venerdì 23 giugno 2017



#BorjaNonSiTocca
       LAVORO:  record  di assunzioni     





"Quando parliamo di #lavoro, i numeri sono il modo più chiaro di dire la verità. Ed eccoli. Il 2017 ha segnato un nuovo record per le assunzioni: nei primi quattro mesi il saldo tra contratti attivati e cessati è stato di +599 mila. Meglio ancora del 2015 o dell'anno scorso". Lo scrive su Facebook Ettore Rosato, presidente dei deputati Pd. "A maggio sono diminuite le ore di Cassa integrazione per le aziende (-37% rispetto al 2016) e ad aprile le domande di disoccupazione (-9% rispetto all'anno precedente). Sono i dati certificati dall'INPS resi pubblici questa mattina. Il Paese non è fermo come racconta qualcuno e le riforme che sono state fatte nei MilleGiorni del governo Renzi stanno dando i propri frutti.
    Siamo soddisfatti ma non è sufficiente. Abbiamo ancora molto strada da fare, ma sappiamo come farla, insieme", conclude.
   
Jacopo da Empoli-Casa Buonarroti 

Firenze 

 
Michelangelo presenta a Leone X i progetti per San Lorenzo 1617-19 olio su tela 236x141 L'artista, in piedi al cospetto del papa, gli mostra una pianta per il vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana, all'ombra del modellino per la facciata di San Lorenzo e mentre due inservienti stanno reggendo un modello ligneo in cui si riconosce la cupoletta della Sagrestia Nuova. Il Baldinucci ricordò l'opera come una delle migliori del ciclo. Esiste un disegno preparatorio per la testa del papa
ANASTASIO FONTEBUONI-Michelangelo a Bologna si presenta a Giulio II, galleria di Casa Buonarroti 

FIRENZE

Comunicato
Associazione Luca Coscioni
per la libertà di ricerca scientifica.
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Ufficio Stampa
Associazione Luca Coscioni
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Marco Perduca sabato al Quirinale a difesa dei diritti politici dei cittadini. Duran Adam con Staderini


Sabato mattina, alle ore 11, Marco Perduca, già senatore radicale e coordinatore della campagna “Legalizziamo.it”, si recherà al Quirinale per sostenere l’iniziativa nonviolenta di Duran Adam, avviata da Mario Staderini lo scorso 13 maggio e finalizzata alla restituzione ai cittadini italiani del pieno godimento dei diritti di iniziativa popolare.

Nelle settimane precedenti, lo stesso Staderini e Filomena Gallo -segretaria dell’associazione Luca Coscioni- hanno consegnato alla Presidenza della Repubblica due dossier che documentano quanto le leggi e le istituzioni dello Stato limitino la possibilità per cittadini di promuovere referendum e leggi di iniziativa popolare.

Sotto accusa, in particolare, gli oneri di autenticazione, vidimazione e certificazione delle sottoscrizioni previsti dalla legge 352 del 1970, oramai fuori dagli standard democratici internazionali e vigenti solo nel nostro Paese.

Anche Marco Gentili, Co-presidente dell’associazione Luca Coscioni, partecipando per due sabati al Duran Adam, ha scritto una lettera al Presidente Mattarella sottolineando come la mancata introduzione della possibilità di firmare online impedisca a tutte le persone malate o con difficoltà motorie di poter esercitare i loro diritti costituzionali.

“Di fronte a diritti negati rispetto ai quali, nonostante da tempo siano noti i problemi e le soluzioni, Parlamento e Governo rimangono inerti se non ostili- ha dichiarato Marco Perduca- “non possiamo che rivolgerci al Garante della Costituzione perché dia una risposta ai cittadini cui è impedito partecipare attivamente alle decisioni collettive. È davvero impensabile che, mentre da anni l’Unione europea permette la sottoscrizione online delle “citizens initiative” e perfino la repubblica di San Marino ha semplificato il sistema di autenticazione delle firme cartacee, i grandi partiti si nascondano dietro le procedure discriminatorie di una legge di 47 anni fa. Per questo, per difendere anche i diritti dei 67 mila cittadini che hanno sottoscritto la proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della cannabis, consegnata lo scorso novembre in Parlamento insieme a Radicali italiani e altre organizzazioni, mi unirò anche io al Duran Adam”.
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FILE - Fondazione Italiana di Leniterapia Onlus

PROGETTO BEPPE AL SENATO
Il nostro Progetto arriva in Senato...
Nella giornata di mercoledì 21 giugno FILE ha presentato al Senato della Repubblica il progetto B.E.P.P.E. – Bambini ed Elaborazione della Perdita: Pensieri ed Emozioni.

