domenica 16 aprile 2017

    LILLI  GRUBER ed il gruppo BILDERBERG    


Tra gli italiani sempre presenti alle riunioni del Gruppo Bilderberg, spicca il nome di Lilli Gruber. La giornalista ed ex europarlamentare è ormai un'habituè degli incontri tra i potenti della terra, che così tanto accendono la fantasia dei complottisti, in rappresentanza del mondo dell'informazione. Anche quest'anno non mancherà, in occasione del 61° incontro che si tiene dal 6 al 9 giugno a Watford, in Inghilterra.

Chi è Lilli Gruber



Dietlinde Gruber, bolzanina, è stata per anni il volto più noto dell'informazione italiana targata Rai. Inizia la carriera da giornalista a Telebolzano, e poi in alcuni quotidiani dell'Alto Adige. Entra in Rai, dove conduce inizialmente un programma in lingua tedesca (è perfettamente bilingue) per poi passare alla TgR. Qui viene notata dal direttore del Tg2, Antonio Ghirelli, che le affida l'edizione di mezza sera del secondo telegiornale italiano. I suoi capelli rossi e la postura "obliqua" nel dare le notizie la fanno rapidamente diventare un'icona, oggetto anche di parodie, oltre che un esempio di sensualità.
Dopo aver seguito per il Tg2 la caduta del Muro di Berlino e gli sconvolgimenti degli anni successivi, nel 1991 Lilli Gruber passa al Tg1, diventando il volto istituzionale dell'informazione italiana conducendo l'edizione delle 20, anche se non mancano gli scontri con l'allora direttore Bruno Vespa. Per oltre un decennio è il volto della principale edizione del Tg1, non disdegnando però il ruolo da inviata di guerra.
Soprattutto quando il centrodestra arriva al governo e occupa le poltrone in Rai, Gruber lascia la conduzione del Tg per visitare i teatri di guerra, Iraq e Afghanistan su tutti. E nel frattempo denuncia le censure e la carenza di libertà del Tg1 targato Mimun, finché nel 2004 non lascia la Rai per candidarsi al Parlamento Europeo con i Ds. Viene eletta con il record di preferenze, ma dopo quattro anni in Europa nel 2008 decide di dimettersi – rinunciando alla pensione – per assumere la conduzione di Otto e mezzo, il talk show di La7 rimasto orfano del suo ideatore Giuliano Ferrara.
Nel frattempo, si cimenta nella scrittura sfornando quasi un libro l'anno, prima raccontando i paesi che ha visitato, e poi la storia della sua famiglia.