domenica 1 gennaio 2017

             nessuno  tocchi   Caino         
     no alla pena di morte   


1.  LA STORIA DELLA SETTIMANA : NIGERIA: TRE ESECUZIONI NELLO STATO DI EDO 2.  NEWS FLASH: PAKISTAN: ESECUZIONE DOPO UNA PAUSA DI TRE MESI 3.  NEWS FLASH: IRAN: AMPUTATE DITA A DUE PRIGIONIERI 4.  NEWS FLASH: ARABIA SAUDITA: INDIANO SALVO GRAZIE AL PREZZO DEL SANGUE 5.  NEWS FLASH: THAILANDIA: PRIMI RILASCI DAL CARCERE DI PHUKET 6.  I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA :


NIGERIA: TRE ESECUZIONI NELLO STATO DI EDO
23 dicembre 2016: tre detenuti sono stati giustiziati nello stato nigeriano di Edo dopo essere stati condannati a morte da tribunali militari ai sensi del Decreto 1971 sulle Rapine e Armi da Fuoco (Provvedimenti Speciali) e successivi emendamenti, ha riportato il giornale The Nation.

Il governo di Edo aveva annunciato l’intenzione di giustiziare tre prigionieri nella prigione di Oko, a Benin City.
I tre detenuti sono stati identificati come Ogbomoro Omoregie, Apostle Igene e Mark Omosowhota, le cui esecuzioni sono state effettuate intorno alle sei di mattina.
Il direttore del gruppo per i diritti “Legal Defence and Assistance Project” (LEDAP), Chino Obiagwu, aveva presentato una petizione al governatore di Edo, Godwin Obaseki, affinché fermasse le esecuzioni, che tuttavia sono avvenute lo stesso.
“Avevamo inoltrato appello alla Corte di Lagos affinché riconoscesse a questi prigionieri il diritto di appello in base alla Costituzione del 1999”, ha aggiunto l’avvocato.
Non è chiaro se gli ordini di esecuzione siano stati firmati da Obaseki o dal suo predecessore Adams Oshiomhole.


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NESSUNO TOCCHI CAINO - NEWS FLASH

PAKISTAN: ESECUZIONE DOPO UNA PAUSA DI TRE MESI
24 dicembre 2016: un condannato a morte di 70 anni è stato impiccato nel carcere Adiala di Rawalpindi, in Pakistan, per un omicidio commesso 20 anni fa.
L’impiccagione di Khan Iqbal è giunta a quasi tre mesi di distanza dall’ultima esecuzione praticata nel Paese, ha reso noto un funzionario carcerario.
Il 15 aprile 2015, Khan Iqbal era fuggito dal carcere di Bannu durante l’attacco dei Talebani, in seguito era tornato a Gojar Khan, svolgendo il mestiere di calzolaio.
Fu riconosciuto da un parente della sua vittima, Muhammad Shakeel, e nuovamente arrestato il 21 ottobre 2015.
La sua richiesta di grazia era stata respinta dal Presidente il 13 dicembre 2016.
(Fonti: Dunya News, 25/12/2016; The Express Tribune, 25/12/2016) Per saperne di piu' :

IRAN: AMPUTATE DITA A DUE PRIGIONIERI
25 dicembre 2016: due condanne all’amputazione delle dita sono state eseguite nel carcere di Urmia, nell’Iran nord-occidentale.
Secondo fonti attendibili, i due prigionieri – i fratelli Faramarz e Majid Bigham – erano stati condannati ad una pena detentiva e all’amputazione di quattro dita della mano destra, in relazione ad una rapina che avrebbero commesso nel 2011.
Il taglio delle dita è stato praticato nel cortile della prigione di Urmia.
Secondo le stesse fonti, le autorità del carcere hanno invitato altri detenuti ad assistere alle amputazioni.
Sempre in Iran, alcune settimane fa, in un carcere nei pressi di Teheran sono stati cavati gli occhi ad un detenuto.


ARABIA SAUDITA: INDIANO SALVO GRAZIE AL PREZZO DEL SANGUE
28 dicembre 2016: un cittadino indiano si è salvato dall’esecuzione dopo aver trascorso otto anni nel braccio della morte dell’Arabia Saudita.
L’indiano – identificato come Limbadri, impiegato presso una fattoria a Najran – era stato condannato per l’omicidio di un saudita, commesso nel corso di una lite.
All’avvicinarsi dell’esecuzione, l’uomo d’affari saudita Awad bin Guraiah Al-Yami ha offerto alla famiglia della vittima 1,3 milioni di rial come “prezzo del sangue” affinché perdonasse l’assassino.
I familiari della vittima hanno accettato l’offerta, per cui il tribunale ha disposto il rilascio dalla prigione di Limbadri.


THAILANDIA: PRIMI RILASCI DAL CARCERE DI PHUKET
25 dicembre 2016: il primo gruppo di prigionieri è stato rilasciato di mattina dal carcere di Phuket, a seguito dell'annuncio questo mese di una grazia reale per commemorare l'inizio del regno di Rama X.
Il comandante del carcere di Phuket, Somkit Kammang, ha diretto il rilascio mentre una folla di parenti si trovava al di fuori delle mura della prigione, in attesa di accogliere i 147 detenuti liberati.
"Questi prigionieri, tra cui 21 donne, hanno tenuto una buona condotta durante la detenzione e avevano già completato un terzo delle loro condanne", ha detto Somkit.
"La maggior parte di loro erano stati incarcerati per reati sessuali, reati legati alla droga e danni alla proprietà.
"Circa l'80 per cento del totale di 1.590 prigionieri in procinto di essere rilasciati sono stati accusati di reati legati alla droga. Abbiamo istituito laboratori in modo da istruirli su come vivere una vita migliore e integrarsi come membri abili e contribuenti della società. Ci aspettiamo da loro che non commettano crimini mai più". Secondo la Royal Gazette, le prime liberazioni sono state concesse ai detenuti che svolgevano servizi pubblici, in libertà vigilata, e che avevano meno di un anno da scontare o che avevano scontato almeno un terzo di detenzione.
Sono stati rilasciati anche detenuti non vedenti o gravemente malati, così come le donne che scontavano le loro prime condanne o che avevano già scontato più di metà della pena.
Il perdono reale è stato concesso anche ai detenuti di età superiore ai 60 anni che avevano scontato non meno di cinque anni o almeno un terzo delle loro condanne, e ai detenuti sotto i 20 anni di età che avevano scontato più della metà della pena o che avevano meno di due anni da passare ancora in carcere.
Inoltre, le condanne a morte saranno commutate in ergastolo, ha aggiunto la Royal Gazette.