La Vice Presidente del Senato Rosa Maria Di Giorgi si è resa ambasciatrice di questo progetto, così importante per il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza e per gli ambienti educativi in cui crescono i giovani (la famiglia, la scuola, l’associazionismo), ambiti del quotidiano in cui si riscontrano maggiori difficoltà ad affrontare situazioni complesse come la malattia grave, la morte e il lutto.
Protagonisti indiscussi della giornata, il sito web interattivo www.solimainsieme.it, il video “Soli Ma Insieme” a questo legato e il libro “Si Può”, alcuni degli strumenti che abbiamo sviluppato all’interno di B.E.P.P.E., ideati per i giovani che hanno vissuto un lutto e per gli adulti che si trovano loro vicini e hanno il compito di sostenerli.

<<Un’iniziativa meritoria, mirata a sensibilizzare su un tema delicatissimo, che va valorizzata e supportata sia negli ambiti sociali che scolastici>>, queste le parole della Senatrice Rosa Maria Di Giorgi nell’introdurre B.E.P.P.E. nella giornata di mercoledì ai senatori, alla stampa, al pubblico intervenuto.
La ringraziamo di cuore per credere così fermamente nella nostra causa: è grazie al sostegno di persone pubbliche come la Senatrice, che si rendono portavoce dei nostri valori, ma è anche grazie al prezioso supporto che arriva da tutti voi cari amici, donatori, sostenitori, che noi possiamo portare avanti sempre nuovi progetti dedicati ad aiutare persone in difficoltà, come B.E.P.P.E., che offre un supporto concreto a tutti quei bambini e adolescenti che hanno subìto una perdita per aiutarli a superare la difficile prova che stanno vivendo.

Clicca qui se vuoi saperne di più sul progetto

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FILE - Fondazione Italiana di Leniterapia Onlus
Via San Niccolò, 1 - 50125 Firenze 
tel. 055 2001212 - fax 055 5353143 - file@leniterapia.it - www.leniterapia.it
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giovedì 22 giugno 2017

GALLERIA CASA BUONARROTI-FIRENZE


La Galleria di Casa Buonarroti è un ambiente monumentale del palazzo e museo in via Ghibellina 70 a Firenze. Dedicata alla celebrazione di Michelangelo Buonarroti, fu fatta decorare dal suo pronipote Michelangelo il Giovane tra il 1612 e il 1637, con il coinvolgimento dei maggiori artisti allora attivi a Firenze, tra i quali l'Empoli, Giovanni Bilivert, Cristofano Allori, Domenico Passignano, Artemisia Gentileschi, Pietro da Cortona, Giovanni da San Giovanni, Francesco Furini, Jacopo Vignali e il Volterrano. Per la ricchezza del programma decorativo, la presenza di numerose mani, la relativa velocità di esecuzione e l'ottima conservazione, il complesso riveste una particolare importanza nell'ambito delle arti del Seicento fiorentino.

Alla morte del padre nel 1599, Michelangelo Buonarroti il Giovane entrò in possesso della storica abitazione familiare, acquistata dal celebre prozio artista e gradualmente ingrandita per rispolverare il lustro della casata buonarrotiana. Fu proprio il Giovane ad avviare l'edificazione, nel 1612, del palazzo odierno, occupandosi subito anche della decortazione delle sale interne, in particolare del piano nobile. Qui concepì quattro sale monumentali dedicate rispettivamente all'illustre avo (la Galleria), alla sua casata (Sala della Notte il Dì), alla Firenze ecclesiastica coi suoi santi e beati (Cappella) e alla Firenze del pensiero e dell'azione con gli uomini illustri (Biblioteca-studio).

