sabato 4 marzo 2017

            nessuno  tocchi   CAINO           
  no  alla  pena  di  morte           

1.  LA STORIA DELLA SETTIMANA : CINA: 72ENNE COLOMBIANO GIUSTIZIATO PER TRAFFICO DI COCAINA 2.  NEWS FLASH: ROMA: PRESENTAZIONE DEL LIBRO ‘STORIA DI UN ANNO’ SABATO 4 MARZO 3.  NEWS FLASH: MALESIA: GRAZIATO DAL SULTANO EVITA L'ESECUZIONE 4.  NEWS FLASH: INDIA: NEL 2016 CONDANNE A MORTE RADDOPPIATE RISPETTO ALL’ANNO PRIMA 5.  NEWS FLASH: PAKISTAN: LIBERATO PREDICATORE CHE ERA STATO CONDANNATO A MORTE PER BLASFEMIA 6.  I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA : SAN MARINO: SPES CONTRA SPEM - UN DIBATTITO SUL TEMA DELL'ERGASTOLO


CINA: 72ENNE COLOMBIANO GIUSTIZIATO PER TRAFFICO DI COCAINA
28 febbraio 2017: le autorità cinesi hanno reso noto di aver giustiziato mediante iniezione letale un cittadino colombiano riconosciuto colpevole di traffico di cocaina.

Ismael Arciniegas, 72enne giornalista in pensione, è stato giustiziato nonostante un ultimo disperato sforzo diplomatico della Colombia per salvare la sua vita.
Si tratta del primo colombiano messo a morte in Cina, tuttavia sono almeno 15 quelli rinchiusi nel braccio della morte cinese per reati legati alle droghe.
Il figlio di Arciengas ha detto che suo padre entrò nella malavita nel 1980 mentre svolgeva ricerche giornalistiche sui cartelli della droga della Colombia.
Fu arrestato nel 2010 mentre cercava di introdurre 4 kg di cocaina in Cina, in cambio di 5.000 dollari.
Dal mese di novembre, la Cina ha rimpatriato due trafficanti di droga colombiani per motivi umanitari in modo che possano completare la loro detenzione a casa.


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NESSUNO TOCCHI CAINO - NEWS FLASH

ROMA: PRESENTAZIONE DEL LIBRO ‘STORIA DI UN ANNO’ SABATO 4 MARZO La presentazione del libro “Storia di un Anno” si svolgerà sabato 4 marzo 2017 alle ore 12.00 presso la Chiesa di Santa Lucia del Gonfalone, Via dei Banchi Vecchi, 12 a Roma.
A cura di Paolo Bielli e Vincenzo Mazzarella con il Patrocinio di Nessuno tocchi Caino.
Testi in catalogo di Achille Bonito Oliva, Padre Franco Incampo, Paolo Bielli e intervista a Vincenzo Mazzarella di Roberta Giulieni e Francesca Mambro.

Artisti uniti, in un luogo non comune come la chiesa di Santa Lucia del Gonfalone a Roma. A rappresentare ognuno una ricorrenza religiosa lungo l’arco di un anno a partire dal 18 febbraio 2015, Mercoledì delle ceneri, fino al 2 febbraio 2016 Presentazione al Tempio.

Ogni artista ha esposto una opera tesa a sottolineare la ricorrenza del giorno; un momento simbolico della nostra umanità e una stazione del nostro ricordo. Non si può sfuggire al ricordo dei nostri padri e dei nostri morti. La storia viene fatta per il futuro. La storia è un divenire, quindi ogni momento di queste giornate ha rappresentato una pura meditazione. Tutti uniti: credenti, atei e agnostici perché nella meditazione si compie quel comune denominatore che è Amore per se stessi e verso il nostro prossimo.

Gli artisti: Nedda Guidi, Paolo Bielli, Ak2deru, Susanne Kessler, Riccardo De Antonis, Marina Haas, Giancarlino Benedetti Corcos, Mario Ceroli, Ascanio Renda, Elena Pinzuti, Eros Renzetti, Anna Maria Sacconi, Giovanni Albanese, Felice Levini, Giuseppe Graziosi, Marilù Eustachio, Alessandro Costa, Stefano Di Stasio, Verdiana Patacchini, Baldo Diodato, Elly Nagaoka, Pejman Tadayon, Lino Frongia, WeegeeWeegee, Angela Volpi, Veronica Montanino, Naoya Takahara, Ubaldo Bartolini, Stefania Fabrizi, Federica Luzzi, Silvia Maccariello, Laura Palmieri, Dino Ignani, Giuliano Giuliani, Elisa Montessori.


MALESIA: GRAZIATO DAL SULTANO EVITA L'ESECUZIONE
27 febbraio 2017: un uomo che era stato condannato a morte in Malesia per traffico di droga nel 2009 è stato graziato dal sultano di Selangor, Sharafuddin Idris Shah.
Shahrul Izani Suparman, 33 anni, e la sua famiglia sono stati informati della decisione una settimana fa nella prigione di Sungai Buloh.
La madre, Sapenah Nawawi, 59 anni, che ha lavorato insieme ad Amnesty International Malesia per salvare la sua vita, si è detta molto felice che il figlio abbia una seconda possibilità.
"Sono molto grata a Dio. Vorrei ringraziare Sua Altezza Reale per averlo perdonato e tutti coloro che si sono battuti per salvare la sua vita ", ha detto in una conferenza stampa.
Nel settembre 2003, Shahrul Izani, allora 19enne, fu arrestato ad un posto di blocco di routine dopo essere stato trovato in possesso di 622g di cannabis.
Nel dicembre 2009 fu riconosciuto colpevole dall’Alta Corte di Shah Alam di traffico di droga, un reato che comporta la pena di morte obbligatoria.
Amnesty International Malesia ha assunto il caso di Shahrul, chiedendo al Comitato per la Grazia di Selangor di commutare la condanna a morte.
Più di 10.000 firme da tutto il mondo sono state raccolte in una campagna che ha avuto inizio nel 2015.
Il direttore esecutivo di Amnesty International Malesia, Shamini Darshni, ha detto che mentre questa battaglia è stata vinta e una vita è stata salvata, l'uso della pena di morte continua.
"La segretezza che circonda le esecuzioni in Malesia peggiora ulteriormente la situazione relativa ai diritti umani a livello globale.
"Ora che il sultano di Selangor ha accolto la domanda di grazia di Shahrul, ci auguriamo che il governo federale eserciterà la sua volontà politica abolendo la pena di morte obbligatoria come primo passo verso l'abolizione totale", ha detto.


