domenica 1 gennaio 2017

GIOTTO-TESTA DI PASTORE-GALLERIA ACCADEMIA 

 FIRENZE 

La Testa di pastore è un affresco frammentario staccato (250x135 cm) attribuito a Giotto, databile al 1315-1325 circa.
L'opera proviene dalla cappella maggiore della Badia Fiorentina, dove venne rinvenuto in seguito a indagini volte a risalire agli affreschi che le fonti citano come opera di Giotto, autore anche del polittico dell'altare maggiore oggi negli Uffizi. Lorenzo Ghiberti in particolare parlò nei Commentari di un affresco con la Madonna tra due santi sopra il portale arnolfiano d'ingresso (all'epoca su via dei Magazzini) e altri nella cappella Maggiore (all'epoca lungo via del Proconsolo). Della cappella maggiore parlò anche Vasari che riferì gli affreschi alla prima attività giovanile dell'artista, apprezzando in particolare una Madonna annunciata. Altre citazioni più brevi si hanno nel Libro di Antonio Billi, nell'Anonimo Magliabechiano e nel Gelli.
Nel 1625, quando venne ristrutturata la chiesa modificandone anche l'orientamento, venne alzata una parete a ridosso dell'antico muro di fondo, creando una sottile intercapedine dove nel 1959 vennero ritrovati tre frammenti, staccati da D. Dini ed esposti a Firenze nel 1966 (Forte Belvedere) e nel 1967 (Orsanmichele).
La Testa di pastore è il migliore frammento rinvenuto e l'autografia giottesca è stata a lungo dibattuta dalla critica, ma in anni più recenti sembra essere stata raggiunta una certa concordia sull'attribuzione al maestro almeno della Testa di pastore, per la notevole qualità pittorica.
Anche la datazione è stata oggetto di svariate ipotesi, assestandosi infine in un momento intermedio tra gli affreschi della Cappella Peruzzi (1310-1315 circa) e quelli della Cappella Bardi (1325-1330 circa), entrambi in Santa Croce.