L'elaborazione del complesso piano decorativo fu lunga, come testimoniano le numerose carte e gli appunti pervenutici, spesso corretta coi consigli degli artisti stessi, e messa in pratica con un cospicuo esborso di denaro, sebbene sempre elargito con oculatezza, come testimonia pure la documentazione. La glorificazione cittadina non poteva trascendere l'impiego di artisti esclusivamente toscani, anche solo per origine, come nel caso di Agostino Ciampelli o di Artemisia Gentileschi, stabilmente residenti in Roma.
Le prime pitture vennero allogate nel 1615, e il lavori si protrassero fino a circa il 1640, occupando gran parte dell'attività di Michelangelo il Giovane, accanto ai suoi studi storici e letterari che tanto vennero lodati, tra gli altri, da Filippo Baldinucci.

Dopo il primo gruppo di pitture, sulle pareti e sul soffitto, conclusosi verso il 1620, nel 1628 si aggiungevano i riquadri a monocromo nella fascia inferiore delle pareti con ulteriori episodi michelangioleschi, chiamati "cammei".
Gli anni seguenti ebbero una certa stasi decorativa, interrotta solo dalla commissione delle statue a Domenico Pieratti (1628-1632) e ad Antonio Novelli (1633-1635).

La galleria affaccia, con due finestre su un lato breve, su via Ghibellina (lato sud). I lati lunghi (est e ovest), sono interrotti da due porte ciascuno alle estremità, e altre due si trovano sull'altro lato breve, in comunicazione, dopo un corto passaggio che nasconde il vano di una scaletta a chiocciola, con la Sala della Notte e il Dì. Le ante delle porte vennero intarsiate da Benedetto Calenzuoli su disegno di Pietro da Cortona, nel 1637 circa, poco dopo che il Cortona, invitato a Firenze dal Granduca, soggiornò per la prima volta in casa Buonarroti.
La decorazione pittorica dei lati lunghi è divisa in cinque scomparti: due dipinti collocati sopra i portali, e tre mediani spartiti da semplici paraste in pietra serena, posti sopra una zoccolo con pitture a monocromo. I lati brevi sono tripartiti con le finestre o i portali ai lati, e uno spazio centrale che, nel lato sud, è occupato dalla statua di Michelangelo pensieroso di Antonio Novelli (1635) e, in quello nord, da dipinto dell'Epifania di Ascanio Condivi su cartone di Michelangelo stesso, accanto al quale trovano posto entro nicchie le statue della Vita attiva e della Vita contemplativa di Domenico Pieratti (1628-32). Negli spicchi sopra le nicchie, due coppie di teste di cane del Furini.
Il soffitto è diviso in quindici riquadri ospitanti altrettanti dipinti e corrispondenti alle partizioni del pavimento, in cotto, marmo e pietra.
Alle pareti si trovano i momenti salienti della vita di Michelangelo, mentre sul soffitto la decorazione prosegue con le sue esequie, la costruzione della tomba, e altre scene allegoriche, accanto alle «potenze e virtù d'animo» che fecero grande l'artista e due coppie d'angeli che intrecciano altrettante corone, simbolo delle quattro arti in cui Michelangelo era eccelso (Pittura, Scultura, Architettura e Poesia). Dovevano completare la decorazione un'opera di scultura e una di pittura di Michelangelo: la prima era la Battaglia dei centauri, posta sotto la statua dell'artista dove oggi si trova una lapide, meglio valorizzata dal XIX secolo in un'altra sala del museo. Per la pittura è presente la grande tavola di Ascanio Condivi, disegnata di Michelangelo.
  muore bimbo di 6 anni per complicanze    causate dal morbillo   