INDIA: NEL 2016 CONDANNE A MORTE RADDOPPIATE RISPETTO ALL’ANNO PRIMA
1 marzo 2017: i tribunali indiani nel 2016 hanno emesso quasi il doppio delle condanne a morte emesse nel 2015, mostrano i dati resi noti dal Centro sulla Pena di Morte presso la National Law University di Delhi.
Oltre la metà delle 136 condanne a morte del 2016 (70 nel 2015) sono state emesse per omicidio semplice, in cui l'imputato è stato condannato per il solo omicidio. In tutto, i tribunali hanno emesso 1.790 condanne a morte tra il 2000 e il 2015.
Nonostante la Corte Suprema nel 2015 abbia chiarito che gli ordini di esecuzione – l’ordine di un tribunale che ha emesso una sentenza di morte specificando data e ora in cui l'esecuzione deve essere praticata - non devono essere emessi in fretta, in segreto o prima che l’imputato abbia esaurito tutte le opzioni legali, il rapporto ha rilevato che i tribunali hanno emesso cinque ordini di esecuzione nel 2016 prima che gli accusati avessero esaurito le loro opzioni legali. Questi ordini sono stati successivamente annullati da tribunali superiori.
Le Alte Corti hanno confermato 15 condanne a morte nel 2016 (emesse dai tribunali negli anni precedenti), commutato le condanne di 44 detenuti e assolto 14 persone.
Il cambiamento più significativo è giunto a livello della Corte Suprema - dei sette appelli su condanne a morte esaminati nel 2016, la Corte Suprema non ne ha confermata nessuna (ha confermato tuttavia una condanna a morte su richiesta di revisione).
Si tratta di una differenza notevole rispetto all'anno precedente, in cui la Corte Suprema ha confermato otto dei nove appelli presentati. Settantuno appelli su condanne capitali sono ancora pendenti davanti alla Corte Suprema.
Il presidente Pranab Mukherjee ha deciso in merito a sei richieste di grazia nel 2016, rifiutandone cinque e commutandone una in ergastolo in un caso che era stato confermato dalla Corte Suprema nel 2000, lasciando il condannato, Jeetendra Singh Gehlot, senza alcuna idea sul proprio destino per 16 anni.
C'erano 397 persone nel braccio della morte alla fine del 2016, 11 delle quali condannate ai sensi della Legge sull’Esercito e poco si sa del loro status.
Pur essendo la più dura pena possibile, l'amministrazione della pena di morte in India resta avvolta nel mistero.
"E' quasi impossibile affermare con certezza il numero di condanne a morte emesse in un determinato anno e perfino conoscere il numero esatto dei prigionieri condannati a morte in un certo luogo," hanno detto i ricercatori. "Inoltre, il fatto che non esistano dati affidabili neanche sul numero di esecuzioni effettuate nell’India indipendente, riflette l'opacità che circonda la pena di morte".
Per realizzare il rapporto, i ricercatori hanno utilizzato richieste basate sul “Right to Information Act”, dati ufficiali da parte di alcuni tribunali, verdetti e notizie di stampa.

PAKISTAN: LIBERATO PREDICATORE CHE ERA STATO CONDANNATO A MORTE PER BLASFEMIA
28 febbraio 2017: un tribunale pakistano ha liberato un predicatore islamico che era stato condannato a morte quattro anni fa con l'accusa di blasfemia, ha reso noto un membro del collegio di difesa.
Chaudhry Mehmood Akhtar ha detto che un giudice nella città di Rawalpindi ha assolto Mohammad Ishaq dopo averlo trovato "completamente innocente" rispetto all’accusa di aver insultato l'Islam.
Ishaq faceva il custode in un santuario nella provincia del Punjab quando fu arrestato e condannato a morte nel 2013, dopo che un cittadino lo aveva accusato di aver sostenuto in una conversazione di essere il vero Dio.
"Il mio cliente è un musulmano praticante ed è stato vittima di false accuse. Ora sto preparando le carte per farlo uscire di prigione ", ha detto Akhtar alla Associated Press.


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I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA


SAN MARINO: SPES CONTRA SPEM - UN DIBATTITO SUL TEMA DELL'ERGASTOLO Nell'ambito della 2da edizione del "Forum di dialogo con le diversità religiose, sociali e culturali" che si svolge dal 3 al 4 marzo è previsto il 4 marzo nella sezione "Testimonianze di dialogo" il seguente dibattito: L’esistenza
ore 11.15 – Santi Consolo, Capo dipartimento DAP         
“Spes contra spem” avere fiducia, sperando contro ogni speranza, (visione parziale del docufilm) ore 11.45 – Sergio D’Elia,  Elisabetta Zamparutti  “Nessuno tocchi Caino”
La manifestazione si svolge presso il Teatro Titano, P.zza Sant’Agata, Città di San Marino - R.S.M.