conservato nella Collezione Berenson di Villa I Tatti a Settignano (Firenze).

L'opera venne messa all'asta dalla famiglia Panciatichi e acquistata da Bernard Berenson che la destinò alla sua collezione personale. È di solito datata alla fase della prima maturità dell'artista a Firenze, tra il 1432, ipotetica data del rientro da Roma, e il 1437, data degli affreschi perduti in palazzo Baglioni a Perugia.
Sullo sfondo di un broccato rosso scuro con motivi floreali, dalla ricca punzonatura d'oro, Maria è rappresentata a mezza figura, col Bambino che gioca seduto su un cuscino e con le gambe appoggiate su un ipotetico parapetto che coincide con il bordo inferiore del dipinto. Si tratta di uno dei più antichi esempi di questo motivo in Italia, derivato dall'esempio dei Primitivi fiamminghi. I tipi fisici della Madonna e del Bambino rimandano all'opera del pittore, così come la luce chiara, la delicata stesura degli incarnati, l'attenzione al dettaglio, come il velo trasparente sulla fronte della Madonna, il tono intimo e tranquillo, con un complesso scambio di gesti e sguardi.
La ricchezza dello sfondo rimanda a opere di Gentile da Fabriano, come la Madonna dell'Umiltà di Pisa, così come il ricco trattamento dell'oro, ora inciso, ora pinzonato, ora applicato a rilievo come nei motivi decorativi della veste di Maria. Le aureole sono già in prospettiva, uno stilema che venne poi ripreso da Piero della Francesca.
Maria porge al Bambino un bocciolo o forse un piccolo pero, allusione al Peccato originale che Cristo laverà col suo sacrificio. Questo gesto dovette ispirare anche Leonardo, nella sua Madonna Benois. Anche il motivo del melograno nello sfondo simboleggia la Resurrezione.
Sesto Fiorentino, lunedì 11 dicembre scuole chiuse per allerta meteo

In seguito all'emissione del codice rosso per rischio idraulico del reticolo principale e idrogeologico idraulico del reticolo minore e alle decisioni assunte in sede di unità di Crisi della Sala di Protezione Civile della Città Metropolitana, domani, lunedì 11 dicembre, tutte le scuole di ogni ordine e grado resteranno chiuse.

sabato 9 dicembre 2017

MAESTRO DELLA SANTA CECILIA-SANTA CECILIA-GALLERIA DEGLI UFFIZI FIRENZE

Santa Cecilia e storie della sua vita è un dipinto a tempera e oro su tavola (85x181 cm) del Maestro della Santa Cecilia, databile a dopo il 1304.

L'opera, un dossale d'altare tra i più significativi della scuola fiorentina del Trecento, proviene dalla distrutta chiesa di Santa Cecilia a Firenze. Giovanni Villani ricorda come l'edificio fu ricostruito dopo un disastroso incendio nel 1304, e l'opera deve risalire a un periodo immediatamente successivo, quando Giotto era ancora in vita e quello che è stato indicato come "Maestro della Santa Cecilia" proprio a partire da questa tavola (Cavalcaselle e Frey), era uno dei suoi più stretti collaboratori, autore anche di alcune delle Storie di san Francesco ad Assisi. In Santa Cecilia l'opera venne vista dal Vasari, che la attribuì a Cimabue.
La pala mostra al centro, in tutta la sua figura, Santa Cecilia in trono. Evidenti sono i rimandi in questa rappresentazione alle coeve novità di Cimabue e Giotto, infatti il trono è già in prospettiva intuitiva, e ha un traforo sui lati, a mo' di ciborio, come compare poi, anni dopo, anche nella Maestà di Ognissanti di Giotto. Essa tiene in mano la palma del martirio e un libro ed ha un'espressione sorridente. La sua figura, a differenza dei personaggi stilizzati nell Storie, è plastica e massiccia, quasi dilatata come nelle migliori opere giottesche.
Ai lati si trovano, in due gruppi simmetrici, otto storie della sua vita, secondo uno schema che affonda le radici nell'arte duecentesca. Si leggono da sinistra a destra, dall'alto in basso, prima nella metà sinistra e poi in quella destra:
Banchetto di nozze di santa Cecilia e san Valeriano
Santa Cecilia converte san Valeriano
San Valeriano incoronato da un angelo
Santa Cecilia predica a san Valeriano e san Tiburzio
Battesimo di san Tiburzio
Santa Cecilia che predica pubblicamente
Santa Cecilia davanti al prefetto
Martirio di santa Cecilia
Le storie ricordano il casto matrimonio tra Cecilia e Valeriano, la loro partecipazione attiva al Cristianesimo e l'arresto e martirio della santa. Mancano attributi che rimandino al patronaggio della musica da parte della santa, poiché legati a un culto che si diffuse solo nel XVI secolo.
Le scene sono caratterizzate da un realismo minuto, con un'attenzione preponderante ai fondali architettomnici e alla collocazione delle figure nello spazio, come in una riduzione in scala degli affreschi di Assisi. L'intuitività della prospettiva è testimoniata ad esempio nella scena del Banchetto, in cui il tavolo è scorciato in maniera diversa dalla stanza. Le figurette invece appaiono ancora legate alla scuola bizantina, con proporzioni allungate e atteggiamenti convenzionali, nonostante una certa vivacità in alcune scene.