E' morto oggi, "per complicanze polmonari e cerebrali da morbillo", un bambino di 6 anni che si trovava presso il reparto di rianimazione dell'Ospedale San Gerardo di Monza. Ne dà notizia l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera. Il bimbo era affetto da leucemia e per questo era ricoverato in ospedale dal 15 marzo.
    Secondo Gallera, "solo l'immunità di gregge avrebbe salvato il piccolo".  Il bimbo sarebbe stato contagiato dai suoi fratelli maggiori che non erano stati vaccinati. A confermarlo sono fonti ospedaliere. Secondo le fonti, la famiglia avrebbe preferito non far vaccinare i due figli più grandi, nonostante il più piccolo - proprio a causa della leucemia - avesse un sistema immunitario compromesso, e quindi non potesse né essere vaccinato né difendersi contro eventuali infezioni.
"La storia di questo piccolo affetto da leucemia - ha spiegato Gallera - è l'esempio di come la cosiddetta 'immunità di gregge' sia fondamentale per la protezione di coloro che, per la loro malattia o per lo stato di trattamento in cui si trovano, non sono protetti, anche quando fossero vaccinati dal morbillo così come da altre malattie infettive". 
"Il piccolo - ha continuato l'assessore - era affetto da una Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA), malattia che oggi ha una probabilità di guarigione in oltre 85% dei casi con forme simili. In data 15 marzo, per il sospetto di infezione da morbillo (diagnosi confermata il 16 marzo), è stato trasferito in terapia intensiva per il peggioramento progressivo del quadro polmonare con necessità di assistenza respiratoria. È stato intubato e successivamente è iniziata l'assistenza mediante ECMO per insufficienza cardiaca o respiratoria, proseguita fino alla data di oggi".
"Ci tengo a sottolineare - ha concluso l'assessore - come solo l'immunità di gregge, cioè la vaccinazione di oltre il 95% dei bambini, sia l'unica strada per tutelare soggetti immunodepressi o che hanno contratto malattie come nel caso del piccolo del San Gerardo, che per queste ragioni non possono vaccinarsi". 
   "È dolorosissimo commentare la morte del bimbo di 6 anni a Monza che si sarebbe probabilmente salvato dalla leucemia ma che il morbillo ha ucciso perché essendo malato non poteva essere vaccinato. Succede, come dice la scienza, quando manca l' immunità di gregge''. A scriverlo e' il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. ''Non serve aggiungere parole, bisogna rispettare la medicina e le verità scientifiche per fare il bene dei nostri figli. Sono vicina ai genitori e al loro immenso dolore". 
"Innanzitutto da padre, da nonno, desidero esprimere la mia personale vicinanza a chi oggi ha perso un figlio. Ma in questo momento, in cui nel dibattito sui vaccini trova terreno chi nega la verità della scienza, da medico e da direttore generale dell'Agenzia del farmaco, vorrei dire che quella del bambino morto oggi di morbillo deve rappresentare un momento di riflessione comune. Anche per rispetto a lui, che a sei anni ha smesso di vivere perché combattendo contro la leucemia non poteva vaccinarsi ed è rimasto vittima, evidentemente, della mancanza della cosiddetta immunità di gregge''. A dirlo e' Mario Melazzini, direttore generale dell'Aifa. ''Il dramma di questa famiglia e quanto dice la scienza sui vaccini sono le uniche cose con le quali la nostra coscienza deve fare i conti".
DANIELE DA VOLTERRA-LA STRAGE DEGLI INNOCENTI-GALLERIA DEGLI UFFIZI 

 FIRENZE 

La Strage degli innocenti è dipinto a olio su tavola di Daniele Ricciarelli da Volterra.
« Dopo queste cose, essendo gran tempo che non era stato a Volterra sua patria, vi andò prima che ritornasse a Roma e vi fu molto carezzato dagl’amici e parenti suoi; et essendo pregato di lasciare alcuna memoria di sé nella patria, fece in un quadrotto di figure piccole la storia degl’innocenti, che fu tenuta molto bell’opera, e la pose nella chiesa di San Piero »
(Giorgio Vasari, Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, 1568)
L'opera fu realizzata per la chiesa di San Pietro in Selci di Volterra durante l'ultimo viaggio del Ricciarelli nella città natale. L'artista fra l'altro si fece rimborsare le spese ma rinunciò al pagamento vero e proprio. È stata l'ultima opera pittorica realizzata personalmente da lui: in seguito si dedicò quasi esclusivamente alla scultura. Riprese con poche modifiche un proprio cartone, già utilizzato dal suo allievo Michele Alberti per un affresco all'interno della chiesa della Trinità dei Monti a Roma.
Il dipinto fu acquistato per 600 scudi dalla Galleria degli Uffizi nel 1782, dal direttore Giuseppe Bencivenni Pelli per conto di Pietro Leopoldo. Fu esposto nella Tribuna, dove rimase almeno fino al 1926. Successivamente per un certo periodo fu esposto alla Galleria dell'Accademia, per poi tornare agli Uffizi.
Il soggetto del dipinto è l'episodio biblico della strage degli innocenti. Rispetto al testo del Vangelo secondo Matteo sono aggiunti, a gruppi, i soldati di Erode in lotta con le madri che tentano di difendere i loro figli. Sul fondo una gradinata e delle colonne.
La principali differenze rispetto al cartone sono dovute al fatto che l'affresco aveva due vuoti: in basso a sinistra è stata aggiunta una donna con bambino morto (di cui esiste un disegno al Museo del Louvre) e in basso a destra un bambino morto.
Guido, con la tua firma puoi chiedere per loro un nuovo processo.
Difendi i diritti umani - La newsletter di Amnesty International

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Sette minorenni sono stati condannati a morte in Somalia.
Cinque di loro sono già stati messi a morte lo scorso 8 aprile.
Per gli altri due la condanna è stata commutata in carcere a vita.

I sette ragazzi sono stati processati da un tribunale militare, due di loro hanno riferito alle famiglie di aver subito orribili torture fino a quando non hanno confessato.
L'accusa contro di loro si basa solo su questa confessione estorta con la forza.

Chiedi con noi un nuovo processo e la moratoria delle condanne a morte in Somalia.

Rettangolo arrotondato:      FIRMA ORA L'APPELLO

Scariche elettriche, bruciature con sigarette sui genitali, simulazione d'annegamento, pugni e violenza sessuale: sono le forme di tortura denunciate da due dei minorenni arrestati e utilizzate per "estorcere" la loro confessione. Firma per chiedere un nuovo processo>

Non hanno avuto accesso ad un avvocato durante il processo e non sono stati autorizzati a ritrattare le “confessioni” forzate. Agisci ora>

I minori uccisi appartenevano a uno dei clan minoritari del Puntland. La tua firma è fondamentale per salvare gli altri due minori, ora> 
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mercoledì 21 giugno 2017

LETTERA APERTA DI UN EX TIFOSO......

In considerazione della mia venerabile età posso dire che da oltre 60 anni tifo senza se e senza ma per la Fiorentina. Anzi dopo i recenti fatti che stanno coinvolgendo la Viola ed in modo particolare dopo le schifezze compiute da questa dirigenza nei confronti di BORJA VALERO posso tranquillamente parlare del mio tifo al passato visto che ormai mi considero un ex.a tutti gli effetti. Questi signori (sic) sono riusciti in una impresa che io ritenevo impossibile e cioè sono riusciti ad allontanarmi dalla SQUADRA DEL MIO CUORE.
Come dicevo il mio tifo è datato, infatti ho ricevuto in regalo il mio primo abbonamento (curva ferrovia) nell'anno in cui la Fiore vinceva il suo primo straordinario scudetto. Ero allo Stadio comunale la sera in cui, alla vigilia dei campionati mondiali che si sarebbero svolti in Svezia, la Fiorentina incontrò il grande Brasile, che quei campionati avrebbe poi stravinto. In quella serata si celebravano due avvenimenti.
Il primo l'addio di JULINHO che stava tornando in Brasile, il secondo l'inaugurazione dell'impianto di illuminazione per lo svolgimento delle notturne. La partita finì con un rotondo 4 a 0 a favore dei verde oro con una doppietta nel primo tempo di Altafini che in Brasile chiamavano Mazzola ed una doppietta nel secondo tempo di un ragazzino sconosciuto di nome PELE'. Mi ricordo che il ragazzino fece due gol stupendi che scatenarono l'entusiasmo di noi tifosi. Io ero allo stadio la sera in cui la Fiorentina vincendo 2 a 1 la partita di ritorno con i GLASGOW RANGERS si aggiudicò la Coppa delle Coppe. Mi ricordo della vittoria a Torino contro LEI che ci consentì la conquista del secondo scudetto. Il treno speciale dove c'ero anch'io arrivò alla Stazione di Santa Maria Novella alle 3 di mattina ma dalla folla che c'era sembrava fosse mezzogiorno. All'andata alla stazione di Bologna c'era tanta gente che ci sfotteva al ritorno illuminammo quella stazione con fuochi d'artificio e bengala.......che soddisfazione ragazzi.
Mi ricordo come stavo ad ascoltare le storie della Fiorentina raccontate dal più grande terzino destro che abbia mai vestito la maglia viola, mi riferisco ad Ardico Magnini mio grandissimo amico. In quei tempi Ardico gestiva un locale in quel di Impruneta di cui io avevo curato la progettazione ed era uno spettacolo quando raccontava del fallo che aveva compiuto sull'ala sinistra del Real GHENTO nella finale di coppa dei campioni che ci costò un inesistente rigore trasformato poi da DI STEFANO. " Gli detti una stecca due metri fuori dall'area di rigore, ma l'impatto fu così forte che GHENTO fece un volo e planò dentro l'area" oppure quando raccontava che nel fare una delle sue famose rovesciate oltre che il pallone incocciò la faccia del povero Frignani ala sinistra del Milan e quell'intervento costò tutta la dentatura del milanista. I due poi finirono compagni di squadra nel Genoa ed ogni tanto Frignani si toglieva la dentiera e la consegnava a Magnini per ricordargli i denti che aveva sputato sull'erba dello Stadio Comunale.
Potrei continuare ancora parlando dei grandissimi campioni che hanno vestito la gloriosa maglia viola come ad esempio il sopracitato JULINHO sostituito da un certo KURT HAMRIN, come dimenticarsi di MONTUORI, CERVATO, MAGNINI, SEGATO, LOJACONO DE SISTI, MERLO, AMARILDO, SARTI, ALBERTOSI ANTOGNONI, PASSARELLA GRAZIANI, PECCI, BAGGIO, ecc. ecc. Hanno giocato nella Fiorentina anche modestissimi calciatori, ma per noi tifosi innamorati del colore viola Sella era il più grande centroavanti del mondo e Pagliari era inimitabile.......in sostanza l'entusiasmo era sempre alle stelle e noi non facevamo mai mancare il nostro appoggio alla squadra del nostro cuore.
Concludendo il mio amarcord devo dire che questi signori sono riusciti in un'impresa ritenuta impossibile e cioè di allontanare molti tifosi ma sopratutto dividere la tifoseria. I fiorentini per loro natura sono sempre contrari a tutto, il fiorentino è un popolo divisivo. Guelfi e Ghibellini, Bianchi e Neri,Filo Medici e Anti Medici. Ma su alcuni simboli ritrovano sempre la loro unità e la squadra di calcio rappresenta uno di questi simboli forti ed unificanti ed invece i signori marchigiani sono riusciti anche in questa impresa e cioè a dividere i tifosi della Viola, grazie anche per questo regalo.
Concludendo basta con il mago di Vernole, basta con certi giornalisti prezzolati, basta con il ragioniere presidente, basta con i fratellini, basta anche con Antognoni che sta facendo da parafulmine alle malefatte di queste persone. in sostanza basta con questa Fiorentina, basta anche con tanti tifosi anestetizzati da questa sciagurata gestione.

guido michi
LORENZO MONACO-TRITTICO DELL'ANNUNCIAZIONE- GALLERIA DELL'ACCADEMIA 

 FIRENZE 

Il Trittico dell'Annunciazione è un dipinto di Lorenzo Monaco conservato nella Galleria dell'Accademia e proveniente dal Chiesa di San Procolo a Firenze. Si tratta di una tempera su tavola (130×230 cm), dipinta secondo lo stile gotico internazionale. È attribuita al 1410-1415. La tavola è correlata da quattro pannelli laterali di santi: Santa Caterina d'Alessandria, Sant'Antonio Abate, San Procolo e San Francesco d'Assisi.
Il trittico venne commissionato per la chiesa di San Procolo di Firenze, dove Vasari la vide scambiandola per opera di Giotto. Crowe e Cavalcaselle furono i primi, nel 1864, a restituirla a Lorenzo Monaco, seguiti da Milanesi (1878), Sirén (1905), Venturi (1911), Van Marle (1924), Toesca (1929), Golzio (1931), Procacci (1936), Berenson (1936), Pudelko (1938), Bellosi (1965), Boskovits (1975), Eisenberg (1989).
La datazione oscilla dal 1406 circa (proposto da Pudelko nel 1938), e il 1418 circa (Eisenberg 1989), con una netta prevalenza dell'ipotesi più tarda.
Non è chiaro quale fosse la struttura originaria del trittico, che doveva avere una predella (oggi ha solo una scritta) e forse cuspidi diversi. Sirén propose come predella la Natività della collezione Kaufman di Berlino, l'Adorazione dei Magi e la Visitazione della collezione Parry di Hignam Court e la Fuga in Egitto del Lindenau Museum di Altenburg. nei dischi dorati delle cuspidi potevano trovarsi due teste di profeti che furono poi sostituiti da due angeli, a loro volta rimossi in epoca moderna. Secondo Eisenberg (1956) il perduto profeta dello scomparto destro potrebbe essere l'Isaia già nel 1843 nella collezione de Montor a Parigi con attribuzione a Cimabue; riapparso recentemente nel mercato antiquario, venne attribuito ad Antonio Veneziano da Schmarsow (1898) e a Lorenzo Monaco da Sirén.
Il dipinto, a fondo oro, è composto da due pannelli cuspidati, uniti nella parte centrale e in basso senza soluzione di continuità. A sinistra sta planando l'Angelo, con le braccia incrociate sul petto, la fiammella dell'ispirazione divina sulla testa e i piedi mollemente distesi tra le nuvole, di colori cangianti tra raggi dorati di luce, che assorbono la sua caduta.

A destra si trova Maria, seduta su un trono rialzato di un gradino e reso invisibile da un sontuoso drappo dorato, che avvolge sinuosamente la spalliera e le due gugliette sui braccioli. Anche il corpo della Vergine è, tranne una mano e la testa, completamente nascosto dal mantello azzurro, nonostante la luce e il panneggio definiscano la posizione asimmetrica delle due ginocchia, sotto le quali non si vedono le gambe o dei piedi, tranne una minuscola punta di scarpa sinistra. Maria ha una posizione ritrosa, che ricorda la pittura senese del secolo precedente (ad esempio l'Annunciazione tra i santi Ansano e Margherita di Simone Martini), anche se qui il suo volto è più sereno e meno aristocratico, ma pur sempre dolcissimo. Dietro la Vergine si trova un accenno di casa con una mensola ed un portale ad arco aperto, che lascia intravedere la bifora traforata all'interno. Poco distante dal capo della Vergine vola la colomba dello Spirito Santo.
Tutta la scena è dominata dai giochi lineari dei panneggi, che con ampie falcate ritmiche, disegnano dei raffinatissimi arabeschi tipici della svolta verso lo stile gotico internazionale di Lorenzo dopo il 1404, dettata probabilmente dall'influenza di Gherardo Starnina e Lorenzo Ghiberti. Nonostante ciò il sentimento religioso resta il punto focale, che viene esaltato dalla compostezza delle figure e dalla raffinatissima tecnica pittorica, dove prevalgono tonalità chiare e cangianti, che creano un mistico distacco dalla realtà.
I due pannelli laterali del trittico furono ritagliati al di sopra delle teste per "ammodernare" l'opera togliendo le cuspidi gotiche, che in seguito vennero rifatte ex novo secondo lo stile di quella centrale.